PARCO DELLA CITTADELLA: DOPO L’INAUGURAZIONE ORA SI RAGIONI SERIAMENTE DELLA GESTIONE CON UNA REGIA PUBBLICA FORTE E TRASPARENTE
“Dopo il taglio del nastro del Parco Urbano e Archeologico della Cittadella, va fatto un ragionamento serio sulla gestione. Serve una regia pubblica forte e trasparente, capace di tutelare l’investimento, garantire affidamenti chiari e costruire un’offerta culturale accessibile e di qualità”, dichiarano Paolo Martinelli, Emilia Lacroce e Carlo Modica, consiglieri de La città delle Persone.
“Il recupero dell’area non nasce oggi: è il coronamento di una visione avviata dalle precedenti amministrazioni, che con i fondi PIUSS avevano già restituito alla città la Torre Guelfa, gli Arsenali Medicei, gli Arsenali Repubblicani e le mura, oltre ad assumere l’area dal Demanio. Bene il completamento dei lavori e la fruibilità del verde grazie al PNRR, ma ora bisogna passare dalla festa alle domande.
Chiedendo l'accesso agli atti, abbiamo visto il Piano Economico Finanziario elaborato da CLES S.r.l. su Arsenali Repubblicani, ristorante/caffetteria e arena spettacoli. Lo studio ipotizza tre scenari: concessione unica dei tre siti a un privato; concessione parziale ad Arsenali e ristorante, con arena pubblica sostenibile solo tramite accordi con enti terzi; affidamento a società in house come stazione appaltante. Nei primi due casi i canoni andrebbero al Comune, nel terzo alla partecipata. “Ma resterebbero a carico del Comune oneri significativi e non quantificati: manutenzione straordinaria degli impianti degli Arsenali, manutenzione ordinaria e straordinaria dei 40mila mq di parco e area ludica, vigilanza e guardiania".
I consiglieri pongono dunque cinque nodi:
“ 1. Il PEF stima 30mila visitatori annui agli Arsenali con biglietti fino a 15 euro: cosa accade se ci si ferma ai 15mila visitatori dei musei statali cittadini?
2. L’arena, basata solo sulla bigliettazione, produrrebbe una perdita di 250mila euro l’anno: chi copre il costo?
3. Qual è l’impatto netto sul bilancio comunale tra costi pubblici e canoni?
4. Come si garantirà una governance partecipata con associazioni e quartiere, evitando un polo a prezzi turistici?
5. E quali misure su traffico, sosta e rumore per un’arena da 400 posti e attività continuative?
Porteremo queste domande nelle commissioni competenti.
La Cittadella deve restare un bene comune, con garanzie su fruibilità per i cittadini, adeguata manutenzione, sostenibilità economica e salvaguardia dell'investimento." ... See MoreSee Less
È brutto triste impersonale! Non è adatto per bambini ne per noi adulti e neanche per nostri cani! Possiamo cambiare qualcosa?
Credo sia doveroso guardare al futuro: se ogni parco necessita di manutenzione, una struttura appena realizzata (perché di un parco "costruito" si tratta, non di un ambiente spontaneo) ne richiede ancora di più.
In quel progetto si riflette l'idea di cittadinanza di questa amministrazione: persone allineate, ordinate, impersonali. È un ordine nauseante, artificiale, che proietta l'idea di una società rigida su un’opera priva di anima. Richiama da vicino l’architettura sovietica, se non addirittura quella fascista: forme austere ideate per esercitare un controllo su una massa omologata.
I grandi filari di alberi secolari incutono timore. Sono presenze imponenti, dotate di forte personalità e di una geometria naturale prepotente. È proprio questa maestosità che fa paura, ed è il motivo per cui si preferisce abbattere interi filari di alberi maturi senza poi ripiantare nulla, come avvenuto alla Cittadella. Nessun intervento di drenaggio (sull'esempio del Parco Nord di Milano) e nessuna preparazione del terreno adatta a ospitare alberi di prima grandezza.
Un progetto vecchio ispirato ad una concezione vecchia . Un progetto che può essere modificato dai prossimi amministratori . Una base di partenza da rendere viva .
La Città delle Persone - Pisa La Città delle Persone - Pisa è con Emilia Lacroce - Consigliera comunale Pisa e altri 2.
2 days ago
DUMAREY, A RISCHIO 35 POSTI. MOZIONE UNITARIA DEL CONSIGLIO COMUNALE A TUTELA DEI LAVORATORI E DEL FUTURO INDUSTRIALE DEL TERRITORIO.
Dumarey, il Consiglio comunale di Pisa approva all’unanimità la mozione a tutela dei lavoratori e del futuro industriale del territorio
Il Consiglio comunale di Pisa ha approvato all’unanimità una mozione, sottoscritta da tutte le forze politiche, con la quale l’assemblea esprime piena solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori della Dumarey e chiede un impegno concreto delle istituzioni per salvaguardare l’occupazione e la continuità produttiva degli stabilimenti di San Piero a Grado e Fauglia.
L’approvazione unanime rappresenta un segnale politico e istituzionale forte: quando è in gioco il lavoro, il futuro di centinaia di famiglie e uno dei principali poli industriali del territorio, il Consiglio comunale ha scelto di parlare con una sola voce.
