Insieme, per cambiare Pisa

Il 28 e 29 maggio a Pisa c’è il ballottaggio per scegliere il nuovo sindaco: noi sosteniamo Paolo Martinelli.

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Sosteniamo gli eventi che valorizzano Pisa, le imprese del territorio e la sua enogastronomia e siamo favorevoli al corretto uso degli spazi pubblici.

Ma ogni luogo ha proprie caratteristiche e Piazza dei Cavalieri non è il posto adatto a una grigliata, per il rispetto e la tutela del suo valore artistico, monumentale e simbolico.

Valorizzare la città significa anche rispettarne la storia e i suoi spazi, avere cure della specificità dei luoghi e valutarne i rischi di tutela.

Stamani come La città delle Persone lo abbiamo ribadito su Rai 1 durante 1Mattina.
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Sosteniamo gli eventi che valorizzano Pisa, le imprese del territorio e la sua enogastronomia e siamo favorevoli al corretto uso degli spazi pubblici. 

Ma ogni luogo ha proprie caratteristiche e Piazza dei Cavalieri non è il posto adatto a una grigliata, per il rispetto e la tutela del suo valore artistico, monumentale e simbolico.  

Valorizzare la città significa anche rispettarne la storia e i suoi spazi, avere cure della specificità dei luoghi e valutarne i rischi di tutela. 

Stamani come La città delle Persone lo abbiamo ribadito su Rai 1 durante 1Mattina.Image attachmentImage attachment

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MOLTO FUMO, POCA COERENZA
Ieri Piazza dei Cavalieri si è trasformata in un ristorante a cielo aperto tra fumi e carne alla brace. Un evento sbandierato dalla giunta come valorizzazione, ma che svela tutta l’ipocrisia di chi governa Pisa.
Parliamo della stessa amministrazione che solo pochi anni fa mandava le idropulitrici sui gradini della piazza per cacciare i giovani, colpevoli solo di sedersi a parlare. Allora si gridava al "decoro violato" e la socialità spontanea degli studenti veniva trattata come degrado da lavare via.
Oggi, invece, lo stesso spazio monumentale viene concesso per una grande grigliata "competitiva".
La lezione di questa giunta è chiara: se i ragazzi vivono la città vanno criminalizzati; se si tratta di fare passerella con eventi commerciali, allora diventa promozione del territorio, a costo di affumicare e rovinare le facciate di una delle piazze monumentali più importanti d'Italia.
Non si possono usare due pesi e due misure. Piazza dei Cavalieri appartiene a tutti, non può essere considerata allo stesso tempo: un palcoscenico per qualsiasi sagra o manifestazione e un luogo da ripulire a comando quando la socialità non segue logiche commerciali.
Pisa merita rispetto, visione e una coerenza che questa Amministrazione ha dimostraro ieri di non avere.
Per questo abbiamo presentato un'interrogazione in Consiglio comunale. Vogliamo sapere quale iter autorizzativo sia stato seguito, quali uffici abbiano dato il via libera e quali pareri siano stati acquisiti.
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MOLTO FUMO, POCA COERENZA
Ieri Piazza dei Cavalieri si è trasformata in un ristorante a cielo aperto tra fumi e carne alla brace. Un evento sbandierato dalla giunta come valorizzazione, ma che svela tutta l’ipocrisia di chi governa Pisa.
Parliamo della stessa amministrazione che solo pochi anni fa mandava le idropulitrici sui gradini della piazza per cacciare i giovani, colpevoli solo di sedersi a parlare. Allora si gridava al decoro violato e la socialità spontanea degli studenti veniva trattata come degrado da lavare via.
Oggi, invece, lo stesso spazio monumentale viene concesso per una grande grigliata competitiva.
La lezione di questa giunta è chiara: se i ragazzi vivono la città vanno criminalizzati; se si tratta di fare passerella con eventi commerciali, allora diventa promozione del territorio, a costo di affumicare e rovinare le facciate di una delle piazze monumentali più importanti dItalia.
Non si possono usare due pesi e due misure. Piazza dei Cavalieri appartiene a tutti, non può essere considerata allo stesso tempo: un palcoscenico per qualsiasi sagra o manifestazione e un luogo da ripulire a comando quando la socialità non segue logiche commerciali.
Pisa merita rispetto, visione e una coerenza che questa Amministrazione ha dimostraro ieri di non avere.
Per questo abbiamo presentato uninterrogazione in Consiglio comunale. Vogliamo sapere quale iter autorizzativo sia stato seguito, quali uffici abbiano dato il via libera e quali pareri siano stati acquisiti.

