Insieme, per cambiare Pisa

Il 28 e 29 maggio a Pisa c’è il ballottaggio per scegliere il nuovo sindaco: noi sosteniamo Paolo Martinelli.

Come si vota

Chi siamo

Chi siamo

Conosci i candidati
Perché sostenerci?

Perché sostenerci?

Concretezza e partecipazione
Cosa ci sta a cuore

Cosa ci sta a cuore

I punti qualificanti del programma,
secondo noi
Attivati!

Attivati!

Politica è partecipazione
Comments Box SVG iconsUsed for the like, share, comment, and reaction icons

seguici su Facebook

3 days ago

NIDI D'INFANZIA: IL COMUNE PROROGA L'ATTUALE GESTORE FINO AL 31/10.
LA GARA PER LA NUOVA GESTIONE NON È ANCORA CONCLUSA DOPO L'OFFERTA ANOMALA.

La Città delle Persone - Pisa: "SI CONFERMANO TUTTI I NOSTRI TIMORI"

La determina con cui il Comune di Pisa dispone la proroga tecnica della gestione dei cinque nidi d'infanzia comunali esternalizzati fino al 31 ottobre 2026 conferma quanto avevamo denunciato nelle scorse settimane: l'anno educativo inizierà senza che sia conclusa la procedura di affidamento del nuovo servizio.

Nei mesi scorsi avevamo più volte richiamato l'Amministrazione sui ritardi della gara e sul rischio concreto che il nuovo gestore non fosse individuato prima dell'avvio dell'anno educativo. Prima avevamo espresso le nostre preoccupazioni per un bando che, secondo quanto denunciato anche dalle organizzazioni sindacali e dalle famiglie, rischiava di comprimere qualità del servizio e livelli occupazionali; successivamente avevamo evidenziato come la procedura fosse ancora bloccata nella fase di verifica dell'offerta anomala. Oggi la determina di proroga certifica che quei timori erano fondati.

L'atto dispone infatti la prosecuzione della gestione in proroga fino al 31 ottobre 2026, o comunque fino all'aggiudicazione definitiva della gara, che il Comune stesso indica come prevista presumibilmente entro quella data. La motivazione è la necessità di garantire la continuità del servizio nelle more della conclusione della procedura di affidamento.

Naturalmente nessuno mette in discussione la necessità di garantire la continuità del servizio educativo. Quello che contestiamo è che questa situazione fosse ampiamente prevedibile e avrebbe dovuto essere evitata con una programmazione più efficace.

I servizi educativi per la prima infanzia richiedono organizzazione, stabilità e tempi certi. L'avvio dell'anno educativo è una fase delicata che coinvolge bambini, famiglie ed educatrici. Affrontarlo con un affidamento ancora in corso significa rinviare la piena definizione dell'organizzazione del servizio e mantenere una situazione di incertezza che non giova né alla qualità educativa né alle condizioni di lavoro del personale.

Continuiamo inoltre a ritenere fondate le preoccupazioni espresse dalle organizzazioni sindacali rispetto alle ricadute del nuovo appalto sui livelli occupazionali e sulla qualità del servizio. Per questo ribadiamo la necessità di un confronto trasparente con lavoratrici, sindacati e famiglie e di una diversa politica per i servizi educativi, che punti a rafforzare l'investimento pubblico anziché ricorrere sempre più all'esternalizzazione.

Continueremo a seguire passo dopo passo l'evoluzione della procedura di gara, chiedendo che l'Amministrazione renda conto dei tempi effettivi dell'aggiudicazione e vigileremo affinché siano tutelati la continuità educativa, i diritti delle lavoratrici e il diritto delle bambine e dei bambini a un servizio di qualità.

Da tempo denunciamo come il settore dei servizi educativi sia lasciato senza gli investimenti necessari. In ogni variazione di bilancio abbiamo presentato ordini del giorno per chiedere il potenziamento degli uffici comunali che si occupano di servizi educativi, affinché fossero messi nelle condizioni di programmare, seguire e gestire con efficacia un settore così delicato. Tutte queste proposte sono state sistematicamente bocciate dalla maggioranza.

