Dopo il nuovo passaggio europeo sugli affitti brevi, in cui la UE ha riconosciuto la necessità che gli enti locali possano intervenire, ora cadono tutti gli alibi. Se anche UE riconosce che le città devono poter intervenire nelle aree sotto stress abitativo, Pisa non può continuare a nascondersi dietro rinvii, studi mai discussi e minimizzazioni. Serve una regolamentazione equilibrata tra tutela dell'abitare e sviluppo turistico: non dell’appartamento della nonna messo a reddito, ma di un fenomeno massiccio che incide sul diritto alla casa, svuota le città di residenti, sottrae immobili alle famiglie, alza affitti e prezzi di vendita, cambia la vita dei quartieri e colpisce studenti e lavoratori. Da anni portiamo proposte per monitorare, regolare e limitare il fenomeno, soprattutto nelle aree più sature e vicine ai poli universitari. La Giunta Conti e la destra le hanno sempre bocciate, salvo poi ammettere, quando la pressione è evidente, necessità di uno studio. Chiediamo conto dell’impegno assunto da Pesciatini. Che sarebbe stato affidato uno studio e che i risultati sarebbero arrivati a ottobre, per un regolamento comunale. A che punto siamo? Quando verranno presentati in Commissione? E soprattutto, la Giunta intende finalmente agire o continuerà a prendere tempo? Serve un regolamento, con dati pubblici, limiti in zone sotto pressione, distinzione tra piccola integrazione al reddito e rendita immobiliare, controlli sulle piattaforme e tutela della residenzialità. Pisa non può diventare una città dove abitare è un privilegio e vivere stabilmente diventa impossibile. Dati critici li avevamo già avuti sia dall'Agenzia delle Entrate per la quale nel 2025 Pisa ha registrato una forte pressione sulle compravendite, in particolare sui piccoli tagli (sotto 85mq) proprio quelli più appetibili per locazioni turistiche e affitti brevi, sia da report "In frantumi" sulle povertà di Caritas Pisa che pone la questione abitativa con i problemi connessi per le famiglie e l'esplosione degli affitti brevi come elementi da attenzionare. Ora, dopo l’Europa, nessuno può più dire che non si può fare. Per questo abbiamo depositato nuovamente l'argomento in Commissione. ... See MoreSee Less
Ce l'abbiamo fatta, insieme! Abbiamo raggiunto (e superato) le 50.000 firme necessarie per portare in Parlamento la legge di iniziativa popolare sulla Difesa civile, non armata e nonviolenta. Quorum raggiunto! ✅
È un passo cruciale, fondamentale, storico: significa che una proposta concreta per costruire istituzioni di pace e nonviolenza (per dare piena attuazione alla nostra Costituzione) arriverà davvero sui banchi del Parlamento. Un risultato che appartiene a tutte e tutti: alle reti promotrici, alle organizzazioni aderenti, ai testimonial che hanno prestato voce e volto, e alle decine di migliaia di persone che hanno firmato e fatto firmare. Grazie di cuore. ❤️
Ma non ci fermiamo qui. La raccolta prosegue fino al 18 settembre compreso (entro le 23:59) e ogni firma in più conta: più saremo, più forte sarà il mandato politico della proposta quando entrerà in Parlamento e dovrà essere discussa. Ogni firma oltre il quorum è peso, voce e forza in più per la legge. 💪
Un’idea concreta di pace, non retorica ma organizzata, finanziata, strutturata dentro le istituzioni e di una sicurezza che parta dalla prevenzione e non dal riarmo.
1. Istituzione del Dipartimento della difesa civile, non armata e non violenta 2. Coordinamento di corpi civili di pace 3. Creare un istituto di ricerca per la pace ed il disarmo che operi in sinergia con protezione civile e servizio civile universale 4. Fondo nazionale alimentato da legge di bilancio e dall'istituzione del 6x1000 dell'irperf senza oneri aggiuntivi per i contribuenti
Non rimandare, da fare ora ! Firma e fai firmare !!! ... See MoreSee Less
“Se oggi si promettono quegli interventi, significa che quest’anno, ma soprattutto lo scorso anno, bambine, bambini e personale educativo hanno trascorso settimane in ambienti climaticamente inadeguati”.
Siamo intervenuti sulle dichiarazioni dell’assessore Buscemi sull’installazione degli impianti di climatizzazione nelle scuole comunali e sull'avvio dell' anno educativo.
