La Città delle Persone - Pisa La Città delle Persone - Pisa è con Emilia Lacroce - Consigliera comunale Pisa e altri 2.
3 days ago
TERRENI CONFISCATI A SAN PIERO A GRADO. ORA LA REDAZIONE DI UN REGOLAMENTO COMUNALE E L'ASSEGNAZIONE PER IL RIUTILIZZO SOCIALE.
Accogliamo con soddisfazione la notizia dell’avvio del percorso per l’assegnazione a fini sociali di terreni confiscati alla criminalità tra viale D’Annunzio e la ciclopista del Trammino. “Siamo molto felici: i beni confiscati devono tornare alla comunità, diventare spazi vivi, utili, condivisi," dichiara Lacroce.
“Proprio per questo non si capisce perché, da due anni, i nostri atti su questo tema vengano bocciati dalla maggioranza. Oggi leggiamo che si va verso un bando e ci chiediamo perché si sia perso tanto tempo e perché il Consiglio non sia mai stato messo nelle condizioni di lavorare davvero a una strategia cittadina, come abbiamo chiesto più volte. In ogni caso questo dimostra che i temi da noi posti in più occasioni sono reali e che hanno innescato questo processo, benché tardivo, dato che da tempo quei terreni sono a patrimonio grazie all'impegno della società civile. Ricordiamo inoltre che grazie alla segnalazione de La Città delle Persone - Pisa del novembre scorso all'amministrazione, abbiamo reso pubblico il beneficio per Pisa di oltre 30mila euro provenienti dal fondo per la legalità e la tutela degli amministratori vittime di atti intimidatori, che possono essere ora destinati anche ai progetti tematici e riutilizzo sociale dei beni confiscati”.
Lacroce rilancia poi le priorità politiche: “Rendere disponibili e fruibili i beni confiscati nelle disponibilità del Comune, anche con interventi di pulizia e ristrutturazione, partecipando ai bandi regionali per ottenere fondi dedicati. Completare il regolamento comunale per l’affidamento dei beni confiscati a fini sociali, perché senza regole chiare si rischiano discrezionalità e ritardi. Promuovere attività di divulgazione e sensibilizzazione, perché il riutilizzo sociale non è solo gestione di immobili, è cultura dell’integrità e innovazione sociale”.
Conclude la consigliera de La città delle persone: “Non vediamo l’ora di discutere in Commissione il regolamento per l’assegnazione dei beni confiscati, propedeutico al bando. Se il Comune vuole davvero restituire questi spazi alla città, lo faccia con trasparenza, coinvolgimento e tempi certi”.Accogliamo con soddisfazione la notizia dell’avvio del percorso per l’assegnazione a fini sociali di terreni confiscati alla criminalità tra viale D’Annunzio e la ciclopista del Trammino. “Siamo molto felici: i beni confiscati devono tornare alla comunità, diventare spazi vivi, utili, condivisi," dichiara Lacroce. “Proprio per questo non si capisce perché, da due anni, i nostri atti su questo tema vengano bocciati dalla maggioranza. Oggi leggiamo che si va verso un bando e ci chiediamo perché si sia perso tanto tempo e perché il Consiglio non sia mai stato messo nelle condizioni di lavorare davvero a una strategia cittadina, come abbiamo chiesto più volte. In ogni caso questo dimostra che i temi da noi posti in più occasioni sono reali e che hanno innescato questo processo, benché tardivo, dato che da tempo quei terreni sono a patrimonio grazie all'impegno della società civile. Ricordiamo inoltre che grazie alla segnalazione de La Città delle Persone del novembre scorso all'amministrazione, abbiamo reso pubblico il beneficio per Pisa di oltre 30mila euro provenienti dal fondo per la legalità e la tutela degli amministratori vittime di atti intimidatori, che possono essere ora destinati anche ai progetti tematici e riutilizzo sociale dei beni confiscati”. Lacroce rilancia poi le priorità politiche: “Rendere disponibili e fruibili i beni confiscati nelle disponibilità del Comune, anche con interventi di pulizia e ristrutturazione, partecipando ai bandi regionali per ottenere fondi dedicati. Completare il regolamento comunale per l’affidamento dei beni confiscati a fini sociali, perché senza regole chiare si rischiano discrezionalità e ritardi. Promuovere attività di divulgazione e sensibilizzazione, perché il riutilizzo sociale non è solo gestione di immobili, è cultura dell’integrità e innovazione sociale”. Conclude la consigliera de La città delle persone: “Non vediamo l’ora di discutere in Commissione il regolamento per l’assegnazione dei beni confiscati, propedeutico al bando. Se il Comune vuole davvero restituire questi spazi alla città, lo faccia con trasparenza, coinvolgimento e tempi certi”. ... See MoreSee Less
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4 days ago
RENDICONTO DI GESTIONE 2025, ECCO LE CRITICITA' CHE NON VI HANNO RACCONTATO.