Allo stesso tempo abbiamo chiesto un piano di assunzioni di educatrici ed educatori, per rafforzare la gestione pubblica dei servizi per l'infanzia e ridurre il ricorso alle esternalizzazioni. Anche queste richieste sono rimaste inascoltate.

Oggi i ritardi nella procedura di gara, la necessità di prorogare il contratto e le criticità emerse sul bando dimostrano che avevamo ragione a chiedere un cambio di rotta. Servono più risorse, una struttura amministrativa adeguata e un investimento serio sul personale educativo. Solo così sarà possibile garantire servizi stabili e di qualità, tutelando i diritti delle bambine e dei bambini, delle loro famiglie e delle lavoratrici e dei lavoratori.

Paolo Martinelli
Emilia Lacroce - Consigliera comunale Pisa
Carlo Modica - Consigliere Comunale
... See MoreSee Less

NIDI DINFANZIA: IL COMUNE PROROGA LATTUALE GESTORE FINO AL 31/10. 
LA GARA PER LA NUOVA GESTIONE NON È ANCORA CONCLUSA DOPO LOFFERTA ANOMALA.  

La Città delle Persone - Pisa: SI CONFERMANO TUTTI I NOSTRI TIMORI 

La determina con cui il Comune di Pisa dispone la proroga tecnica della gestione dei cinque nidi dinfanzia comunali esternalizzati fino al 31 ottobre 2026 conferma quanto avevamo denunciato nelle scorse settimane: lanno educativo inizierà senza che sia conclusa la procedura di affidamento del nuovo servizio.

Nei mesi scorsi avevamo più volte richiamato lAmministrazione sui ritardi della gara e sul rischio concreto che il nuovo gestore non fosse individuato prima dellavvio dellanno educativo. Prima avevamo espresso le nostre preoccupazioni per un bando che, secondo quanto denunciato anche dalle organizzazioni sindacali e dalle famiglie, rischiava di comprimere qualità del servizio e livelli occupazionali; successivamente avevamo evidenziato come la procedura fosse ancora bloccata nella fase di verifica dellofferta anomala. Oggi la determina di proroga certifica che quei timori erano fondati.

Latto dispone infatti la prosecuzione della gestione in proroga fino al 31 ottobre 2026, o comunque fino allaggiudicazione definitiva della gara, che il Comune stesso indica come prevista presumibilmente entro quella data. La motivazione è la necessità di garantire la continuità del servizio nelle more della conclusione della procedura di affidamento.

Naturalmente nessuno mette in discussione la necessità di garantire la continuità del servizio educativo. Quello che contestiamo è che questa situazione fosse ampiamente prevedibile e avrebbe dovuto essere evitata con una programmazione più efficace.

I servizi educativi per la prima infanzia richiedono organizzazione, stabilità e tempi certi. Lavvio dellanno educativo è una fase delicata che coinvolge bambini, famiglie ed educatrici. Affrontarlo con un affidamento ancora in corso significa rinviare la piena definizione dellorganizzazione del servizio e mantenere una situazione di incertezza che non giova né alla qualità educativa né alle condizioni di lavoro del personale.

Continuiamo inoltre a ritenere fondate le preoccupazioni espresse dalle organizzazioni sindacali rispetto alle ricadute del nuovo appalto sui livelli occupazionali e sulla qualità del servizio. Per questo ribadiamo la necessità di un confronto trasparente con lavoratrici, sindacati e famiglie e di una diversa politica per i servizi educativi, che punti a rafforzare linvestimento pubblico anziché ricorrere sempre più allesternalizzazione.

Continueremo a seguire passo dopo passo levoluzione della procedura di gara, chiedendo che lAmministrazione renda conto dei tempi effettivi dellaggiudicazione e vigileremo affinché siano tutelati la continuità educativa, i diritti delle lavoratrici e il diritto delle bambine e dei bambini a un servizio di qualità.