“Non si può arrivare ogni volta dopo l’emergenza, mettendo in pericolo bambini ed educatrici. Il caldo nelle scuole e nei nidi è una conseguenza ormai strutturale dei cambiamenti climatici. Servivano e servono programmazione, mappatura degli edifici, interventi su ombreggiamento, verde, ventilazione, efficientamento energetico e raffrescamento, mentre il Comune continua a mettere toppe dopo che il problema è esploso”.
Sul tema dei nidi, contestiamo i toni trionfalistici della giunta: "Quando è iniziata l’esperienza della giunta Conti, i posti nei nidi comunali erano 547. In 8 anni il saldo è quindi negativo: ne hanno persi 47. Prima hanno ridotto pesantemente l’offerta, poi l’hanno parzialmente recuperata e ora la presentano come una conquista. È il gioco delle tre carte”.
Infine, l’assistenza specialistica per i bambini e i ragazzi con disabilità: “Le famiglie denunciano anche in questi giorni una profonda incertezza. Servono programmazione e progettazione con tempi certi, non a ridosso dell’avvio dell’anno scolastico. Abbiamo chiesto agli assessori competenti di riferire al più presto in Commissione sul futuro della gestione e dell’organizzazione dell’assistenza specialistica nelle scuole di competenza comunale. ... See MoreSee Less
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La Città delle Persone - Pisa parteciperà al dibattito sulle previsioni del Piano Operativo Comunale per i quartieri di San Giusto e San Marco.
Appuntamento per Mercoledi 16 settembre ore 18:30 Circolo ARCI Alberone Pisa.
Vi aspettiamo! ... See MoreSee Less
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@follower @fanpiùattivi
Dopo il nuovo passaggio europeo sugli affitti brevi, in cui la UE ha riconosciuto la necessità che gli enti locali possano intervenire, ora cadono tutti gli alibi. Se anche UE riconosce che le città devono poter intervenire nelle aree sotto stress abitativo, Pisa non può continuare a nascondersi dietro rinvii, studi mai discussi e minimizzazioni.
Serve una regolamentazione equilibrata tra tutela dell'abitare e sviluppo turistico: non dell’appartamento della nonna messo a reddito, ma di un fenomeno massiccio che incide sul diritto alla casa, svuota le città di residenti, sottrae immobili alle famiglie, alza affitti e prezzi di vendita, cambia la vita dei quartieri e colpisce studenti e lavoratori.
Da anni portiamo proposte per monitorare, regolare e limitare il fenomeno, soprattutto nelle aree più sature e vicine ai poli universitari. La Giunta Conti e la destra le hanno sempre bocciate, salvo poi ammettere, quando la pressione è evidente, necessità di uno studio.
Chiediamo conto dell’impegno assunto da Pesciatini. Che sarebbe stato affidato uno studio e che i risultati sarebbero arrivati a ottobre, per un regolamento comunale. A che punto siamo? Quando verranno presentati in Commissione? E soprattutto, la Giunta intende finalmente agire o continuerà a prendere tempo?
Serve un regolamento, con dati pubblici, limiti in zone sotto pressione, distinzione tra piccola integrazione al reddito e rendita immobiliare, controlli sulle piattaforme e tutela della residenzialità. Pisa non può diventare una città dove abitare è un privilegio e vivere stabilmente diventa impossibile.
Dati critici li avevamo già avuti sia dall'Agenzia delle Entrate per la quale nel 2025 Pisa ha registrato una forte pressione sulle compravendite, in particolare sui piccoli tagli (sotto 85mq) proprio quelli più appetibili per locazioni turistiche e affitti brevi, sia da report "In frantumi" sulle povertà di Caritas Pisa che pone la questione abitativa con i problemi connessi per le famiglie e l'esplosione degli affitti brevi come elementi da attenzionare.
Ora, dopo l’Europa, nessuno può più dire che non si può fare. Per questo abbiamo depositato nuovamente l'argomento in Commissione. ... See MoreSee Less
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🎉🕊️ CE L'ABBIAMO FATTA! 50.000 FIRME RAGGIUNTE!