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Ottimo che la La Città delle Persone - Pisa non permetta che cali il silenzio su questo obbrobrio

Non è uno scherzo allora! L’hanno fatta davvero??? Sono davvero felice di essere scappata dal Centro storico, una mortificazione continua

DALLE IDROPULITRICI PER ALLONTANARE I GIOVANI STUDENTI, A SPAZIO PER LE GRIGLIATE.
IN PIAZZA DEI CAVALIERI IL NUOVO CHE AVANZA...

La Città delle Persone - Pisa CHIEDE DOCUMENTI SU VALUTAZIONI E ITER AUTORIZZATIVI

Questa è l'immagine di Pisa che restituisce la Giunta Conti: una braciata in Piazza dei Cavalieri!

Prima i giovani allontanati dalla piazza, anche con le idropulitrici. Poi la stessa piazza monumentale concessa per una grande bisteccata, con una gigantesca griglia a otto postazioni, bracieri e produzione di fumi.

E' questa l'idea di città del sapere e di spazio pubblico che ha questa Amministrazione ed il rispetto per suoi luoghi d'arte?

Piazza dei Cavalieri non è una piazza qualunque. È uno dei luoghi simbolo di Pisa, conosciuta nel mondo, progettata dal Vasari, affacciata sul Palazzo della Carovana della Scuola Normale Superiore, sulla Chiesa di Santo Stefano dei Cavalieri e su altri edifici di enorme valore storico e artistico.

Per questo abbiamo presentato un'interrogazione in Consiglio comunale.
Vogliamo sapere quale iter autorizzativo sia stato seguito, quali uffici abbiano dato il via libera e quali pareri siano stati acquisiti. Chiediamo anche se siano state valutate la dispersione dei fumi e le possibili conseguenze su abitazioni, università e luoghi di culto, ma anche il possibile deposito di fumi, particolato e residui sulle facciate e sugli intonaci degli edifici storici.
E' stato valutato l'impatto sui graffiti e sulle superfici monumentali del Palazzo della Carovana?
Ricordiamo infatti che anni fa per un lungo periodo furono impediti concerti in piazza per il rischio di distacchi di intonaco.

Abbiamo chiesto di ricevere tutta la documentazione: richiesta, planimetrie, autorizzazioni, relazioni tecniche e sulla sicurezza, eventuali pareri della Soprintendenza, valutazioni sulla dispersione dei fumi, sopralluoghi e prescrizioni.

Perché Piazza dei Cavalieri è patrimonio della città e non solo, da salvaguardare e appartiene a tutte e tutti!
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DALLE IDROPULITRICI PER ALLONTANARE I GIOVANI STUDENTI, A SPAZIO PER LE GRIGLIATE.
IN PIAZZA DEI CAVALIERI IL NUOVO CHE AVANZA... 

La Città delle Persone - Pisa CHIEDE DOCUMENTI SU VALUTAZIONI E ITER AUTORIZZATIVI

Questa è limmagine di Pisa che restituisce la Giunta Conti: una braciata in Piazza dei Cavalieri! 

Prima i giovani allontanati dalla piazza, anche con le idropulitrici. Poi la stessa piazza monumentale concessa per una grande bisteccata, con una gigantesca griglia a otto postazioni, bracieri e produzione di fumi.