Da tempo denunciamo come il settore dei servizi educativi sia lasciato senza gli investimenti necessari. In ogni variazione di bilancio abbiamo presentato ordini del giorno per chiedere il potenziamento degli uffici comunali che si occupano di servizi educativi, affinché fossero messi nelle condizioni di programmare, seguire e gestire con efficacia un settore così delicato. Tutte queste proposte sono state sistematicamente bocciate dalla maggioranza.

Allo stesso tempo abbiamo chiesto un piano di assunzioni di educatrici ed educatori, per rafforzare la gestione pubblica dei servizi per linfanzia e ridurre il ricorso alle esternalizzazioni. Anche queste richieste sono rimaste inascoltate.

Oggi i ritardi nella procedura di gara, la necessità di prorogare il contratto e le criticità emerse sul bando dimostrano che avevamo ragione a chiedere un cambio di rotta. Servono più risorse, una struttura amministrativa adeguata e un investimento serio sul personale educativo. Solo così sarà possibile garantire servizi stabili e di qualità, tutelando i diritti delle bambine e dei bambini, delle loro famiglie e delle lavoratrici e dei lavoratori.

Paolo Martinelli 
Emilia Lacroce - Consigliera comunale Pisa 
Carlo Modica - Consigliere Comunale

Comment on Facebook

@follower @fanpiùattivi

Ieri, davanti alla Casa Circondariale don Bosco, il volontariato carcerario insieme alla garante comunale sono scesi in presidio per chiedere interventi urgenti.

Nonostante l'impegno quotidiano della direzione, della penitenziaria, del personale sanitario e civile e del volontariato, persiste una situazione invivibile dettata dal sovraffollamento (oltre 100 detenuti in piu della capienza) ed acuita dal caldo asfissiante che esaspera la situazione.

A questo si aggiungono infestazioni di cimici nei materassi, gravi carenze di organico del Tribunale di Sorveglianza e della Polizia Penitenziaria, una struttura fatiscente con bagni a vista e solo tre docce funzionanti ogni 60 detenuti, oltre a strumenti inadeguati per la presa in carico di coloro che sono afflitti da patologie psichiatriche e tossicodipendenze.

E' notizia di oggi l'ultimo dei molti atti di violenza accaduto due giorni fa.

Scontare la pena, così come lavorare in questo contesto, non può significare continuare a privare della dignità le persone detenute e calpestare ciò che l’art. 27 della Costituzione ci dice: “Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato".

Nel frattempo giovedi in commisione sociale del comune di Pisa un ulteriore rimando a data da destinarsi per la realizzazione della struttura esterna al don Bosco, richiesta da anni per garantire ai familiari dei detenuti un'attesa dignitosa.
... See MoreSee Less

Ieri, davanti alla Casa Circondariale don Bosco, il volontariato carcerario insieme alla garante comunale sono scesi in presidio per chiedere interventi urgenti. 

Nonostante limpegno quotidiano della direzione, della penitenziaria, del personale sanitario e civile e del volontariato, persiste una situazione invivibile dettata dal sovraffollamento (oltre 100 detenuti in piu della capienza) ed acuita dal caldo asfissiante che esaspera la situazione. 

A questo si aggiungono infestazioni di cimici nei materassi, gravi carenze di organico del Tribunale di Sorveglianza e della Polizia Penitenziaria, una struttura fatiscente con bagni a vista e solo tre docce funzionanti ogni 60 detenuti, oltre a strumenti inadeguati per la presa in carico di coloro che sono afflitti da patologie psichiatriche e tossicodipendenze.  

E notizia di oggi lultimo dei molti atti di violenza accaduto due giorni fa. 

Scontare la pena, così come lavorare in questo contesto, non può significare continuare a privare della dignità le persone detenute e calpestare ciò che l’art. 27 della Costituzione ci dice: “Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato.