Paolo Martinelli, Emilia Lacroce e Gianluca Gionfriddo, consiglieri comunali de La Città delle Persone - Pisa, intervengono sul rendiconto di gestione 2025 del Comune di Pisa esprimendo critiche all'amministrazione Conti, che articolano su 8 punti principali. "Sono criticità - spiegano i consiglieri - che non possono essere coperte dalla propaganda dell’avanzo record che sta facendo l'Amministrazione. Un Comune non è un’azienda che deve fare profitti e distribuire dividendi: se ti avanzano così tanti soldi vuol dire che non li hai investiti in servizi ai cittadini, che non hai saputo usarli adeguatamente. Ci vogliamo concentrare su 8 aspetti specifici:
1) L’avanzo 2025 è 144,8 milioni: non un trofeo, ma la fotografia che la programmazione degli investimenti non è aderente alle disponibilità.
2) Cresce da 5 anni: è un problema strutturale di programmazione e capacità di spesa che va avanti da anni, mentre ci sono cittadini in difficoltà che non hanno sostegni e servizi che andrebbero potenziati, dal sociale ai nidi alla casa al trasporto pubblico locale.
3) La parte di avanzo libero è 21,3 milioni: soldi disponibili subito su cui la Giunta dovrebbe dire cosa intende fare e di cui invece si rimanda a nuova variazione.
4) Paradosso: 73 milioni di cassa libera e, insieme, nuovo debito e interessi in crescita. Perché a fronte di risorse ferme ci si continua ad indebitare di anno in anno sottoscrivendo nuovi prestiti (anche quest'anno di oltre 4 milioni) portando negli ultimi 5 anni il debito procapite da 161,69 e. a 246,76 e. con un pagamento crescente di interessi pari a +34%?
5) Investimenti sottoutilizzati rispetto al programmato: le entrate in conto capitale accertate sono infatti solo al 44% delle previsioni e le opere annunciate previste vengono rimandate di anno in anno come dimostra il fondo pluriennale vincolato in conto capitale pari a 56,3 milioni.
6) Riscossione disastrosa: sull'evasione fiscale si incassa mediamente il 23% rispetto all'accertato (con picchi peggiori su canone patrimoniale 5,44%, imu 8,9% e tari 20,39%) e sulle multe si peggiora rispetto al 2024.
7) Parte dell’avanzo è “tecnico”: deriva da minori accantonamenti, non da maggiori entrare.
8) Residui attivi enormi e vecchi: crediti difficili da incassare con un fondo crediti di dubbia esigibilita' di oltre 102 milioni e 33,7 milioni stralciati come inesigibili.
La nota positiva di questo rendiconto, oltre ad una solidità di bilancio in continuità con le amministrazioni passate, sono i tempi di pagamento buoni, da riconoscere.
Nel complesso abbiamo votato contro l'impostazione politica delle finanze pubbliche di questa giunta. Pisa ha bisogno di programmare meglio le spese, assottigliando l'avanzo libero e utilizzando così le risorse, anziché per iniziative spot con interventi contingenti e bonus una tantum di primavera, inserendole in spesa strutturale finalizzata a servizi per interventi sociali o sgravi fiscali strutturali che non subiscano la corta dipendenza da un ipotetico nuovo rinnovo di avanzo per il prossimo anno." concludono Martinelli, Gionfriddo e Lacroce. ... See MoreSee Less
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5 days ago
RIFIUTI: BENE LA TARIFFAZIONE PUNTUALE CHE PREMIA CHI MENO INQUINA, MA INIQUO PAGARE PER QUANTE VOLTE SI APRE IL CASSONETTO!
In questi giorni migliaia di cittadini pisani stanno ricevendo per posta i bollettini per il pagamento di tre delle quattro rate della TARI 2026, come noto tra le alte d'Italia. Nella busta stanno trovando una informativa che annuncia l’avvio della tariffazione puntuale dell’indifferenziato basata sul numero di aperture del relativo bidone tramite tessera.
