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14 hours ago

TEATRO VERDI: TARIFFE E CONCESSIONI DEGLI SPAZI, INTERESSE PUBBLICO O PRIVATO?
ALCUNI DATI E DOMANDE.

I consiglieri comunali de La Città delle Persone - Pisa, Paolo Martinelli, Emilia Lacroce - Consigliera comunale Pisa Gianluca Gionfriddo intervengono sui documenti ottenuti tramite accesso agli atti relativi alle tariffe e alle concessioni degli spazi del Teatro Verdi.

“Crediamo che vadano garantite trasparenza, coerenza e pari opportunità di accesso a un bene culturale della città”, dichiarano i consiglieri, concentrandosi su come e con quali introiti venga concesso uno spazio importante come quello del foyer del Teatro.

Dalle tariffe aggiornate, presenti sul sito grazie ad una nostra segnalazione, risulta infatti che la concessione del foyer costa 800 euro + IVA a giornata (e 100 euro + IVA per presentazioni di libri), ma dall’elenco delle concessioni emerge che nel 2025 il foyer è stato concesso gratuitamente in più occasioni per eventi ‘Cafè Foyer’ in conformità all’art. 12.1.5 del contratto di affitto di ramo d’azienda, cioè in cambio dell’affidamento “a richiesta della Fondazione Teatro di Pisa, almeno 8 servizi di catering/ristorazione fino a 100 partecipanti l’uno…” a chi gestisce la caffetteria.

Spiegano i consiglieri: "È stato quindi più volte concesso uno spazio del teatro per eventi privati del caffè senza introiti diretti per il teatro stesso. Peraltro il corrispettivo che la Fondazione ha individuato in contraccambio rispetto all'utilizzo gratuito per eventi privati della sala Titta Ruffo e/o del foyer del teatro non ha limiti numerici a fronte degli 8 catering offerti dall'affittuaria alla Fondazione.

Crediamo che beni comunali possano essere concessi a titolo gratuito ma favorendone un utilizzo collettivo e non certo privatistico. La logica del titolo gratuito è differente.

In altri casi, inoltre, lo spazio risulta concesso gratuitamente per decisione del Comune, ci piacerebbe sapere secondo quali valutazioni rispetto ad altri eventi, mentre a soggetti diversi, in assenza di gratuità, è stato richiesto il pagamento degli 800 euro, come previsto da tariffario.

La domanda è semplice - proseguono Martinelli, Gionfriddo e Lacroce - basta utilizzare il catering in concessione per avere il foyer del teatro e/o la sala Titta Ruffo gratuitamente?
Vale per qualunque cittadino, associazione o realtà culturale?
Se sì, è un’opportunità che va pubblicizzata molto di più, ma ci pone un'ulteriore domanda: in un luogo di cultura come il Verdi si può fare qualsiasi tipo di evento, incluse feste private, senza che nessuno faccia una valutazione di conformità al luogo?

Chiediamo inoltre di sapere, per trasparenza, quali siano gli eventi concessi con questa modalità. Nel documento sulle concessioni che ci è stato fornito, infatti, non sono indicati né gli organizzatori né la natura degli eventi che non hanno pagato gli spazi perché hanno usufruito del catering.

Chiediamo che il Teatro e il Comune li rendano pubblici e rendano pubblici i criteri adottati e le valutazioni fatte e chi le ha fatte, sia per questi eventi sia per quelli a cui è stato concesso a uso totalmente gratuito dal Comune, chiedendo anche se ci sono state analoghe richieste respinte.

Come forza civica riteniamo che un teatro della città non possa funzionare con automatismi non chiari o secondo catene decisionali discrezionali”. Concludono: “Il Verdi deve essere valorizzato come patrimonio comune: spazi e tariffe devono premiare cultura, inclusione e accessibilità, non diventare una scorciatoia per eventi senza regole chiare".TEATRO VERDI: TARIFFE E CONCESSIONI DEGLI SPAZI, INTERESSE PUBBLICO O PRIVATO?
ALCUNI DATI E DOMANDE.