Nel frattempo giovedi in commisione sociale del comune di Pisa un ulteriore rimando a data da destinarsi per la realizzazione della struttura esterna al don Bosco, richiesta da anni per garantire ai familiari dei detenuti unattesa dignitosa.Image attachmentImage attachment+3Image attachment

Comment on Facebook

@follower @fanpiùattivi

CRISI DUMAREY: SCIOPERO E CORTEO FINO IN PREFETTURA DI LAVORATORI E LAVORATRICI CONTRO I 35 IMMEDIATI LICENZIAMENTI.

Oggi come La città delle Persone abbiamo partecipato alla manifestazione sindacale a sostegno delle lavoratrici e dei lavoratori Dumarey dopo il rifiuto dell’azienda di accogliere la proposta avanzata dal Ministero per sospendere i licenziamenti e aprire un confronto sul piano industriale.

Siamo al fianco dei 35 lavoratori, delle loro famiglie e delle organizzazioni sindacali.
È inaccettabile che, dopo anni di risorse pubbliche e dopo un accordo sottoscritto in Regione, l’azienda scelga la strada dello scontro invece di quella della responsabilità.

In Consiglio comunale di Pisa avevamo approvato all’unanimità una mozione chiara: sospendere i licenziamenti, convocare un tavolo istituzionale, pretendere un piano industriale credibile e garanzie occupazionali per gli stabilimenti di San Piero a Grado e Fauglia anche alla luce degli impegni presi dall'azienda con le istituzioni.

Non sono in gioco solo 35 posti di lavoro somministrati, ma il futuro industriale del territorio, competenze costruite in decenni e la vita di tante famiglie.
Tutto questo è inaccettabile.
... See MoreSee Less

CRISI DUMAREY: SCIOPERO E CORTEO FINO IN PREFETTURA DI LAVORATORI E LAVORATRICI CONTRO I 35 IMMEDIATI LICENZIAMENTI. 
 
 Oggi come La città delle Persone abbiamo partecipato alla manifestazione sindacale a sostegno delle lavoratrici e dei lavoratori Dumarey dopo il rifiuto dell’azienda di accogliere la proposta avanzata dal Ministero per sospendere i licenziamenti e aprire un confronto sul piano industriale. 

 Siamo al fianco dei 35 lavoratori, delle loro famiglie e delle organizzazioni sindacali. 
È inaccettabile che, dopo anni di risorse pubbliche e dopo un accordo sottoscritto in Regione, l’azienda scelga la strada dello scontro invece di quella della responsabilità. 

 In Consiglio comunale di Pisa avevamo approvato all’unanimità una mozione chiara: sospendere i licenziamenti, convocare un tavolo istituzionale, pretendere un piano industriale credibile e garanzie occupazionali per gli stabilimenti di San Piero a Grado e Fauglia anche alla luce degli impegni presi dallazienda con le istituzioni.

 Non sono in gioco solo 35 posti di lavoro somministrati, ma il futuro industriale del territorio, competenze costruite in decenni e la vita di tante famiglie. 
Tutto questo è inaccettabile.Image attachmentImage attachment+2Image attachment

Comment on Facebook

@follower @fanpiùattivi

Doma.nda. ma perche in santa chiara non fate smettere di fare eletrosck.

IN FRANTUMI" RAPPORTO POVERTA' 2026 CARITAS: L'AMMINISTRAZIONE BATTA UN COLPO...

I numeri del Dossier Caritas 2026 sulle povertà non sono semplici statistiche: raccontano persone, famiglie e fragilità che crescono.

Ieri, in Commissione Sociale, abbiamo invitato ed ascoltato Emanuele Morelli, il Direttore di Caritas Pisa. Il quadro è preoccupante: aumenta la povertà di ritorno, permane lavoro povero, emergenza abitativa e povertà minorile, ma si aggrava il sistema dei servizi sociali che risulta indebolito con lo scioglimento della Società della Salute, lo dicono i dati e lo dicono gli utenti.