Siamo favorevoli alla tariffazione puntuale e all’obiettivo di ridurre l’indifferenziato, perché significa aumentare la differenziata e migliorare il sistema. Ma il metodo scelto dal Comune è ridicolo e discriminatorio: CONTARE QUANTE VOLTE APRI IL BIDONE NON MISURA QUANTA INDIFFERENZIATA PRODUCI! Si può aprire meno volte e conferire sacchi più grandi e pesanti, pagando meno a parità di rifiuti.
Si evidenzia così un'ingiustizia sociale. Le persone anziane o fragili, che non possono trasportare sacchi pesanti e devono fare più conferimenti piccoli, pagheranno di più di chi produce grandi volumi in sacchi più grossi?
E se ci sono malfunzionamenti dei cassonetti, come accade quando si aprono e si chiudono automaticamente per i guasti, si finisce a pagare per un problema non causato dall’utente?
E poi quali sono gli indicatori di valore economico di ciascuna apertura del cassonetto che graverà in bolletta?
E' inaccettabile che, oltre a una TARI già carissima, si scarichi sui cittadini i potenziali effetti distorsivi di un meccanismo di questo tipo.
Chiediamo che l’amministrazione dia una spiegazione pubblica, e valuti un sistema che premi davvero chi produce meno rifiuti, perché un meccanismo iniquo di conferimento e pagamento anziché migliorare la qualità della differenziata potrebbe peggiorarla, visto che le persone potrebbero essere indotte a conferire altrove l'indifferenziato per cercare di risparmiare qualcosa.
Presenteremo a riguardo un question time da discutere al prossimo consiglio comunale di martedi.
La Città delle Persone - Pisa Paolo Martinelli Emilia Lacroce - Consigliera comunale Pisa Gianluca Gionfriddo - "Gionfri"RIFIUTI: BENE LA TARIFFAZIONE PUNTUALE CHE PREMIA CHI MENO INQUINA, MA INIQUO PAGARE PER QUANTE VOLTE SI APRE IL CASSONETTO!
In questi giorni migliaia di cittadini pisani stanno ricevendo per posta i bollettini per il pagamento di tre delle quattro rate della TARI 2026, come noto tra le più alte d'Italia. Nella busta stanno trovando una informativa che annuncia l’avvio della tariffazione puntuale dell’indifferenziato basata sul numero di aperture del relativo bidone tramite tessera.
Siamo favorevoli alla tariffazione puntuale e all’obiettivo di ridurre l’indifferenziato, perché significa aumentare la differenziata e migliorare il sistema. Ma il metodo scelto dal Comune è ridicolo e discriminatorio: CONTARE QUANTE VOLTE APRI IL BIDONE NON MISURA QUANTA INDIFFERENZIATA PRODUCI! Si può aprire meno volte e conferire sacchi più grandi e pesanti, pagando meno a parità di rifiuti.
Si evidenzia così un'ingiustizia sociale. Le persone anziane o fragili, che non possono trasportare sacchi pesanti e devono fare più conferimenti piccoli, pagheranno di più di chi produce grandi volumi in sacchi più grossi?
E se ci sono malfunzionamenti dei cassonetti, come accade quando si aprono e si chiudono automaticamente per i guasti, si finisce a pagare per un problema non causato dall’utente?
E poi quali sono gli indicatori di valore economico di ciascuna apertura del cassonetto che graverà in bolletta?
E' inaccettabile che, oltre a una TARI già carissima, si scarichi sui cittadini i potenziali effetti distorsivi di un meccanismo di questo tipo.
Chiediamo che l’amministrazione dia una spiegazione pubblica, e valuti un sistema che premi davvero chi produce meno rifiuti, perché un meccanismo iniquo di conferimento e pagamento anziché migliorare la qualità della differenziata potrebbe peggiorarla, visto che le persone potrebbero essere indotte a conferire altrove l'indifferenziato per cercare di risparmiare qualcosa.
Presenteremo a riguardo un question time da discutere al prossimo consiglio comunale di martedi.
La Città delle Persone - Pisa Paolo Martinelli Emilia Lacroce - Consigliera comunale Pisa Gianluca Gionfriddo - "Gionfri" ... See MoreSee Less
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6 days ago
BANDO NIDI D'INFANZIA: CON QUESTI VINCOLI ECONOMICI SALE LA PREOCCUPAZIONE PER IL FUTURO DELLA QUALITA' DEL SERVIZIO E DEI LIVELLI OCCUPAZIONALI.