E questa lidea di città del sapere e di spazio pubblico che ha questa Amministrazione ed il rispetto per suoi luoghi darte?

Piazza dei Cavalieri non è una piazza qualunque. È uno dei luoghi simbolo di Pisa, conosciuta nel mondo, progettata dal Vasari, affacciata sul Palazzo della Carovana della Scuola Normale Superiore, sulla Chiesa di Santo Stefano dei Cavalieri e su altri edifici di enorme valore storico e artistico.

Per questo abbiamo presentato uninterrogazione in Consiglio comunale.
Vogliamo sapere quale iter autorizzativo sia stato seguito, quali uffici abbiano dato il via libera e quali pareri siano stati acquisiti. Chiediamo anche se siano state valutate la dispersione dei fumi e le possibili conseguenze su abitazioni, università e luoghi di culto, ma anche il possibile deposito di fumi, particolato e residui sulle facciate e sugli intonaci degli edifici storici. 
E stato valutato limpatto sui graffiti e sulle superfici monumentali del Palazzo della Carovana?
Ricordiamo infatti che anni fa per un lungo periodo furono impediti concerti in piazza per il rischio di distacchi di intonaco.

Abbiamo chiesto di ricevere tutta la documentazione: richiesta, planimetrie, autorizzazioni, relazioni tecniche e sulla sicurezza, eventuali pareri della Soprintendenza, valutazioni sulla dispersione dei fumi, sopralluoghi e prescrizioni.

Perché Piazza dei Cavalieri è patrimonio della città e non solo, da salvaguardare e appartiene a tutte e tutti!

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@follower @fanpiùattivi

5 days ago

La risposta ricevuta ieri in Consiglio comunale dall’assessore Buscemi al nostro question time sull’assistenza specialistica agli alunni e alle alunne con disabilità, anziché rassicurarci, apre ulteriori interrogativi.

Dalla ricostruzione fornita dall’assessore emerge infatti un quadro molto preoccupante. In prossimità dell’inizio dell’anno scolastico il Comune di Pisa ha incontrato i dirigenti scolastici, alla presenza anche dell’ASL Toscana Nord Ovest, oggi incaricata dai Comuni della gestione del servizio dopo la conclusione dell’esperienza della Società della Salute pisana.

In quel momento, però, gli stessi dirigenti scolastici non avevano ancora ricevuto alcuna comunicazione ufficiale rispetto alle ore di assistenza specialistica assegnate. Le comunicazioni sarebbero arrivate soltanto l’11 settembre, a pochissimi giorni dall’inizio delle lezioni, prevedendo una riduzione del fabbisogno. E, secondo quanto riferito oggi in aula, il Comune di Pisa sarebbe stato informato di questa riduzione soltanto ieri.

A questo punto la domanda è inevitabile: chi ha deciso che il fabbisogno degli alunni e delle alunne con disabilità fosse diminuito? E sulla base di quali criteri?

I bisogni educativi e assistenziali non possono essere rideterminati a tavolino per far tornare un monte ore complessivo. Sono il PEI e il lavoro del GLO a individuare, attraverso il coinvolgimento dei soggetti competenti, gli interventi necessari per garantire concretamente il diritto all’inclusione scolastica.

Se quei bisogni sono stati individuati nei percorsi previsti dalla normativa, occorre allora sapere chi abbia successivamente stabilito una riduzione delle ore e sulla base di quali atti e valutazioni.

C’è poi una responsabilità politica che non può essere elusa attraverso un semplice scarico di responsabilità sull’ASL. L’attuale modello di gestione non è piovuto dal cielo: arriva dopo la scelta di porre fine all’esperienza della Società della Salute pisana e di trasferire le relative funzioni. Proprio per questo era necessario garantire che il nuovo assetto non producesse ritardi, incertezza e riduzioni di servizi essenziali.

Non possiamo arrivare all’inizio dell’anno scolastico con dirigenti, educatori ed educatrici e famiglie senza informazioni certe e scoprire soltanto a lezioni ormai iniziate che le ore sarebbero stato ridotte.