Quando si smantella un sistema, come ha fatto la Giunta Conti, senza avere un'alternativa pronta, il prezzo lo pagano i più fragili.

Servono meno interventi bonus spot e più investimenti strutturali:

1. rafforzare i servizi sociali con nuove assunzioni, migliorando la programmazione della spesa pubblica riducendo l'avanzo libero

2. accelerare il nuovo modello integrato dei servizi

3. affrontare davvero l'emergenza casa, oltre il recupero di case popolari, regolando gli affitti brevi e orientando la pianificazione urbanistica a tutela della residenzialità.

Per questo chiederemo che anche la Commissione Urbanistica ascolti i dati di Caritas: le politiche per la città devono partire dalla realtà delle persone più fragili, di loro bisogni concreti e di socialità che favorisca reti di prossimità.

Qui il mio accalorato intervento.
... See MoreSee Less

Comment on Facebook

@follower @fanpiùattivi

PARCO DELLA CITTADELLA: DOPO L’INAUGURAZIONE ORA SI RAGIONI SERIAMENTE DELLA GESTIONE CON UNA REGIA PUBBLICA FORTE E TRASPARENTE

“Dopo il taglio del nastro del Parco Urbano e Archeologico della Cittadella, va fatto un ragionamento serio sulla gestione. Serve una regia pubblica forte e trasparente, capace di tutelare l’investimento, garantire affidamenti chiari e costruire un’offerta culturale accessibile e di qualità”, dichiarano Paolo Martinelli, Emilia Lacroce e Carlo Modica, consiglieri de La città delle Persone.

“Il recupero dell’area non nasce oggi: è il coronamento di una visione avviata dalle precedenti amministrazioni, che con i fondi PIUSS avevano già restituito alla città la Torre Guelfa, gli Arsenali Medicei, gli Arsenali Repubblicani e le mura, oltre ad assumere l’area dal Demanio. Bene il completamento dei lavori e la fruibilità del verde grazie al PNRR, ma ora bisogna passare dalla festa alle domande.

Chiedendo l'accesso agli atti, abbiamo visto il Piano Economico Finanziario elaborato da CLES S.r.l. su Arsenali Repubblicani, ristorante/caffetteria e arena spettacoli. Lo studio ipotizza tre scenari: concessione unica dei tre siti a un privato; concessione parziale ad Arsenali e ristorante, con arena pubblica sostenibile solo tramite accordi con enti terzi; affidamento a società in house come stazione appaltante. Nei primi due casi i canoni andrebbero al Comune, nel terzo alla partecipata. “Ma resterebbero a carico del Comune oneri significativi e non quantificati: manutenzione straordinaria degli impianti degli Arsenali, manutenzione ordinaria e straordinaria dei 40mila mq di parco e area ludica, vigilanza e guardiania".

I consiglieri pongono dunque cinque nodi:

“ 1. Il PEF stima 30mila visitatori annui agli Arsenali con biglietti fino a 15 euro: cosa accade se ci si ferma ai 15mila visitatori dei musei statali cittadini?

2. L’arena, basata solo sulla bigliettazione, produrrebbe una perdita di 250mila euro l’anno: chi copre il costo?

3. Qual è l’impatto netto sul bilancio comunale tra costi pubblici e canoni?

4. Come si garantirà una governance partecipata con associazioni e quartiere, evitando un polo a prezzi turistici?

5. E quali misure su traffico, sosta e rumore per un’arena da 400 posti e attività continuative?

Porteremo queste domande nelle commissioni competenti.

La Cittadella deve restare un bene comune, con garanzie su fruibilità per i cittadini, adeguata manutenzione, sostenibilità economica e salvaguardia dell'investimento."
... See MoreSee Less

PARCO DELLA CITTADELLA: DOPO L’INAUGURAZIONE ORA SI RAGIONI SERIAMENTE DELLA GESTIONE CON UNA REGIA PUBBLICA FORTE E TRASPARENTE 

“Dopo il taglio del nastro del Parco Urbano e Archeologico della Cittadella, va fatto un ragionamento serio sulla gestione. Serve una regia pubblica forte e trasparente, capace di tutelare l’investimento, garantire affidamenti chiari e costruire un’offerta culturale accessibile e di qualità”, dichiarano Paolo Martinelli, Emilia Lacroce e Carlo Modica, consiglieri de La città delle Persone.