I consiglieri comunali de La Città delle Persone - Pisa Paolo Martinelli, Gianluca Gionfriddo ed Emilia Lacroce e la consigliera comunale di Diritti in Comune (Una città in comune – Rifondazione Comunista) Giulia Contini esprimono pieno sostegno alle preoccupazioni di CGIL, CUB e COBAS sul nuovo bando di servizio per i nidi d’infanzia esternalizzati del Comune di Pisa.
“Da quanto denunciato dalle organizzazioni sindacali, il bando rischia di non garantire l’assorbimento degli attuali livelli occupazionali e, per i vincoli economici imposti, di tradursi in un peggioramento del servizio educativo”, dichiarano i due gruppi consiliari.
"Se si riduce il personale o si peggiorano le condizioni di lavoro, inevitabilmente si abbassa anche la qualità dell’educazione e della cura per le bambine e i bambini. È un mancato investimento sul futuro che Pisa non può permettersi”. È indispensabile invertire la tendenza rispetto all'aumento progressivo delle esternalizzazioni rilanciando politiche per una gestione pubblica, che sono dovere di un ente come il Comune su un settore fondamentale come questo”.
Per i gruppi consiliari “questa vicenda conferma una linea politica sbagliata. Il Comune non investe nei servizi educativi e nei servizi per l’infanzia. Occorre, invece, qualificare il settore con un piano di assunzioni, con la formazione e la valorizzazione del personale, abbandonando logiche aziendalistiche non congrue ad un servizio di questa natura. Lo segnaliamo da tempo, e abbiamo portato già il tema del nuovo bando all’attenzione della Terza Commissione Consiliare la scorsa settimana”.
È necessario che l’amministrazione intervenga subito: “Si convochi un incontro urgente con i sindacati e si trovi una soluzione che tuteli lavoro e qualità educativa. I nidi garantiscono l'uguaglianza educativa e sono un servizio essenziale per le famiglie ... See MoreSee Less
La Città delle Persone - Pisa La Città delle Persone - Pisa è con Emilia Lacroce - Consigliera comunale Pisa e altri 2.
7 days ago
MINIMIZZARE L'ESPLOSIONE DEGLI AFFITTI BREVI IN CITTA' ED I RINCARI DEGLI AFFITTI NON RISOLVE IL PROBLEMA.
LASCIARE COL POC SOLO AL MERCATO L'INIZIATIVA DEGLI STUDENTATI NON CALMIERERA' I PREZZI.
L'ASSESSORA SCARPA PALESI L'OSSERVATORIO COMUNALE DI CUI PARLA.
I consiglieri comunali de La Città delle Persone - Pisa Paolo Martinelli, Emilia Lacroce e Gianluca Gionfriddo respingono le dichiarazioni dell’assessora Scarpa secondo cui a Pisa il caro affitti per studenti non sarebbe un problema paragonabile al resto del Paese.
“È pericoloso minimizzare un’emergenza sociale che studenti e famiglie vivono ogni giorno, soprattutto basandosi su analisi di piattaforme commerciali invece che su dati amministrativi certi e completi”, dichiarano i consiglieri.
“Dire che gli affitti brevi non incidono sul mercato degli studenti significa non voler affrontare davvero la questione: il problema non è solo quanto costa una stanza, ma quante stanze sono sparite dal mercato residenziale perché riconvertite al turismo”.
Anche ammesso che a Pisa l’aumento sia “più contenuto”, per La città delle Persone non cambia la sostanza: “Un +16% vuol dire comunque circa due mensilità in più all’anno, e con redditi fermi anche un incremento ‘moderato’ diventa insostenibile per chi ha capacità di spesa limitata”.
Inoltre, spiegano, “se il centro storico viene risucchiato dagli affitti brevi, la domanda si sposta verso periferie e comuni limitrofi, alzando i prezzi anche dove prima c’era l’ultima sponda di accessibilità: non vedere un picco in una zona non significa che il mercato sia sano, significa che la saturazione sta cambiando la città”.
Sul Piano Operativo Comunale l’accusa è netta: “Non basta dire che ad assorbire la domanda ‘ci penseranno gli studentati privati’, perché quelli non sono pensati per il diritto allo studio ma per il profitto, con stanze che possono arrivare a 500-700 euro. E il Comune, ammettendo di non prevedere studentati pubblici con cui sostenere i bisogni del diritto allo studio e demandando tutto al mercato e a eventuali convenzioni ‘se e quando’, si lava le mani”.
I consiglieri richiamano l’ordine del giorno presentato al POC: “Servono regole comunali per limitare l'espansione incontrollata della ricettività turistica mordi e fuggi, controlli e monitoraggio, tutela della residenza e politiche per affitti sostenibili. Negare il problema come sta facendo il Comune è il modo migliore per farlo esplodere ancora di più”. ... See MoreSee Less
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TERRENI CONFISCATI A SAN PIERO A GRADO.