Per questo chiediamo al Comune di Pisa di acquisire immediatamente dall’ASL gli atti, i criteri e le valutazioni che hanno determinato la riduzione delle ore, verificandone la coerenza con i bisogni individuati nei PEI e nell’ambito dei GLO.

Il punto non è stabilire a quale ente attribuire il ritardo. Il punto è garantire il diritto all’assistenza e all’inclusione degli studenti e delle studentesse con disabilità con risorse certe e adeguate.

E soprattutto rispondere a una domanda che, dopo il Consiglio comunale di oggi, rimane ancora aperta: chi ha stabilito che questi ragazzi avessero bisogno di meno assistenza?

- Sinistra Unita per Pisa
- La Città delle Persone - Pisa
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La risposta ricevuta ieri in Consiglio comunale dall’assessore Buscemi al nostro question time sull’assistenza specialistica agli alunni e alle alunne con disabilità, anziché rassicurarci, apre ulteriori interrogativi.

Dalla ricostruzione fornita dall’assessore emerge infatti un quadro molto preoccupante. In prossimità dell’inizio dell’anno scolastico il Comune di Pisa ha incontrato i dirigenti scolastici, alla presenza anche dell’ASL Toscana Nord Ovest, oggi incaricata dai Comuni della gestione del servizio dopo la conclusione dell’esperienza della Società della Salute pisana.

In quel momento, però, gli stessi dirigenti scolastici non avevano ancora ricevuto alcuna comunicazione ufficiale rispetto alle ore di assistenza specialistica assegnate. Le comunicazioni sarebbero arrivate soltanto l’11 settembre, a pochissimi giorni dall’inizio delle lezioni, prevedendo una riduzione del fabbisogno. E, secondo quanto riferito oggi in aula, il Comune di Pisa sarebbe stato informato di questa riduzione soltanto ieri.

A questo punto la domanda è inevitabile: chi ha deciso che il fabbisogno degli alunni e delle alunne con disabilità fosse diminuito? E sulla base di quali criteri?

I bisogni educativi e assistenziali non possono essere rideterminati a tavolino per far tornare un monte ore complessivo. Sono il PEI e il lavoro del GLO a individuare, attraverso il coinvolgimento dei soggetti competenti, gli interventi necessari per garantire concretamente il diritto all’inclusione scolastica.

Se quei bisogni sono stati individuati nei percorsi previsti dalla normativa, occorre allora sapere chi abbia successivamente stabilito una riduzione delle ore e sulla base di quali atti e valutazioni.

C’è poi una responsabilità politica che non può essere elusa attraverso un semplice scarico di responsabilità sull’ASL. L’attuale modello di gestione non è piovuto dal cielo: arriva dopo la scelta di porre fine all’esperienza della Società della Salute pisana e di trasferire le relative funzioni. Proprio per questo era necessario garantire che il nuovo assetto non producesse ritardi, incertezza e riduzioni di servizi essenziali.

Non possiamo arrivare all’inizio dell’anno scolastico con dirigenti, educatori ed educatrici e famiglie senza informazioni certe e scoprire soltanto a lezioni ormai iniziate che le ore sarebbero stato ridotte.

Per questo chiediamo al Comune di Pisa di acquisire immediatamente dall’ASL gli atti, i criteri e le valutazioni che hanno determinato la riduzione delle ore, verificandone la coerenza con i bisogni individuati nei PEI e nell’ambito dei GLO.

Il punto non è stabilire a quale ente attribuire il ritardo. Il punto è garantire il diritto all’assistenza e all’inclusione degli studenti e delle studentesse con disabilità con risorse certe e adeguate.

E soprattutto rispondere a una domanda che, dopo il Consiglio comunale di oggi, rimane ancora aperta: chi ha stabilito che questi ragazzi avessero bisogno di meno assistenza?

- Sinistra Unita per Pisa
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QUALE FUTURO PER SAN GIUSTO E SAN MARCO ALLA LUCE DEL NUOVO PIANO OPERATIVO COMUNALE?

