Insieme, per cambiare Pisa

Il 28 e 29 maggio a Pisa c’è il ballottaggio per scegliere il nuovo sindaco: noi sosteniamo Paolo Martinelli.

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5 days ago

RIMPASTO DI GIUNTA E FAIDE INTERNE ALLA DESTRA.
SINDACO E FRATELLI D'ITALIA FORZANO IL REGOLAMENTO PER GARANTIRSI UN POSTO AGGIUNTIVO IN COMMISSIONE BILANCIO PERCHÉ A RISCHIO LA MAGGIORANZA!

Ieri in consiglio comunale la surroga dei due nuovi consiglieri di maggioranza Battistini (Pisa al Centro) e Buoncristiani Fochi (FdI) come conseguenza del rimpasto di giunta che ha portato alla sostituzione delle assessore Porcaro e Gambini con Sikera e Del Rosso.

Un pomeriggio surreale svoltosi quasi esclusivamente su vizi procedurali di una delibera di surroga, che come minoranze abbiamo emendato, perché il frutto di ripetute forzature della destra nel piegare il regolamento comunale alla necessità di garantire i numeri necessari nelle commissioni alla sopravvivenza della giunta.

Le dichiarazioni esplicite e pubbliche e del tutto legittime del consigliere Niccolai, uscito dal gruppo FdI ed entrato nel gruppo misto, di continuare a voler sostenere la maggioranza hanno infatti accentuato la faida interna a FdI.

Il consigliere Nerini pretendendo che Fratelli d'Italia sedesse in commissioni bilancio ed il Sindaco, per garantirsi una maggioranza "certa", hanno fatto di tutto per forzare, e di corsa, l'interpretazione del regolamento consiliare in un modo mai visto prima, aggiungendo un posto su misura per Nerini nella Commissione bilancio alterando quindi il rapporto tra maggioranza e minoranza, definito dal regolamento stesso.

Un'altra pagina buia sulla democrazia dell'ente comunale che piega il regolamento da strumento di garanzia per un corretto funzionamento dell'istituzione a strumento di tutela della maggioranza di governo.

La delibera, viziata anche nella forma e che qui è sostanza, presentava evidenti refusi frutto di una scrittura tecnica piegata dalla volontà politica, come un "taglia e incolla" sotto dettatura... al punto che le evidenze che abbiamo portato alla luce in varie ore di dibattito hanno fatto perdere le staffe in aula al Sindaco imbarazzato ed innervosito con gli uffici.

Ma in tutto questo... il bene della città e dei suoi cittadini dove sta?

P.S. Sotto, il mio intervento in discussione, in cui descrivo non solo la questione procedurale ma la profonda crisi politica di questa destra che rimane in piedi per il contrasto dei venti...
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6 days ago

RIMPASTO DI GIUNTA, OGGI SALTATA COMMISSIONE URBANISTICA.
RINVIATA LA DISCUSSIONE RICHIESTA DALLE MINORANZE SUI PARCHEGGI DI VIA MACCATELLA E VIA RINDI.

I consiglieri comunali de La Città delle Persone - Pisa Paolo Martinelli Emilia Lacroce - Consigliera comunale Pisa Gianluca Gionfriddo - "Gionfri" intervengono sui parcheggi via Rindi e via Maccatella, nel giorno in cui si sarebbe dovuta svolgere la commissione consiliare sul tema, richiesta dai gruppi di opposizione.

“La commissione è saltata per la paralisi consiliare dovuta al rimpasto di giunta e alle surroghe dei consiglieri. D'altronde i problemi per la città possono aspettare, i giri di poltrone vengono prima.

Nel merito: sul parcheggio di via Rindi ribadiamo la nostra contrarietà: parliamo di un’area verde seppur incolta adiacente a una scuola e lì la priorità deve essere la sicurezza dei bambini e delle famiglie, la qualità dello spazio pubblico e una mobilità più sostenibile, non nuovo traffico e nuove auto”, dichiarano i consiglieri.

Su via Maccatella, in zona Piagge, la posizione è altrettanto chiara:
“Siamo favorevoli alla realizzazione di un campo da basket, perché servono socialità e sport di quartiere, ma siamo contrari al parcheggio che sacrificherebbe anche qui una quota importante di verde e incontra anche l’opposizione di molti residenti, come emerso anche sui quotidiani”.