I consiglieri comunali de La città delle Persone Paolo Martinelli, Emilia Lacroce e Gianluca Gionfriddo intervengono sui documenti ottenuti tramite accesso agli atti relativi alle tariffe e alle concessioni degli spazi del Teatro Verdi. “Crediamo che vadano garantite trasparenza, coerenza e pari opportunità di accesso a un bene culturale della città”, dichiarano i consiglieri, concentrandosi su come e con quali introiti venga concesso uno spazio importante come quello del foyer del Teatro. Dalle tariffe aggiornate, presenti sul sito grazie ad una nostra segnalazione, risulta infatti che la concessione del foyer costa 800 euro + IVA a giornata (e 100 euro + IVA per presentazioni di libri), ma dall’elenco delle concessioni emerge che nel 2025 il foyer è stato concesso gratuitamente in più occasioni per eventi ‘Cafè Foyer’ in conformità all’art. 12.1.5 del contratto di affitto di ramo d’azienda, cioè in cambio dell’affidamento “a richiesta della Fondazione Teatro di Pisa, almeno 8 servizi di catering/ristorazione fino a 100 partecipanti l’uno…” a chi gestisce la caffetteria. Spiegano i consiglieri: "È stato quindi più volte concesso uno spazio del teatro per eventi privati del caffè senza introiti diretti per il teatro stesso. Peraltro il corrispettivo che la Fondazione ha individuato in contraccambio rispetto all'utilizzo gratuito per eventi privati della sala Titta Ruffo e/o del foyer del teatro non ha limiti numerici a fronte degli 8 catering offerti dall'affittuaria alla Fondazione.
Crediamo che beni comunali possano essere concessi a titolo gratuito ma favorendone un utilizzo collettivo e non certo privatistico. La logica del titolo gratuito è differente.
In altri casi, inoltre, lo spazio risulta concesso gratuitamente per decisione del Comune, ci piacerebbe sapere secondo quali valutazioni rispetto ad altri eventi, mentre a soggetti diversi, in assenza di gratuità, è stato richiesto il pagamento degli 800 euro, come previsto da tariffario. La domanda è semplice - proseguono Martinelli, Gionfriddo e Lacroce - basta utilizzare il catering in concessione per avere il foyer del teatro e/o la sala Titta Ruffo gratuitamente? Vale per qualunque cittadino, associazione o realtà culturale? Se sì, è un’opportunità che va pubblicizzata molto di più, ma ci pone un'ulteriore domanda: in un luogo di cultura come il Verdi si può fare qualsiasi tipo di evento, incluse feste private, senza che nessuno faccia una valutazione di conformità al luogo? Chiediamo inoltre di sapere, per trasparenza, quali siano gli eventi concessi con questa modalità. Nel documento sulle concessioni che ci è stato fornito, infatti, non sono indicati né gli organizzatori né la natura degli eventi che non hanno pagato gli spazi perché hanno usufruito del catering. Chiediamo che il Teatro e il Comune li rendano pubblici e rendano pubblici i criteri adottati e le valutazioni fatte e chi le ha fatte, sia per questi eventi sia per quelli a cui è stato concesso a uso totalmente gratuito dal Comune, chiedendo anche se ci sono state analoghe richieste respinte. Come forza civica riteniamo che un teatro della città non possa funzionare con automatismi non chiari o secondo catene decisionali discrezionali”. Concludono: “Il Verdi deve essere valorizzato come patrimonio comune: spazi e tariffe devono premiare cultura, inclusione e accessibilità, non diventare una scorciatoia per eventi senza regole chiare".
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TEATRO VERDI: TARIFFE E CONCESSIONI DEGLI SPAZI, INTERESSE PUBBLICO O PRIVATO?
ALCUNI DATI E DOMANDE.

I consiglieri comunali de La Città delle Persone - Pisa, Paolo Martinelli, Emilia Lacroce - Consigliera comunale Pisa Gianluca Gionfriddo intervengono sui documenti ottenuti tramite accesso agli atti relativi alle tariffe e alle concessioni degli spazi del Teatro Verdi.