Sono nato ed ho vissuto fino ad alcuni anni fa in San Giusto, lì ho affetti e amici. Tra San Giusto e San Marco ho fatto le scuole, frequentato le parrocchie, i circoli, il campo sportivo, bar, farmacia, edicola, alimentari, barbiere, ecc. fino a dare il mio contributo per il riutilizzo del convento e molto altro.
Allora con gli amici giravamo in lungo e in largo in bicicletta i due quartieri fin dalle elementari, arrivando a conoscerne gli angoli più nascosti. Da allora tutto è molto cambiato: schiacciati e chiusi tra la ferrovia del retro stazione la Passerella ed il cavalcavia di San Marco, la FIPiLi e le sue rampe e l'aeroporto che ne ha trasformato la conformazione urbanistica e soprattutto la composizione sociale.

Ecco perché tenevo particolarmente a partecipare ieri su invito del Circolo Alberone all'assemblea dei cittadini su come potrebbero cambiare ancora San Giusto e San Marco alla luce delle previsioni del Piano Operativo Comunale adottato. Contro il POC di questa Giunta ci stiamo battendo, continueremo a farlo anche in vista dell'avvio dal 28/09 della Commissione urbanistica che discutera le 773 osservazioni depositate dalla cittadinanza in vista della prossima approvazione di autunno.

In collaborazione con gli altri gruppi consiliari di opposizione, ho presentato:

- il proliferare di parcheggi a scapito di aree verdi: 2 in via Asmara, via Di Goletta sotto e attorno la rampa FiPiLi e l'ampliamento a nord del parcheggio del People Mover, via Quarantola, via Sainati a nord del campo sportivo, via Ghisleri, una porzione dell'area RfI da via dei Cappuccini alla Passerella.

- l'espansione urbanistica nell'area verde in San Marco tra via Ghisleri/via Cerboni/via Montanelli di tre lotti considerati a completamento

- l'espansione edilizia nell'area RfI di via dei Cappuccini con lo spostamento e ricostruzione degli stabili in vendita con funzioni residenziali a carattere collettivo e turistico ed un'espansione dei volumi fino al 20% pari a superficie utile lorda massima di 9600mq e altezza massima di 12mt.

- un nuovo sottopasso in via Quarantola.

Insomma nessuna idea di ricucitura di un quartiere unico pensato sempre più come luogo di passaggio funzionale aeroporto/stazione con un continuo proliferare di parcheggi e di turistico ricettivo, che rimane attraversato e separato dal traffico di scorrimento di via dell'Aeroporto verso il quartiere stazione e di via Montanelli verso Sant'Ermete.

Nessuna idea di maggiore sicurezza stradale e riduzione di frazionamenti, zone 30, isole di rallentamento, che agevolino la sosta del flusso turistico di passaggio in un borgo residenziale.
Nessuna valorizzazione di storici presidi di socialità e di vita collettiva di quartiere, continuando invece a sacrificate ulteriore verde, utile per socialità e mitigazione ambientale, a favore di costruzioni di completamento e parcheggi anche in prossimità delle scuole Conti e Rosati.

San Giusto San Marco, che voglio invece continuare ad immaginare come un unico quartiere residenziale, sono invece sul POC l'emblema di una NON-VISIONE DI FUTURO, senza alcuna suggestione imnovativa per una città per le Persone.
Una mancanza che purtroppo si ripropone anche per le altre parti di città in cui si rincorre e si asseconda il mercato nel tentativo di riempire verde e vuoti inutilizzati, un turismo di breve permanenza e di consumo del territorio, l'indebolimento della vita collettiva e del commercio di prossimità.

Qui le principali previsioni:
www.google.com/maps/d/viewer?mid=1u9lmTNToRc384k9D30drWc72gLHLMZw&ll=43.6671649173329%2C10.393928...
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QUALE FUTURO PER SAN GIUSTO E SAN MARCO ALLA LUCE DEL NUOVO PIANO OPERATIVO COMUNALE?