Nell’occasione, i consiglieri ribadiscono anche la contrarietà al progetto di parcheggio al Giardino Scotto:
“Continuare a cercare soluzioni puntando a occupare aree verdi e di rilievo storico è una scorciatoia sbagliata. Pisa ha bisogno di una strategia coerente su mobilità, vivibilità e spazi pubblici, non di interventi spot che consumano verde e peggiorano la città. All'Amministrazione Conti manca totalmente una vera strategia sulla mobilità e i parcheggi e anche l'idea che soltanto con la partecipazione dei cittadini e con attenzione alla vivibilità dei quartieri si possono fare scelte giuste e condivise".
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RIMPASTO DI GIUNTA, OGGI SALTATA COMMISSIONE URBANISTICA. 
RINVIATA LA DISCUSSIONE RICHIESTA DALLE MINORANZE SUI PARCHEGGI DI VIA MACCATELLA E VIA RINDI. 

I consiglieri comunali de La Città delle Persone - Pisa Paolo Martinelli Emilia Lacroce - Consigliera comunale Pisa Gianluca Gionfriddo - Gionfri intervengono sui parcheggi via Rindi e via Maccatella, nel giorno in cui si sarebbe dovuta svolgere la commissione consiliare sul tema, richiesta dai gruppi di opposizione. 

“La commissione è saltata per la paralisi consiliare dovuta al rimpasto di giunta e alle surroghe dei consiglieri. Daltronde i problemi per la città possono aspettare, i giri di poltrone vengono prima. 

Nel merito: sul parcheggio di via Rindi ribadiamo la nostra contrarietà: parliamo di un’area verde seppur incolta adiacente a una scuola e lì la priorità deve essere la sicurezza dei bambini e delle famiglie, la qualità dello spazio pubblico e una mobilità più sostenibile, non nuovo traffico e nuove auto”, dichiarano i consiglieri. 

Su via Maccatella, in zona Piagge, la posizione è altrettanto chiara: 
“Siamo favorevoli alla realizzazione di un campo da basket, perché servono socialità e sport di quartiere, ma siamo contrari al parcheggio che sacrificherebbe anche qui una quota importante di verde e incontra anche l’opposizione di molti residenti, come emerso anche sui quotidiani”. 

Nell’occasione, i consiglieri ribadiscono anche la contrarietà al progetto di parcheggio al Giardino Scotto: 
“Continuare a cercare soluzioni puntando a occupare aree verdi e di rilievo storico è una scorciatoia sbagliata. Pisa ha bisogno di una strategia coerente su mobilità, vivibilità e spazi pubblici, non di interventi spot che consumano verde e peggiorano la città. AllAmministrazione Conti manca totalmente una vera strategia sulla mobilità e i parcheggi e anche lidea che soltanto con la partecipazione dei cittadini e con attenzione alla vivibilità dei quartieri si possono fare scelte giuste e condivise.

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1 week ago

GIUNTA CONTI, MACCHÉ RILANCIO...
UN RIMPASTO PER SOPRAVVIVERE!

Un rimpasto per sopravvivere, per provare a tener buona la coalizione litigiosa fino a fine mandato, questo è successo in Comune.
È chiaro che la destra pisana pensi solo al dopo Conti e che, nel frattempo, i problemi della città restano lì senza essere affrontati.

Il campo minato per il Sindaco Conti aveva già portato negli ultimi due rimpasti a notevoli passi falsi che hanno indebolito ed alimentato in questi mesi ulteriori mal di pancia nella maggioranza per la mancanza di curriculum adeguati. Una debolezza che sta dimostrando ormai alla luce del sole tutta la sua inconsistenza, è il caso eclatante ad esempio della delega ai lavori pubblici attribuita pochi mesi fa all'assessora Mancini, che sta comportando la paralisi di nuove iniziative in una materia nevralgica, o la reiterata fiducia all'assessora Bonanno politicamente ben protetta ma totalmente inadeguata al sociale.
I precedenti passi falsi hanno infatti sull'immediato congelato l'irruenza del Sindaco che dopo l'annuncio natalizio di un imminente rimpasto è stato indotto nelle settimane successive a rallentare la scelta, obbligato a più miti consigli imposti dai partiti di maggioranza, intenti ad una spartizione ed a mantenere equilibri interni molto precari in vista del dopo Conti.