 “Crediamo che vadano garantite trasparenza, coerenza e pari opportunità di accesso a un bene culturale della città”, dichiarano i consiglieri, concentrandosi su come e con quali introiti venga concesso uno spazio importante come quello del foyer del Teatro.

 Dalle tariffe aggiornate, presenti sul sito grazie ad una nostra segnalazione, risulta infatti che la concessione del foyer costa 800 euro + IVA a giornata (e 100 euro + IVA per presentazioni di libri), ma dall’elenco delle concessioni emerge che nel 2025 il foyer è stato concesso gratuitamente in più occasioni per eventi ‘Cafè Foyer’ in conformità all’art. 12.1.5 del contratto di affitto di ramo d’azienda, cioè in cambio dell’affidamento “a richiesta della Fondazione Teatro di Pisa, almeno 8 servizi di catering/ristorazione fino a 100 partecipanti l’uno…” a chi gestisce la caffetteria. 

Spiegano i consiglieri: È stato quindi più volte concesso uno spazio del teatro per eventi privati del caffè senza introiti diretti per il teatro stesso. Peraltro il corrispettivo che la Fondazione ha individuato in contraccambio rispetto allutilizzo gratuito per eventi privati della sala Titta Ruffo e/o del foyer del teatro non ha limiti numerici a fronte degli 8 catering offerti dallaffittuaria alla Fondazione.

Crediamo che beni comunali possano essere concessi a titolo gratuito ma favorendone un utilizzo collettivo e non certo privatistico. La logica del titolo gratuito è differente.

In altri casi, inoltre, lo spazio risulta concesso gratuitamente per decisione del Comune, ci piacerebbe sapere secondo quali valutazioni rispetto ad altri eventi, mentre a soggetti diversi, in assenza di gratuità, è stato richiesto il pagamento degli 800 euro, come previsto da tariffario. 

La domanda è semplice - proseguono Martinelli, Gionfriddo e Lacroce - basta utilizzare il catering in concessione per avere il foyer del teatro e/o la sala Titta Ruffo gratuitamente? 
Vale per qualunque cittadino, associazione o realtà culturale? 
Se sì, è un’opportunità che va pubblicizzata molto di più, ma ci pone unulteriore domanda: in un luogo di cultura come il Verdi si può fare qualsiasi tipo di evento, incluse feste private, senza che nessuno faccia una valutazione di conformità al luogo?

 Chiediamo inoltre di sapere, per trasparenza, quali siano gli eventi concessi con questa modalità. Nel documento sulle concessioni che ci è stato fornito, infatti, non sono indicati né gli organizzatori né la natura degli eventi che non hanno pagato gli spazi perché hanno usufruito del catering. 

Chiediamo che il Teatro e il Comune li rendano pubblici e rendano pubblici i criteri adottati e le valutazioni fatte e chi le ha fatte, sia per questi eventi sia per quelli a cui è stato concesso a uso totalmente gratuito dal Comune, chiedendo anche se ci sono state analoghe richieste respinte. 

Come forza civica riteniamo che un teatro della città non possa funzionare con automatismi non chiari o secondo catene decisionali discrezionali”. Concludono: “Il Verdi deve essere valorizzato come patrimonio comune: spazi e tariffe devono premiare cultura, inclusione e accessibilità, non diventare una scorciatoia per eventi senza regole chiare.

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4 days ago

Ieri come gruppo consiliare La Città delle Persone - Pisa abbiamo partecipato, su invito del Questore Barillaro, alla celebrazione del 174° anniversario della fondazione della Polizia di Stato assistendo alla premiazione per merito di alcuni degli agenti in servizio.