Ce l'abbiamo fatta, insieme! Abbiamo raggiunto (e superato) le 50.000 firme necessarie per portare in Parlamento la legge di iniziativa popolare sulla Difesa civile, non armata e nonviolenta. Quorum raggiunto! ✅
È un passo cruciale, fondamentale, storico: significa che una proposta concreta per costruire istituzioni di pace e nonviolenza (per dare piena attuazione alla nostra Costituzione) arriverà davvero sui banchi del Parlamento. Un risultato che appartiene a tutte e tutti: alle reti promotrici, alle organizzazioni aderenti, ai testimonial che hanno prestato voce e volto, e alle decine di migliaia di persone che hanno firmato e fatto firmare. Grazie di cuore. ❤️
Ma non ci fermiamo qui. La raccolta prosegue fino al 18 settembre compreso (entro le 23:59) e ogni firma in più conta: più saremo, più forte sarà il mandato politico della proposta quando entrerà in Parlamento e dovrà essere discussa. Ogni firma oltre il quorum è peso, voce e forza in più per la legge. 💪
🖊️ Continua a firmare... bastano 2 minuti:
firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6100008
📢 Condividi questa vittoria e invita ancora a firmare: la strada continua!
Un'altra Difesa è possibile e adesso lo abbiamo dimostrato!
#AltraDifesaPossibile #DifesaCivileNonviolenta #QuorumRaggiunto #Disarmo #Nonviolenza #Pace ... See MoreSee Less
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Mancano poche firme da raccogliere entro il 15 settembre, diamoci da fare !!!!
Si firma con spid o carta identità elettronica qui:
firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6100008
Un’idea concreta di pace, non retorica ma organizzata, finanziata, strutturata dentro le istituzioni e di una sicurezza che parta dalla prevenzione e non dal riarmo.
1. Istituzione del Dipartimento della difesa civile, non armata e non violenta
2. Coordinamento di corpi civili di pace
3. Creare un istituto di ricerca per la pace ed il disarmo che operi in sinergia con protezione civile e servizio civile universale
4. Fondo nazionale alimentato da legge di bilancio e dall'istituzione del 6x1000 dell'irperf senza oneri aggiuntivi per i contribuenti
Non rimandare, da fare ora !
Firma e fai firmare !!! ... See MoreSee Less
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𝐒𝐂𝐔𝐎𝐋𝐄 𝐀𝐋 𝐂𝐀𝐋𝐃𝐎, 𝐍𝐈𝐃𝐈 𝐄 𝐀𝐒𝐒𝐈𝐒𝐓𝐄𝐍𝐙𝐀 𝐒𝐏𝐄𝐂𝐈𝐀𝐋𝐈𝐒𝐓𝐈𝐂𝐀: 𝐈𝐋 𝐂𝐎𝐌𝐔𝐍𝐄 𝐀𝐑𝐑𝐈𝐕𝐀 𝐒𝐄𝐌𝐏𝐑𝐄 𝐃𝐎𝐏𝐎
“Se oggi si promettono quegli interventi, significa che quest’anno, ma soprattutto lo scorso anno, bambine, bambini e personale educativo hanno trascorso settimane in ambienti climaticamente inadeguati”.
Siamo intervenuti sulle dichiarazioni dell’assessore Buscemi sull’installazione degli impianti di climatizzazione nelle scuole comunali e sull'avvio dell' anno educativo.
“Non si può arrivare ogni volta dopo l’emergenza, mettendo in pericolo bambini ed educatrici. Il caldo nelle scuole e nei nidi è una conseguenza ormai strutturale dei cambiamenti climatici. Servivano e servono programmazione, mappatura degli edifici, interventi su ombreggiamento, verde, ventilazione, efficientamento energetico e raffrescamento, mentre il Comune continua a mettere toppe dopo che il problema è esploso”.
Sul tema dei nidi, contestiamo i toni trionfalistici della giunta: "Quando è iniziata l’esperienza della giunta Conti, i posti nei nidi comunali erano 547. In 8 anni il saldo è quindi negativo: ne hanno persi 47. Prima hanno ridotto pesantemente l’offerta, poi l’hanno parzialmente recuperata e ora la presentano come una conquista. È il gioco delle tre carte”.
Infine, l’assistenza specialistica per i bambini e i ragazzi con disabilità: “Le famiglie denunciano anche in questi giorni una profonda incertezza. Servono programmazione e progettazione con tempi certi, non a ridosso dell’avvio dell’anno scolastico. Abbiamo chiesto agli assessori competenti di riferire al più presto in Commissione sul futuro della gestione e dell’organizzazione dell’assistenza specialistica nelle scuole di competenza comunale. ... See MoreSee Less
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