Il Sindaco con la distribuzione di alcune sue deleghe tenta così, in antitesi ai partiti che lo sostengono, di garantire un futuro alla sua lista civica e lanciare la potenziale candidatura di successione dell'assessora Scarpa attribuendole deleghe importanti come PNRR, Stadio, Navigabilità dell'Arno, tutti temi su cui nei prossimi mesi si giocherà una notevole visibilità con le scadenze dei progetti ed i conseguenti tagli di nastro, la ripresa delle trattative con il Pisa SC sul futuro dello Stadio e le prospettive di sviluppo della tanto declamata Pisa navigabile fino ad oggi rimasta nel cassetto. L'assessorato del fedelissimo Sikera (Pisa al Centro) al posto di Porcaro, va quindi a rafforzare e sostenere questa ipotesi di candidatura. Inoltre, affidando la delega alla sicurezza e alla Polizia municipale all'assessora Bonanno della Lega, Conti tenta di uscire dall'angolo in cui ha cercato di rifilarlo la destra dura e pura del vannacciano Ziello (in odore di nuovo partito?) e dell'altro ambizioso candidato sindaco, il consigliere Petrucci, entrambi reduci da una camminata flop sulla sicurezza in via Cattaneo che aveva il solo obiettivo propagandistico di scaricare sull'ala governista dei rispettivi partiti (Lega e FdI), e su Conti in primis, il fallimento di promesse per una Pisa Sicura che tutti erano consapevoli di non poter mantenere. Un'auto-accusa di fallimento della destra sul cavallo di battaglia della Lega in campagna elettorale che è divenuto il classico cerino in mano che conviene non tenere.
A riguardo, devastante la coincidenza nell'assessora Bonanno, leghista, delle deleghe su sociale e casa con quelle di sicurezza e gestione di Polizia Municipale (che già aveva governato male in passato e senza risultati con ripetuti cambi di Comandanti), che rafforzeranno una l'impostazione securitaria del sociale e della vita nei quartieri.

Di questi regolamenti di conti interni ne fanno le spese, oltre che i cittadini, le assessore Gambini (FdI) sostituita da Del Rosso (fedelissima di Latrofa che a distanza di km dal Porto di Civitavecchia continua a dire la sua), e Porcaro (Pisa al Centro) al posto del suddetto Sikera.
Le conseguenze travalicano per altro la Giunta con il passaggio al gruppo misto di Niccolai (FdI) che con un atto di accusa pubblica denuncia tutta la sua delusione umana e personale ancor prima che politica.

Rimangono stracci in terra. Una giunta debolissima la cui composizione è il frutto di meri incarichi di equilibrio politico, in cui i requisiti di competenza sono per lo più da considerarsi eventuali e secondari e la cui assenza non di rado imbarazza gli uffici. Inoltre le nuove nomine e redistribuzioni di deleghe spostano l'amministrazione ancora più a destra, archiviando ormai il travestimento civico di Conti e delle sue liste.

Pisa nel frattempo è più insicura, non ha servizi adeguati per l'infanzia e le famiglie, le politiche sociali ed abitative vivono nell'incertezza del futuro e dei tagli all'orizzonte, il commercio è in difficoltà, lo sviluppo economico e dei lavori pubblici sono rallentati, la gestione della cultura è a dir poco provinciale e interpretata come luogo di occupazione di spazi politici.

Ecco perché torniamo a rilanciare l'urgenza assoluta di un coordinamento di tutte le forze di centrosinistra, civiche e politiche per l'alternativa.
Dobbiamo aprire una stagione completamente diversa, all'altezza della storia e delle ambizioni legittime dei nostri concittadini: una città più sicura e più giusta, a misura di famiglie e di giovani, che si prenda cura anche di chi è in difficoltà, sostenibile, vitale, partecipata.
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GIUNTA CONTI, MACCHÉ RILANCIO... 
UN RIMPASTO PER SOPRAVVIVERE!

Un rimpasto per sopravvivere, per provare a tener buona la coalizione litigiosa fino a fine mandato, questo è successo in Comune.
È chiaro che la destra pisana pensi solo al dopo Conti e che, nel frattempo, i problemi della città restano lì senza essere affrontati.