 Sono nato ed ho vissuto fino ad alcuni anni fa  in San Giusto, lì ho affetti e amici. Tra San Giusto e San Marco ho fatto le scuole, frequentato le parrocchie, i circoli, il campo sportivo, bar, farmacia, edicola, alimentari, barbiere, ecc. fino a dare il mio contributo per il riutilizzo del convento e molto altro. 
Allora con gli amici giravamo in lungo e in largo in bicicletta i due quartieri fin dalle elementari, arrivando a conoscerne gli angoli più nascosti. Da allora tutto è molto cambiato: schiacciati e chiusi tra la ferrovia del retro stazione la Passerella ed il cavalcavia di San Marco, la FIPiLi e le sue rampe e laeroporto che ne ha trasformato la conformazione urbanistica e soprattutto la composizione sociale. 

Ecco perché tenevo particolarmente a partecipare ieri su invito del Circolo Alberone allassemblea dei cittadini su come potrebbero cambiare ancora San Giusto e San Marco alla luce delle previsioni del Piano Operativo Comunale adottato.  Contro il POC di questa Giunta ci stiamo battendo, continueremo a farlo anche in vista dellavvio dal 28/09 della Commissione urbanistica che discutera le 773 osservazioni depositate dalla cittadinanza in vista della prossima approvazione di autunno.

In collaborazione con gli altri gruppi consiliari di opposizione, ho presentato: 

- il proliferare di parcheggi a scapito di aree verdi: 2 in via Asmara, via Di Goletta sotto e attorno la rampa FiPiLi e lampliamento a nord del parcheggio del People Mover, via Quarantola, via Sainati a nord del campo sportivo, via Ghisleri, una porzione dellarea RfI da via dei Cappuccini alla Passerella.

- lespansione urbanistica nellarea verde in San Marco tra via Ghisleri/via Cerboni/via Montanelli di tre lotti considerati a completamento

- lespansione edilizia nellarea RfI di via dei Cappuccini con lo spostamento e  ricostruzione degli stabili in vendita con funzioni residenziali a carattere collettivo e turistico ed unespansione dei volumi fino al 20% pari a superficie utile lorda massima di 9600mq e altezza massima di 12mt.

- un nuovo sottopasso in via Quarantola.

Insomma nessuna idea di ricucitura di un quartiere unico pensato sempre più come luogo di passaggio funzionale aeroporto/stazione con un continuo proliferare di parcheggi e di turistico ricettivo, che rimane attraversato e separato dal traffico di scorrimento di via dellAeroporto verso il quartiere stazione e di via Montanelli verso SantErmete. 

Nessuna idea di maggiore sicurezza stradale e riduzione di frazionamenti, zone 30, isole di rallentamento, che agevolino la sosta del flusso turistico di passaggio in un borgo residenziale.
Nessuna valorizzazione di storici presidi di socialità e di vita collettiva di quartiere, continuando invece a sacrificate ulteriore verde, utile per socialità e mitigazione ambientale, a favore di costruzioni di completamento e parcheggi anche in prossimità delle scuole Conti e Rosati. 

San Giusto San Marco, che voglio invece continuare ad immaginare come un unico quartiere residenziale, sono invece sul POC lemblema di una NON-VISIONE DI FUTURO, senza alcuna suggestione imnovativa per una città per le Persone.
Una mancanza che purtroppo si ripropone anche per le altre parti di città in cui si rincorre e si asseconda il mercato nel tentativo di riempire verde e vuoti inutilizzati, un turismo di breve permanenza e di consumo del territorio, lindebolimento della vita collettiva e del commercio di prossimità.

Qui le principali previsioni: 
https://www.google.com/maps/d/viewer?mid=1u9lmTNToRc384k9D30drWc72gLHLMZw&ll=43.6671649173329%2C10.393928815306168&z=13Image attachmentImage attachment+1Image attachment

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