Della relazione del Questore abbiamo particolarmente apprezzato il richiamo, anche attraverso le parole di don Luigi Ciotti, ad una legalità strettamente connessa alla responsabilità collettiva di cittadinanza diffusa ed all'intelligenza dei cittadini onesti, oltre che il soffermarsi sul fenomeno in crescita della violenza tra i giovani a cui stiamo assistendo in città ed in provincia certificato dai dati, col richiamo all'importanza di un'azione congiunta di prevenzione e culturale da portare avanti con il terzo settore e le istituzioni scolastiche.
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Ieri come gruppo consiliare La Città delle Persone - Pisa abbiamo partecipato, su invito del Questore Barillaro, alla celebrazione del 174° anniversario della fondazione della Polizia di Stato assistendo alla premiazione per merito di alcuni degli agenti in servizio.

Della relazione del Questore abbiamo particolarmente apprezzato il richiamo, anche attraverso le parole di don Luigi Ciotti, ad una legalità strettamente connessa alla responsabilità collettiva di cittadinanza diffusa ed allintelligenza dei cittadini onesti, oltre che il soffermarsi sul fenomeno in crescita della violenza tra i giovani a cui stiamo assistendo in città ed in provincia certificato dai dati, col richiamo allimportanza di unazione congiunta di prevenzione e culturale da portare avanti con il terzo settore e le istituzioni scolastiche.Image attachmentImage attachment

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4 days ago

POC (PIANO OPERATIVO COMUNALE):
SENZA TEMPI E STRUMENTI ADEGUATI, IL VOTO RISCHIA DI ESSERE AL BUIO!

Mentre in questi giorni si sta procedendo in Prima Commissione all'illustrazione della parte previsionale del Piano Operativo Comunale, lo strumento urbanistico che disciplina le trasformazioni del territorio, le tutele, le destinazioni d'uso e molto altro per i prossimi 5 anni, oggi il sindaco Conti e l'assessore Dringoli ne hanno illustrato i contenuti in una conferenza stampa.

La situazione è però molto grave perché ad oggi, nonostante i nostri ripetuti solleciti, anche nella conferenza dei capigruppo di oggi, non è stato ancora possibile vedere la delibera completa del Poc con le relazioni indispensabili per una comprensione delle trasformazioni urbanistiche che si intendono realizzare, e la delibera non è ancora completata o comunque ad oggi non è stata depositata presso la Presidenza del Consiglio comunale.

Nella Commissione Urbanistica si stanno così solo illustrando in modo generale la parte normativa e sarà possibile visionare in commissione le cartografie relative alle previsioni urbanistiche solamente l'ultimo giorno ossia il prossimo 20 aprile quando, nella medesima seduta, la commissione dovrà anche esprimersi con dichiarazioni e voto, prima che l'atto approdi due giorni dopo alla maratona di Consiglio Comunale del 22 e 23 aprile.

Gli uffici hanno predisposto in questi giorni la possibilità della consultazione delle decine di documenti sia normativi che cartografici che comprendono il quadro conoscitivo ed il quadro previsionale in alcuni orari d'ufficio alla presenza sempre di due tecnici.

Ma siamo davanti ad un cortocircuito evidente sia perché ancora non sono state rese note né la delibera né le relazioni nel loro complesso, sia per la mole di documentazione prodotta e la specificità di ogni documento, soprattutto quello cartografico, che necessiterebbero di una consultazione approfondita ed attenta impiegando giorni perché ogni consigliere possa esprimersi con un voto cosciente e compiuto sull'atto di adozione, cosi come ci impone il nostro mandato.
Invece, la calendarizzazione da parte della maggioranza della delibera per il 22 e 23 prossimi sta imponendo l'ennesimo forzatura.

Da giorni, riconoscendo la massima disponibilità degli uffici preposti a presenziare nelle ore di ricevimento, abbiamo messo in evidenza queste criticità ma l'intenzione della maggioranza evidentemente è di procedere comunque senza mettere realmente i consiglieri e le consigliere nelle condizioni di esprimere un voto con cognizione, che riteniamo possibile solo dopo adeguati ed attenti approfondimenti, e di elaborare con precisione i propri atti correttivi o di indirizzo quali emendamenti ed ordini del giorno.