Il campo minato per il Sindaco Conti aveva già portato negli ultimi due rimpasti a notevoli passi falsi che hanno indebolito ed alimentato in questi mesi ulteriori mal di pancia nella maggioranza per la mancanza di curriculum adeguati. Una debolezza che sta dimostrando ormai alla luce del sole tutta la sua inconsistenza, è il caso eclatante ad esempio della delega ai lavori pubblici attribuita pochi mesi fa allassessora Mancini, che sta comportando la paralisi di nuove iniziative in una materia nevralgica, o la reiterata fiducia allassessora Bonanno politicamente ben protetta ma totalmente inadeguata al sociale. 
I precedenti passi falsi hanno infatti sullimmediato congelato lirruenza del Sindaco che dopo lannuncio natalizio di un imminente rimpasto è stato indotto nelle settimane successive a rallentare la scelta, obbligato a più miti consigli imposti dai partiti di maggioranza, intenti ad una spartizione ed a mantenere equilibri interni molto precari in vista del dopo Conti. 

Il Sindaco con la distribuzione di alcune sue deleghe tenta così, in antitesi ai partiti che lo sostengono, di garantire un futuro alla sua lista civica e lanciare la potenziale candidatura di successione dellassessora Scarpa attribuendole deleghe importanti come PNRR, Stadio, Navigabilità dellArno, tutti temi su cui nei prossimi mesi si giocherà una notevole visibilità con le scadenze dei progetti ed i conseguenti tagli di nastro, la ripresa delle trattative con il Pisa SC sul futuro dello Stadio e le prospettive di sviluppo della tanto declamata Pisa navigabile fino ad oggi rimasta nel cassetto. Lassessorato del fedelissimo Sikera (Pisa al Centro) al posto di Porcaro, va quindi a rafforzare e sostenere questa ipotesi di candidatura. Inoltre, affidando la delega alla sicurezza e alla Polizia municipale allassessora Bonanno della Lega, Conti tenta di uscire dallangolo in cui ha cercato di rifilarlo la destra dura e pura del vannacciano Ziello (in odore di nuovo partito?) e dellaltro ambizioso candidato sindaco, il consigliere Petrucci, entrambi reduci da una camminata flop sulla sicurezza in via Cattaneo che aveva il solo obiettivo propagandistico di scaricare sullala governista dei rispettivi partiti (Lega e FdI), e su Conti in primis, il fallimento di promesse per una Pisa Sicura che tutti erano consapevoli di non poter mantenere. Unauto-accusa di fallimento della destra sul cavallo di battaglia della Lega in campagna elettorale che è divenuto il classico cerino in mano che conviene non tenere. 
A riguardo, devastante la coincidenza nellassessora Bonanno, leghista, delle deleghe su sociale e casa con quelle di sicurezza e gestione di Polizia Municipale (che già aveva governato male in passato e senza risultati con ripetuti cambi di Comandanti), che rafforzeranno una limpostazione securitaria del sociale e della vita nei quartieri. 

Di questi regolamenti di conti interni ne fanno le spese, oltre che i cittadini, le assessore Gambini (FdI) sostituita da Del Rosso (fedelissima di Latrofa che a distanza di km dal Porto di Civitavecchia continua a dire la sua), e Porcaro (Pisa al Centro) al posto del suddetto Sikera. 
Le conseguenze travalicano per altro la Giunta con il passaggio al gruppo misto di Niccolai (FdI) che con un atto di accusa pubblica denuncia tutta la sua delusione umana e personale ancor prima che politica.

Rimangono stracci in terra. Una giunta debolissima la cui composizione è il frutto di meri incarichi di equilibrio politico, in cui i requisiti di competenza sono per lo più da considerarsi eventuali e secondari e la cui assenza non di rado imbarazza gli uffici. Inoltre le nuove nomine e redistribuzioni di deleghe spostano lamministrazione ancora più a destra, archiviando ormai il travestimento civico di Conti e delle sue liste.

Pisa nel frattempo è più insicura, non ha servizi adeguati per linfanzia e le famiglie, le politiche sociali ed abitative vivono nellincertezza del futuro e dei tagli allorizzonte, il commercio è in difficoltà, lo sviluppo economico e dei lavori pubblici sono rallentati, la gestione della cultura è a dir poco provinciale e interpretata come luogo di occupazione di spazi politici.  

Ecco perché torniamo a rilanciare lurgenza assoluta di un coordinamento di tutte le forze di centrosinistra, civiche e politiche per lalternativa. 
Dobbiamo aprire una stagione completamente diversa, allaltezza della storia e delle ambizioni legittime dei nostri concittadini: una città più sicura e più giusta, a misura di famiglie e di giovani, che si prenda cura anche di chi è in difficoltà, sostenibile, vitale, partecipata.