ORA LA REDAZIONE DI UN REGOLAMENTO COMUNALE E L'ASSEGNAZIONE PER IL RIUTILIZZO SOCIALE.
Accogliamo con soddisfazione la notizia dell’avvio del percorso per l’assegnazione a fini sociali di terreni confiscati alla criminalità tra viale D’Annunzio e la ciclopista del Trammino.
“Siamo molto felici: i beni confiscati devono tornare alla comunità, diventare spazi vivi, utili, condivisi," dichiara Lacroce.
“Proprio per questo non si capisce perché, da due anni, i nostri atti su questo tema vengano bocciati dalla maggioranza. Oggi leggiamo che si va verso un bando e ci chiediamo perché si sia perso tanto tempo e perché il Consiglio non sia mai stato messo nelle condizioni di lavorare davvero a una strategia cittadina, come abbiamo chiesto più volte. In ogni caso questo dimostra che i temi da noi posti in più occasioni sono reali e che hanno innescato questo processo, benché tardivo, dato che da tempo quei terreni sono a patrimonio grazie all'impegno della società civile. Ricordiamo inoltre che grazie alla segnalazione de La Città delle Persone - Pisa del novembre scorso all'amministrazione, abbiamo reso pubblico il beneficio per Pisa di oltre 30mila euro provenienti dal fondo per la legalità e la tutela degli amministratori vittime di atti intimidatori, che possono essere ora destinati anche ai progetti tematici e riutilizzo sociale dei beni confiscati”.
Lacroce rilancia poi le priorità politiche: “Rendere disponibili e fruibili i beni confiscati nelle disponibilità del Comune, anche con interventi di pulizia e ristrutturazione, partecipando ai bandi regionali per ottenere fondi dedicati. Completare il regolamento comunale per l’affidamento dei beni confiscati a fini sociali, perché senza regole chiare si rischiano discrezionalità e ritardi. Promuovere attività di divulgazione e sensibilizzazione, perché il riutilizzo sociale non è solo gestione di immobili, è cultura dell’integrità e innovazione sociale”.
Conclude la consigliera de La città delle persone: “Non vediamo l’ora di discutere in Commissione il regolamento per l’assegnazione dei beni confiscati, propedeutico al bando. Se il Comune vuole davvero restituire questi spazi alla città, lo faccia con trasparenza, coinvolgimento e tempi certi”.Accogliamo con soddisfazione la notizia dell’avvio del percorso per l’assegnazione a fini sociali di terreni confiscati alla criminalità tra viale D’Annunzio e la ciclopista del Trammino. “Siamo molto felici: i beni confiscati devono tornare alla comunità, diventare spazi vivi, utili, condivisi," dichiara Lacroce. “Proprio per questo non si capisce perché, da due anni, i nostri atti su questo tema vengano bocciati dalla maggioranza. Oggi leggiamo che si va verso un bando e ci chiediamo perché si sia perso tanto tempo e perché il Consiglio non sia mai stato messo nelle condizioni di lavorare davvero a una strategia cittadina, come abbiamo chiesto più volte. In ogni caso questo dimostra che i temi da noi posti in più occasioni sono reali e che hanno innescato questo processo, benché tardivo, dato che da tempo quei terreni sono a patrimonio grazie all'impegno della società civile. Ricordiamo inoltre che grazie alla segnalazione de La Città delle Persone del novembre scorso all'amministrazione, abbiamo reso pubblico il beneficio per Pisa di oltre 30mila euro provenienti dal fondo per la legalità e la tutela degli amministratori vittime di atti intimidatori, che possono essere ora destinati anche ai progetti tematici e riutilizzo sociale dei beni confiscati”. Lacroce rilancia poi le priorità politiche: “Rendere disponibili e fruibili i beni confiscati nelle disponibilità del Comune, anche con interventi di pulizia e ristrutturazione, partecipando ai bandi regionali per ottenere fondi dedicati. Completare il regolamento comunale per l’affidamento dei beni confiscati a fini sociali, perché senza regole chiare si rischiano discrezionalità e ritardi. Promuovere attività di divulgazione e sensibilizzazione, perché il riutilizzo sociale non è solo gestione di immobili, è cultura dell’integrità e innovazione sociale”. Conclude la consigliera de La città delle persone: “Non vediamo l’ora di discutere in Commissione il regolamento per l’assegnazione dei beni confiscati, propedeutico al bando. Se il Comune vuole davvero restituire questi spazi alla città, lo faccia con trasparenza, coinvolgimento e tempi certi”. ... See MoreSee Less
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RENDICONTO DI GESTIONE 2025,
ECCO LE CRITICITA' CHE NON VI HANNO RACCONTATO.