“Il recupero dell’area non nasce oggi: è il coronamento di una visione avviata dalle precedenti amministrazioni, che con i fondi PIUSS avevano già restituito alla città la Torre Guelfa, gli Arsenali Medicei, gli Arsenali Repubblicani e le mura, oltre ad assumere l’area dal Demanio. Bene il completamento dei lavori e la fruibilità del verde grazie al PNRR, ma ora bisogna passare dalla festa alle domande.

Chiedendo laccesso agli atti, abbiamo visto il Piano Economico Finanziario elaborato da CLES S.r.l. su Arsenali Repubblicani, ristorante/caffetteria e arena spettacoli. Lo studio ipotizza tre scenari: concessione unica dei tre siti a un privato; concessione parziale ad Arsenali e ristorante, con arena pubblica sostenibile solo tramite accordi con enti terzi; affidamento a società in house come stazione appaltante. Nei primi due casi i canoni andrebbero al Comune, nel terzo alla partecipata. “Ma resterebbero a carico del Comune oneri significativi e non quantificati: manutenzione straordinaria degli impianti degli Arsenali, manutenzione ordinaria e straordinaria dei 40mila mq di parco e area ludica, vigilanza e guardiania.

I consiglieri pongono dunque cinque nodi: 

“ 1. Il PEF stima 30mila visitatori annui agli Arsenali con biglietti fino a 15 euro: cosa accade se ci si ferma ai 15mila visitatori dei musei statali cittadini? 

2. L’arena, basata solo sulla bigliettazione, produrrebbe una perdita di 250mila euro l’anno: chi copre il costo? 

3. Qual è l’impatto netto sul bilancio comunale tra costi pubblici e canoni? 

4. Come si garantirà una governance partecipata con associazioni e quartiere, evitando un polo a prezzi turistici? 

5. E quali misure su traffico, sosta e rumore per un’arena da 400 posti e attività continuative?

Porteremo queste domande nelle commissioni competenti.

 La Cittadella deve restare un bene comune, con garanzie su fruibilità per i cittadini, adeguata manutenzione, sostenibilità economica e salvaguardia dellinvestimento.

Comment on Facebook

@follower @fanpiùattivi

È brutto triste impersonale! Non è adatto per bambini ne per noi adulti e neanche per nostri cani! Possiamo cambiare qualcosa?

Credo sia doveroso guardare al futuro: se ogni parco necessita di manutenzione, una struttura appena realizzata (perché di un parco "costruito" si tratta, non di un ambiente spontaneo) ne richiede ancora di più. In quel progetto si riflette l'idea di cittadinanza di questa amministrazione: persone allineate, ordinate, impersonali. È un ordine nauseante, artificiale, che proietta l'idea di una società rigida su un’opera priva di anima. Richiama da vicino l’architettura sovietica, se non addirittura quella fascista: forme austere ideate per esercitare un controllo su una massa omologata. I grandi filari di alberi secolari incutono timore. Sono presenze imponenti, dotate di forte personalità e di una geometria naturale prepotente. È proprio questa maestosità che fa paura, ed è il motivo per cui si preferisce abbattere interi filari di alberi maturi senza poi ripiantare nulla, come avvenuto alla Cittadella. Nessun intervento di drenaggio (sull'esempio del Parco Nord di Milano) e nessuna preparazione del terreno adatta a ospitare alberi di prima grandezza. Un progetto vecchio ispirato ad una concezione vecchia . Un progetto che può essere modificato dai prossimi amministratori . Una base di partenza da rendere viva .


Homepage 3 cri

Homepage 3 cri