Abbiamo pertanto come minoranze prima richiesto che le commissioni illustrative di queste settimane si potessero tenere nella sede degli uffici preposti per poter cosi accedere alla documentazione: ipotesi che ci è stata negata.

Si tratta di uno degli atti fondamentali di tutta la consiliatura e riteniamo necessario informare la città su questo modo di procedere che ad oggi non garantisce realmente ai consiglieri e alle consigliere di svolgere pienamente il proprio operato.

Chiediamo, quindi, ancora una volta, che, come sempre nel pieno rispetto delle normative sulla consultazione di atti così importanti, le nostre richieste sulla fruibilità completa della documentazione possano essere garantite, al fine di garantire anche una discussione pubblica su una delibera che segnerà il futuro di Pisa.

- Paolo Martinelli, capogruppo La Città delle Persone - Pisa
- Luigi Sofia, capogruppo Sinistra Unita per Pisa
- Matteo Trapani, capogruppo La città delle Persone
- Giulia Contini, capogruppo Diritti in comune: Una città in Comune - Rifondazione Comunista
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POC (PIANO OPERATIVO COMUNALE): 
SENZA TEMPI E STRUMENTI ADEGUATI, IL VOTO RISCHIA DI ESSERE AL BUIO! 

Mentre in questi giorni si sta procedendo in Prima Commissione allillustrazione della parte previsionale del Piano Operativo Comunale, lo strumento urbanistico che disciplina le trasformazioni del territorio, le tutele, le destinazioni duso e molto altro per i prossimi 5 anni, oggi il sindaco Conti e lassessore Dringoli ne hanno illustrato i contenuti in una conferenza stampa.

La situazione è però molto grave perché ad oggi, nonostante i nostri ripetuti solleciti, anche nella conferenza dei capigruppo di oggi, non è stato ancora possibile vedere la delibera completa del Poc con le relazioni indispensabili per una comprensione delle trasformazioni urbanistiche che si intendono realizzare, e la delibera non è ancora completata o comunque ad oggi non è stata depositata presso la Presidenza del Consiglio comunale.

Nella Commissione Urbanistica si stanno così solo illustrando in modo generale la parte normativa e sarà possibile visionare in commissione le cartografie relative alle previsioni urbanistiche solamente lultimo giorno ossia il prossimo 20 aprile quando, nella medesima seduta, la commissione dovrà anche esprimersi con dichiarazioni e voto, prima che latto approdi due giorni dopo alla maratona di Consiglio Comunale del 22 e 23 aprile.

Gli uffici hanno predisposto in questi giorni la possibilità della consultazione delle decine di documenti sia normativi che cartografici che comprendono il quadro conoscitivo ed il quadro previsionale in alcuni orari dufficio alla presenza sempre di due tecnici.

Ma siamo davanti ad un cortocircuito evidente sia perché ancora non sono state rese note né la delibera né le relazioni nel loro complesso, sia per la mole di documentazione prodotta e la specificità di ogni documento, soprattutto quello cartografico, che necessiterebbero di una consultazione approfondita ed attenta impiegando giorni perché ogni consigliere possa esprimersi con un voto cosciente e compiuto sullatto di adozione, cosi come ci impone il nostro mandato.
Invece, la calendarizzazione da parte della maggioranza della delibera per il 22 e 23  prossimi sta imponendo lennesimo forzatura.

Da giorni, riconoscendo la massima disponibilità degli uffici preposti a presenziare nelle ore di ricevimento, abbiamo messo in evidenza queste criticità ma lintenzione della maggioranza evidentemente è di procedere comunque senza mettere realmente i consiglieri e le consigliere nelle condizioni di esprimere un voto con cognizione, che riteniamo possibile solo dopo adeguati ed attenti approfondimenti, e di elaborare con precisione i propri atti correttivi o di indirizzo quali emendamenti ed ordini del giorno. 

Abbiamo pertanto come minoranze prima richiesto che le commissioni illustrative di queste settimane si potessero tenere nella sede degli uffici preposti per poter cosi accedere alla documentazione: ipotesi che ci è stata negata.