Paolo Martinelli, Emilia Lacroce e Gianluca Gionfriddo, consiglieri comunali de La Città delle Persone - Pisa, intervengono sul rendiconto di gestione 2025 del Comune di Pisa esprimendo critiche all'amministrazione Conti, che articolano su 8 punti principali. "Sono criticità - spiegano i consiglieri - che non possono essere coperte dalla propaganda dell’avanzo record che sta facendo l'Amministrazione. Un Comune non è un’azienda che deve fare profitti e distribuire dividendi: se ti avanzano così tanti soldi vuol dire che non li hai investiti in servizi ai cittadini, che non hai saputo usarli adeguatamente. Ci vogliamo concentrare su 8 aspetti specifici:
1) L’avanzo 2025 è 144,8 milioni: non un trofeo, ma la fotografia che la programmazione degli investimenti non è aderente alle disponibilità.
2) Cresce da 5 anni: è un problema strutturale di programmazione e capacità di spesa che va avanti da anni, mentre ci sono cittadini in difficoltà che non hanno sostegni e servizi che andrebbero potenziati, dal sociale ai nidi alla casa al trasporto pubblico locale.
3) La parte di avanzo libero è 21,3 milioni: soldi disponibili subito su cui la Giunta dovrebbe dire cosa intende fare e di cui invece si rimanda a nuova variazione.
4) Paradosso: 73 milioni di cassa libera e, insieme, nuovo debito e interessi in crescita. Perché a fronte di risorse ferme ci si continua ad indebitare di anno in anno sottoscrivendo nuovi prestiti (anche quest'anno di oltre 4 milioni) portando negli ultimi 5 anni il debito procapite da 161,69 e. a 246,76 e. con un pagamento crescente di interessi pari a +34%?
5) Investimenti sottoutilizzati rispetto al programmato: le entrate in conto capitale accertate sono infatti solo al 44% delle previsioni e le opere annunciate previste vengono rimandate di anno in anno come dimostra il fondo pluriennale vincolato in conto capitale pari a 56,3 milioni.
6) Riscossione disastrosa: sull'evasione fiscale si incassa mediamente il 23% rispetto all'accertato (con picchi peggiori su canone patrimoniale 5,44%, imu 8,9% e tari 20,39%) e sulle multe si peggiora rispetto al 2024.
7) Parte dell’avanzo è “tecnico”: deriva da minori accantonamenti, non da maggiori entrare.
8) Residui attivi enormi e vecchi: crediti difficili da incassare con un fondo crediti di dubbia esigibilita' di oltre 102 milioni e 33,7 milioni stralciati come inesigibili.
La nota positiva di questo rendiconto, oltre ad una solidità di bilancio in continuità con le amministrazioni passate, sono i tempi di pagamento buoni, da riconoscere.
Nel complesso abbiamo votato contro l'impostazione politica delle finanze pubbliche di questa giunta. Pisa ha bisogno di programmare meglio le spese, assottigliando l'avanzo libero e utilizzando così le risorse, anziché per iniziative spot con interventi contingenti e bonus una tantum di primavera, inserendole in spesa strutturale finalizzata a servizi per interventi sociali o sgravi fiscali strutturali che non subiscano la corta dipendenza da un ipotetico nuovo rinnovo di avanzo per il prossimo anno." concludono Martinelli, Gionfriddo e Lacroce. ... See MoreSee Less
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RIFIUTI: BENE LA TARIFFAZIONE PUNTUALE CHE PREMIA CHI MENO INQUINA,
MA INIQUO PAGARE PER QUANTE VOLTE SI APRE IL CASSONETTO!
In questi giorni migliaia di cittadini pisani stanno ricevendo per posta i bollettini per il pagamento di tre delle quattro rate della TARI 2026, come noto tra le alte d'Italia.
Nella busta stanno trovando una informativa che annuncia l’avvio della tariffazione puntuale dell’indifferenziato basata sul numero di aperture del relativo bidone tramite tessera.
Siamo favorevoli alla tariffazione puntuale e all’obiettivo di ridurre l’indifferenziato, perché significa aumentare la differenziata e migliorare il sistema. Ma il metodo scelto dal Comune è ridicolo e discriminatorio:
CONTARE QUANTE VOLTE APRI IL BIDONE NON MISURA QUANTA INDIFFERENZIATA PRODUCI!