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1 week ago

TEATRO VERDI: GESTIONE DEL PERSONALE INADEGUATA. IL DIRETTORE GENERALE FACCIA UN PASSO INDIETRO.

I gruppi consiliari La Città delle Persone - Pisa e Diritti in Comune: Una città in Comune-Rifondazione Comunista esprimono piena solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori del Teatro Verdi e della Fondazione Teatro di Pisa, dopo l’assemblea straordinaria del personale del 21 gennaio.

Da tempo lanciamo l’allarme sulla gestione del Teatro e sul progressivo deterioramento del clima interno: quanto emerso dall’assemblea conferma una situazione che non può più essere minimizzata: è inaccettabile che proprio nel teatro cittadino, finanziato con fondi pubblici, si esasperi il clima di lavoro.

Nel corso dell’assemblea sono stati rappresentati elementi dai quali risulta il verificarsi di ulteriori episodi di particolare gravità, che si inseriscono in una sequenza di comportamenti già segnalati anche in Seconda Commissione di Controllo e Garanzia e che oggi sembrano arrivare ad un punto di non ritorno rispetto al rapporto tra personale e direzione.

I problemi sono diversi e sono segnalati da tempo, come la questione relativa ad alcune scelte organizzative che da tempo denunciamo: in primis il ruolo apicale di coordinamento tra Presidente e Direzione Generale affidato a Matteo Chimenti, esponente di spicco di Forza Italia, e il ricorso a collaborazioni attivate su base fiduciaria che finiscono per produrre un rischio di demansionamento del personale interno.

Lavorare al Verdi diventa sempre più difficile e gli organi di governance della Fondazione devono assumersi con urgenza le proprie responsabilità. Lo stesso deve fare il Comune a partire dal Sindaco Conti e dalla Giunta che continuano a far finta di nulla.

Per noi una Direzione che non ascolta i dipendenti e, anzi, ne sminuisce il ruolo e il valore è una Direzione che non coglie l'importanza del lavoro che queste persone svolgono. Si tratta di lavoratori e maestranze specializzate che conoscono bene la macchina del teatro e ne sono la vera anima, e che portano esperienze decennali che custodiscono il valore del teatro Verdi per la nostra città.

Chiediamo, quindi, all’amministrazione comunale, in qualità di socio principale, di intervenire immediatamente, per garantire una serena gestione e prospettive certe, relazioni positive e proficue con chi lavora, tutela del personale e credibilità istituzionale di un presidio culturale fondamentale per la città, a partire da un cambio urgente del Direttore generale che evidentemente ha svelato tutta la propria inadeguatezza come da tempo evidenziamo.

I gruppi consiliari: La Città delle Persone; Diritti in comune: Una città in comune - Rifondazione ComunistaTeatro Verdi: gestione del personale inadeguata. Il Direttore Generale faccia un passo indietro.

I gruppi consiliari La città delle Persone e Diritti in Comune: Una città in Comune-Rifondazione Comunista esprimono piena solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori del Teatro Verdi e della Fondazione Teatro di Pisa, dopo l’assemblea straordinaria del personale del 21 gennaio. Da tempo lanciamo l’allarme sulla gestione del Teatro e sul progressivo deterioramento del clima interno: quanto emerso dall’assemblea conferma una situazione che non può più essere minimizzata: è inaccettabile che proprio nel teatro cittadino, finanziato con fondi pubblici, si esasperi il clima di lavoro. Nel corso dell’assemblea sono stati rappresentati elementi dai quali risulta il verificarsi di ulteriori episodi di particolare gravità, che si inseriscono in una sequenza di comportamenti già segnalati anche in Seconda Commissione di Controllo e Garanzia e che oggi sembrano arrivare ad un punto di non ritorno rispetto al rapporto tra personale e direzione.

I problemi sono diversi e sono segnalati da tempo, come la questione relativa ad alcune scelte organizzative che da tempo denunciamo: in primis il ruolo apicale di coordinamento tra Presidente e Direzione Generale affidato a Matteo Chimenti, esponente di spicco di Forza Italia, e il ricorso a collaborazioni attivate su base fiduciaria che finiscono per produrre un rischio di demansionamento del personale interno.

Lavorare al Verdi diventa sempre più difficile e gli organi di governance della Fondazione devono assumersi con urgenza le proprie responsabilità. Lo stesso deve fare il Comune a partire dal Sindaco Conti e dalla Giunta che continuano a far finta di nulla.