Si tratta di uno degli atti fondamentali di tutta la consiliatura e riteniamo necessario informare la città su questo modo di procedere che ad oggi non garantisce realmente ai consiglieri e alle consigliere di svolgere pienamente il proprio operato.

Chiediamo, quindi, ancora una volta, che, come sempre nel pieno rispetto delle normative sulla consultazione di atti così importanti, le nostre richieste sulla fruibilità completa della documentazione possano essere garantite, al fine di garantire anche una discussione pubblica su una delibera che segnerà il futuro di Pisa.

- Paolo Martinelli, capogruppo La Città delle Persone - Pisa
- Luigi Sofia, capogruppo Sinistra Unita per Pisa 
- Matteo Trapani, capogruppo La città delle Persone 
- Giulia Contini, capogruppo Diritti in comune: Una città in Comune - Rifondazione Comunista

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5 days ago

POLIZIA MUNICIPALE: LA GIUNTA CONTINUA A NEGARE IL CORRETTO INQUADRAMENTO DEL RUOLO DEL COMANDANTE.

Nella 1a Commissione di Controllo e Garanzia di ieri, siamo tornati sullo stato di salute del comando della Polizia Municipale.
La ferma relazione scritta dall'ex Comandante Cappellini, prima di rassegnare le dimissioni, ha lasciato un segno incisivo indicando, oltre al lavoro svolto, molte indicazioni sulle criticità esistenti e su ciò che c'è da fare.

L'annuncio ieri di 7 nuove assunzioni nel 2026, a cui andranno sottratti i 2 pensionamenti in arrivo, e la trattativa in corso per una rivisitazione delle turnazioni che porterà ad un riposo domenicale ogni 15 gg anziché ogni 6 settimane, sono un inizio di risposta, seppur ancora insufficiente, rispetto ai molti suggerimenti scritti nella relazione che rimangono ancora disattesi, come il rafforzare il modello di polizia locale di prossimità con presenza operativa nei quartieri e presidi territoriali decentrati concepiti non solo come articolazioni operative del Comando ma riferimenti per la cittadinanza, il valorizzare ufficiali e quadri intermedi con una maggiore presenza operativa sul territorio per un modello efficiente, tecnologicamente attrezzato e
profondamente radicato nella comunità che coniughi operatività e relazione col territorio.

Tra tutti spicca inoltre il perseverare della volontà politica di Sindaco e Giunta, ribadita con fermezza nelle due commissioni di controllo fatte, di non voler restituire il corretto inquadramento di dirigente con una propria direzione autonoma alla figura del Comandante, continuando a sottoporre le proprie decisioni direttamente al Sindaco.

Una decisione voluta da questa maggioranza che ridefinendo la macrostruttura organizzativa ha conferito un minore inquadramento del Comandante come funzionario di Elevata Qualificazione.

Ieri ho ricordato che in tal senso le parole scritte da Cappellini nella relazione di commiato non diano adito a tentativi di minimizzare né a scorrette interpretazioni, che dovrebbero far riflettere questa Giunta sull'errore commesso e che avevamo preannunciato votando in Consiglio Comunale contro alle modifiche sul regolamento della P.M.. Una scelta che ha contribuito ad aumentare la sfiducia ed ha confermato un avvicendamento di comandanti che non garantisce stabilità organizzativa al Corpo, con conseguenze dirette sullo stato di insicurezza in città.

Cappellini infatti il 24/09/2025 scriveva in modo lapidario:
"Auspico anche un ripensamento sull’inquadramento del ruolo del Comandante del Corpo della Polizia Locale di Pisa e che in un prossimo futuro possa essere di nuovo inquadrato come figura dirigenziale in quanto al vertice di una struttura di rilevante complessità e all’interno del Comune di Pisa il settore con il più alto numero di personale come questo dovrebbe avere al vertice un Dirigente e non un Funzionario."

Nel video uno stralcio del mio intervento.
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