Si può aprire meno volte e conferire sacchi più grandi e pesanti, pagando meno a parità di rifiuti.
Si evidenzia così un'ingiustizia sociale.
Le persone anziane o fragili, che non possono trasportare sacchi pesanti e devono fare più conferimenti piccoli, pagheranno di più di chi produce grandi volumi in sacchi più grossi?
E se ci sono malfunzionamenti dei cassonetti, come accade quando si aprono e si chiudono automaticamente per i guasti, si finisce a pagare per un problema non causato dall’utente?
E poi quali sono gli indicatori di valore economico di ciascuna apertura del cassonetto che graverà in bolletta?
E' inaccettabile che, oltre a una TARI già carissima, si scarichi sui cittadini i potenziali effetti distorsivi di un meccanismo di questo tipo.
Chiediamo che l’amministrazione dia una spiegazione pubblica, e valuti un sistema che premi davvero chi produce meno rifiuti, perché un meccanismo iniquo di conferimento e pagamento anziché migliorare la qualità della differenziata potrebbe peggiorarla, visto che le persone potrebbero essere indotte a conferire altrove l'indifferenziato per cercare di risparmiare qualcosa.
Presenteremo a riguardo un question time da discutere al prossimo consiglio comunale di martedi.
La Città delle Persone - Pisa
Paolo Martinelli
Emilia Lacroce - Consigliera comunale Pisa
Gianluca Gionfriddo - "Gionfri"RIFIUTI: BENE LA TARIFFAZIONE PUNTUALE CHE PREMIA CHI MENO INQUINA,
MA INIQUO PAGARE PER QUANTE VOLTE SI APRE IL CASSONETTO!
In questi giorni migliaia di cittadini pisani stanno ricevendo per posta i bollettini per il pagamento di tre delle quattro rate della TARI 2026, come noto tra le più alte d'Italia.
Nella busta stanno trovando una informativa che annuncia l’avvio della tariffazione puntuale dell’indifferenziato basata sul numero di aperture del relativo bidone tramite tessera.
Siamo favorevoli alla tariffazione puntuale e all’obiettivo di ridurre l’indifferenziato, perché significa aumentare la differenziata e migliorare il sistema. Ma il metodo scelto dal Comune è ridicolo e discriminatorio:
CONTARE QUANTE VOLTE APRI IL BIDONE NON MISURA QUANTA INDIFFERENZIATA PRODUCI!
Si può aprire meno volte e conferire sacchi più grandi e pesanti, pagando meno a parità di rifiuti.
Si evidenzia così un'ingiustizia sociale.
Le persone anziane o fragili, che non possono trasportare sacchi pesanti e devono fare più conferimenti piccoli, pagheranno di più di chi produce grandi volumi in sacchi più grossi?
E se ci sono malfunzionamenti dei cassonetti, come accade quando si aprono e si chiudono automaticamente per i guasti, si finisce a pagare per un problema non causato dall’utente?
E poi quali sono gli indicatori di valore economico di ciascuna apertura del cassonetto che graverà in bolletta?
E' inaccettabile che, oltre a una TARI già carissima, si scarichi sui cittadini i potenziali effetti distorsivi di un meccanismo di questo tipo.
Chiediamo che l’amministrazione dia una spiegazione pubblica, e valuti un sistema che premi davvero chi produce meno rifiuti, perché un meccanismo iniquo di conferimento e pagamento anziché migliorare la qualità della differenziata potrebbe peggiorarla, visto che le persone potrebbero essere indotte a conferire altrove l'indifferenziato per cercare di risparmiare qualcosa.
Presenteremo a riguardo un question time da discutere al prossimo consiglio comunale di martedi.
La Città delle Persone - Pisa
Paolo Martinelli
Emilia Lacroce - Consigliera comunale Pisa
Gianluca Gionfriddo - "Gionfri" ... See MoreSee Less
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👍👏👏👏...purtroppo è proprio così. Grazie !!!!
BANDO NIDI D'INFANZIA: CON QUESTI VINCOLI ECONOMICI SALE LA PREOCCUPAZIONE PER IL FUTURO DELLA QUALITA' DEL SERVIZIO E DEI LIVELLI OCCUPAZIONALI.