Per noi una Direzione che non ascolta i dipendenti e, anzi, ne sminuisce il ruolo e il valore è una Direzione che non coglie l'importanza del lavoro che queste persone svolgono. Si tratta di lavoratori e maestranze specializzate che conoscono bene la macchina del teatro e ne sono la vera anima, e che portano esperienze decennali che custodiscono il valore del teatro Verdi per la nostra città.

Chiediamo, quindi, all’amministrazione comunale, in qualità di socio principale, di intervenire immediatamente, per garantire una serena gestione e prospettive certe, relazioni positive e proficue con chi lavora, tutela del personale e credibilità istituzionale di un presidio culturale fondamentale per la città, a partire da un cambio urgente del Direttore generale che evidentemente ha svelato tutta la propria inadeguatezza come da tempo evidenziamo.

I gruppi consiliari: La Città delle Persone; Diritti in comune: Una città in comune - Rifondazione Comunista
La Città delle Persone - Pisa
Paolo Martinelli
Gianluca Gionfriddo - "Gionfri"
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TEATRO VERDI: GESTIONE DEL PERSONALE INADEGUATA. IL DIRETTORE GENERALE FACCIA UN PASSO INDIETRO.
 
I gruppi consiliari La Città delle Persone - Pisa  e Diritti in Comune: Una città in Comune-Rifondazione Comunista esprimono piena solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori del Teatro Verdi e della Fondazione Teatro di Pisa, dopo l’assemblea straordinaria del personale del 21 gennaio. 

Da tempo lanciamo l’allarme sulla gestione del Teatro e sul progressivo deterioramento del clima interno: quanto emerso dall’assemblea conferma una situazione che non può più essere minimizzata: è inaccettabile che proprio nel teatro cittadino, finanziato con fondi pubblici, si esasperi il clima di lavoro. 

Nel corso dell’assemblea sono stati rappresentati elementi dai quali risulta il verificarsi di ulteriori episodi di particolare gravità, che si inseriscono in una sequenza di comportamenti già segnalati anche in Seconda Commissione di Controllo e Garanzia e che oggi sembrano arrivare ad un punto di non ritorno rispetto al rapporto tra personale e direzione.
 
I problemi sono diversi e sono segnalati da tempo, come la questione relativa ad alcune scelte organizzative che da tempo denunciamo: in primis il ruolo apicale di coordinamento tra Presidente e Direzione Generale affidato a Matteo Chimenti, esponente di spicco di Forza Italia, e il ricorso a collaborazioni attivate su base fiduciaria che finiscono per produrre un rischio di demansionamento del personale interno.
 
Lavorare al Verdi diventa sempre più difficile e gli organi di governance della Fondazione devono assumersi con urgenza le proprie responsabilità. Lo stesso deve fare il Comune a partire dal Sindaco Conti e dalla Giunta che continuano a far finta di nulla.
 
Per noi una Direzione che non ascolta i dipendenti e, anzi, ne sminuisce il ruolo e il valore è una Direzione che non coglie limportanza del lavoro che queste persone svolgono. Si tratta di lavoratori e maestranze specializzate che conoscono bene la macchina del teatro e ne sono la vera anima, e che portano esperienze decennali che custodiscono il valore del teatro Verdi per la nostra città.
 
Chiediamo, quindi, all’amministrazione comunale, in qualità di socio principale, di intervenire immediatamente, per garantire una serena gestione e prospettive certe, relazioni positive e proficue con chi lavora, tutela del personale e credibilità istituzionale di un presidio culturale fondamentale per la città, a partire da un cambio urgente del Direttore generale che evidentemente ha svelato tutta la propria inadeguatezza come da tempo evidenziamo.
 
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Grazie a Emilia Lacroce - Consigliera comunale Pisa de La Città delle Persone - Pisa per questa riflessione da insegnante che si interroga sulla dilagante violenza giovanile, sulla credibilità di noi adulti e che pone a tutti i consiglieri.

PER ABANOUB YOUSSEF, 19 ANNI, UCCISO A SCUOLA.

Venerdì 16 gennaio, La Spezia. Un ragazzo che uccide un altro ragazzo, a scuola.
Il lutto assurdo di un ragazzo ucciso a scuola.
Le parole sono pietre, e in questa tragedia, il luogo dell’omicidio amplifica la portata tragica di quanto avvenuto.

Eppure, nelle risposte di queste prime ore la scuola resta sullo sfondo. Si parla di più sicurezza, più metal detector: un distrattore, fumo negli occhi per non affrontare davvero, con serietà, i problemi.

Come fu in passato con il cd decreto Caivano, (la situazione negli Istituti Penali per Minorenni – come più volte denunciato dalle associazioni – è molto critica. «Le carceri minorili si stanno trasformando in luoghi di abbandono. La risposta dello Stato è la punizione, la repressione, l’isolamento – affermano i promotori dell’appello – ma così si viola la Costituzione, si tradiscono gli impegni internazionali e si spezzano vite in crescita». Dal 2022 a oggi, il numero di giovani detenuti negli Ipm è aumentato del 55%, passando da 392 a 611 presenze.)

La tragedia di La Spezia, quello che vediamo quotidianamente nelle nostre città, di cui parleremo nel qt, è un disagio emotivo e psichico degli adolescenti che fa sempre più fatica ad essere elaborato attraverso la parola e trova invece sempre più spesso forme espressive violente, su di sé e sugli altri.

Cosa possiamo fare noi, in quest’aula, per i ragazzi e le ragazze della nostra città e per le loro famiglie?
Cosa fa la politica, il cui compito è appunto quello di agire?
La risposta a un problema multidimensionale dovrebbe essere articolata.
Sentiamo parlare di metal detector, mentre dovremmo chiederci perché ci sono ragazzi che hanno bisogno di un coltello per sentirsi uomini, per gestire la gelosia e la rabbia?

Cosa possiamo fare noi?
Tra le cose da fare, con urgenza, c’è l’educazione sentimentale, sessuale, emotiva, affettiva, non più rimandabile. E poi il supporto alle famiglie, incontriamole le famiglie. È fondamentale che anche loro siano coinvolte nell’educazione affettiva. Servono percorsi formativi a tutti i livelli, per i ragazzi, per i genitori e per gli insegnanti. Naturalmente, per tutto questo, servono risorse.

E gli esperti non parlano di educazione formale, fatta solo a parole o quella dei corsi spot. Ma di quella vera. Quella che insegna concretamente a riconoscere la gelosia, a non confonderla con l’amore. Quella che fa lavorare insieme ragazzi e ragazze per capire cosa significa davvero il consenso, non come concetto astratto ma come pratica quotidiana. Quella che mette in scena situazioni reali: cosa fai quando ti senti escluso? Quando qualcuno che ti piace sceglie un altro? Quando la rabbia ti brucia dentro? Quella che ti fa scrivere, disegnare, recitare le tue emozioni invece di agirle sui corpi altrui. Educazione sentimentale significa aiutare i ragazzi a tollerare la frustrazione.

Ma la scuola da sola non può farcela. Tutti noi che ogni giorno affrontiamo nei contesti scolastici il disagio, la violenza, la fragilità dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze sappiamo di non poter gestire queste emergenze esistenziali senza strumenti, senza tempo, senza riconoscimento. Senza creare reti tra scuola, famiglia, territorio. Senza ammettere che questo tema della violenza giovanile ci riguarda tutti e richiede un impegno collettivo, non eroico e solitario.

La scuola ha bisogno di tutti noi, di una vera comunità educante, che costruisca ponti, arginando la violenza. Una comunità educante coesa, istituzioni, scuola, famiglie, associazioni, che educhi a gestire conflitti e relazioni, che insegni a gestire affettività ed emozioni al fine di costruire strumenti contro la violenza. La qualità delle relazioni è anche la misura della qualità democratica.

I nostri giovani hanno bisogno di politiche lungimiranti e che diano loro di più: più tempo a scuola, tempi pieni, attività pomeridiane, scuole aperte alle famiglie e al quartiere, educazione all’affettività, più cura e attenzione alle loro fragilità.

Questi ragazzi e queste ragazze hanno iniziato l’adolescenza tra pandemia e guerre, ascoltano adulti che parlano di sicurezza e riarmo, crescono in un ambiente, anche mediatico, dominato dalla violenza. In un tempo in cui gli adulti usano le armi, la guerra, come strumento di risoluzione di qualsiasi controversia o per mire espansionistiche, in un mondo in cui la mediazione, la via della pace e della risoluzione non violenta dei conflitti, sono umiliate e offese, in cui il diritto internazionale “conta fino a un certo punto”, si sdogana il messaggio che anche la vita quotidiana si è trasformata in una guerra.

La fragilità dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze ci impone, oggi, subito, di essere degli adulti credibili.
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