I consiglieri comunali de La Città delle Persone - Pisa Paolo Martinelli, Gianluca Gionfriddo ed Emilia Lacroce e la consigliera comunale di Diritti in Comune (Una città in comune – Rifondazione Comunista) Giulia Contini esprimono pieno sostegno alle preoccupazioni di CGIL, CUB e COBAS sul nuovo bando di servizio per i nidi d’infanzia esternalizzati del Comune di Pisa.
“Da quanto denunciato dalle organizzazioni sindacali, il bando rischia di non garantire l’assorbimento degli attuali livelli occupazionali e, per i vincoli economici imposti, di tradursi in un peggioramento del servizio educativo”, dichiarano i due gruppi consiliari.
"Se si riduce il personale o si peggiorano le condizioni di lavoro, inevitabilmente si abbassa anche la qualità dell’educazione e della cura per le bambine e i bambini. È un mancato investimento sul futuro che Pisa non può permettersi”. È indispensabile invertire la tendenza rispetto all'aumento progressivo delle esternalizzazioni rilanciando politiche per una gestione pubblica, che sono dovere di un ente come il Comune su un settore fondamentale come questo”.
Per i gruppi consiliari “questa vicenda conferma una linea politica sbagliata. Il Comune non investe nei servizi educativi e nei servizi per l’infanzia. Occorre, invece, qualificare il settore con un piano di assunzioni, con la formazione e la valorizzazione del personale, abbandonando logiche aziendalistiche non congrue ad un servizio di questa natura. Lo segnaliamo da tempo, e abbiamo portato già il tema del nuovo bando all’attenzione della Terza Commissione Consiliare la scorsa settimana”.
È necessario che l’amministrazione intervenga subito: “Si convochi un incontro urgente con i sindacati e si trovi una soluzione che tuteli lavoro e qualità educativa. I nidi garantiscono l'uguaglianza educativa e sono un servizio essenziale per le famiglie ... See MoreSee Less
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MINIMIZZARE L'ESPLOSIONE DEGLI AFFITTI BREVI IN CITTA' ED I RINCARI DEGLI AFFITTI NON RISOLVE IL PROBLEMA.
LASCIARE COL POC SOLO AL MERCATO L'INIZIATIVA DEGLI STUDENTATI NON CALMIERERA' I PREZZI.
L'ASSESSORA SCARPA PALESI L'OSSERVATORIO COMUNALE DI CUI PARLA.
I consiglieri comunali de La Città delle Persone - Pisa Paolo Martinelli, Emilia Lacroce e Gianluca Gionfriddo respingono le dichiarazioni dell’assessora Scarpa secondo cui a Pisa il caro affitti per studenti non sarebbe un problema paragonabile al resto del Paese.
“È pericoloso minimizzare un’emergenza sociale che studenti e famiglie vivono ogni giorno, soprattutto basandosi su analisi di piattaforme commerciali invece che su dati amministrativi certi e completi”, dichiarano i consiglieri.
“Dire che gli affitti brevi non incidono sul mercato degli studenti significa non voler affrontare davvero la questione: il problema non è solo quanto costa una stanza, ma quante stanze sono sparite dal mercato residenziale perché riconvertite al turismo”.
Anche ammesso che a Pisa l’aumento sia “più contenuto”, per La città delle Persone non cambia la sostanza: “Un +16% vuol dire comunque circa due mensilità in più all’anno, e con redditi fermi anche un incremento ‘moderato’ diventa insostenibile per chi ha capacità di spesa limitata”.
Inoltre, spiegano, “se il centro storico viene risucchiato dagli affitti brevi, la domanda si sposta verso periferie e comuni limitrofi, alzando i prezzi anche dove prima c’era l’ultima sponda di accessibilità: non vedere un picco in una zona non significa che il mercato sia sano, significa che la saturazione sta cambiando la città”.
Sul Piano Operativo Comunale l’accusa è netta: “Non basta dire che ad assorbire la domanda ‘ci penseranno gli studentati privati’, perché quelli non sono pensati per il diritto allo studio ma per il profitto, con stanze che possono arrivare a 500-700 euro. E il Comune, ammettendo di non prevedere studentati pubblici con cui sostenere i bisogni del diritto allo studio e demandando tutto al mercato e a eventuali convenzioni ‘se e quando’, si lava le mani”.
I consiglieri richiamano l’ordine del giorno presentato al POC: “Servono regole comunali per limitare l'espansione incontrollata della ricettività turistica mordi e fuggi, controlli e monitoraggio, tutela della residenza e politiche per affitti sostenibili. Negare il problema come sta facendo il Comune è il modo migliore per farlo esplodere ancora di più”. ... See MoreSee Less
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