La mozione evidenzia la preoccupazione per la crisi che sta attraversando il settore automotive e per le difficoltà che stanno interessando Dumarey, con il ricorso ai contratti di solidarietà e il rischio di licenziamento di 35 lavoratrici e lavoratori in staff leasing. Una situazione che coinvolge complessivamente circa 850 addetti e che rischia di avere pesanti ripercussioni sull’intero sistema economico provinciale.
Con il documento approvato, il Consiglio comunale impegna il Sindaco e la Giunta ad attivarsi con urgenza nei confronti dell’azienda, della Regione Toscana e del Ministero delle Imprese e del Made in Italy affinché siano sospese le procedure di licenziamento, venga convocato un tavolo istituzionale sulla vertenza e sia presentato un piano industriale credibile, fondato su investimenti, nuove produzioni e garanzie occupazionali.
La mozione chiede inoltre di verificare l’attivazione degli strumenti previsti dalla normativa nazionale per il riconoscimento del territorio quale area di crisi industriale complessa, o comunque l’accesso alle misure di sostegno previste per le aree interessate da crisi industriali.
L’obiettivo condiviso da tutto il Consiglio comunale è chiaro: difendere il patrimonio industriale del territorio, tutelare competenze costruite in decenni di lavoro e impedire che la crisi si traduca in un ulteriore processo di deindustrializzazione della provincia di Pisa.
Il Consiglio comunale continuerà a seguire con la massima attenzione l’evoluzione della vertenza, sostenendo il confronto tra azienda, organizzazioni sindacali e istituzioni, nella convinzione che la salvaguardia dell’occupazione rappresenti una priorità assoluta per il futuro del territorio. ... See MoreSee Less
La Città delle Persone - Pisa La Città delle Persone - Pisa è con Emilia Lacroce - Consigliera comunale Pisa e altri 3.
4 days ago
Effettuato il sopralluogo della 1ª Commissione consiliare in via delle Sette Volte, alla presenza del dirigente Cerri e dell’assessora ai lavori pubblici Mancini, richiesto di concerto con la denuncia pubblica e l'interrogazione alla Giunta dei consiglieri Bruni e Lacroce, abbiamo tre problemi distinti che rischiano di sommarsi e condannare un pezzo di centro storico all’abbandono.
Il primo riguarda la chiusura della strada dopo l’intervento dei Vigili del Fuoco per distacchi di intonaco dalla facciata di via Ulisse Dini 2, con ordinanza del 2 luglio e transenne a tutela della sicurezza.
Il secondo è la vicenda della volta, con criticità strutturali aperte dal 2021 e un intervento di ripristino ancora non definito tra proprietà privata e Soprintendenza. Prendiamo atto che il Sindaco si è mosso in questi giorni in seguito alla denuncia per sollecitare una soluzione già stimolata piu volte dagli uffici, ma è inaccettabile che da anni una situazione così delicata resti sospesa, con ricadute sulla vivibilità e sulla circolazione.
Il terzo problema è il degrado della strada, ora a fondo chiuso. Muri scritti, incuria, guamo e l'assenza di passaggio di persone rischiano di far peggiorare rapidamente la situazione.
Con la visita in loco ho chiesto alla Commissione e all’assessora Mancini di prendere atto della situazione e lavorare a un ordine del giorno condiviso che impegni l'amministrazione ad azioni rapide di decoro. Via delle Sette Volte, una delle strade più caratteristiche ed antiche della città, non può restare un vicolo dimenticato e su questo monitoreremo con grande attenzione. ... See MoreSee Less
La Città delle Persone - Pisa La Città delle Persone - Pisa è con Emilia Lacroce - Consigliera comunale Pisa e altri 2.
5 days ago
NIDI D'INFANZIA A GESTIONE INDIRETTA, AGGIUDICAZIONE IN ITINERE CON OFFERTA ANOMALA E PRESCRIZIONE. La città delle Persone: "SI RISCHIA CHE LA NUOVA ASSEGNAZIONE AVVENGA AD ANNO EDUCATIVO AVVIATO."
Nel corso del Consiglio comunale di giovedi il gruppo La città delle Persone ha presentato un question time per chiedere chiarimenti sullo stato della procedura di affidamento della gestione indiretta di 5 nidi d'infanzia comunali (Albero verde, San Biagio, San Rossore, Snoopy, Isola delle farfalle), gara a lotto unico di poco meno di 4 milioni di euro, sulle tempistiche per l'aggiudicazione definitiva del servizio.
"Da un monitoraggio della piattaforma Start risulta una indicazione di offerta anomala e con prescrizione - affermano i consiglieri Martinelli Lacroce e Modica - relativamente a quanto presentato dalla ditta risultata prima aggiudicataria nella classifica provvisoria con un ribasso economico dell'8%".
Dalla risposta dell'assessore Buscemi è emerso che la procedura è ancora in corso: l'operatore economico dispone come previsto per legge di 15 giorni di tempo per rispondere ai rilievi dell'Amministrazione nel procedimento di aggiudicazione dopodiché, fatta la propria istruttoria gli uffici in seduta pubblica renderanno note le conclusioni e procederanno con l'aggiudicazione.
L'assessore ha inoltre ricordato che la normativa consente il subentro del nuovo gestore anche nel corso dell'anno educativo e che il servizio si svolgerà senza soluzione di continuità in quanto il gestore in proroga è obbligato a garantire il servizio fino a nuova assegnazione e di eventuale subentro di altro soggetto.
"Una risposta che non ci soddisfa." - sostengono Martinelli, Lacroce e Modica - "II problema non è se la legge consenta un affidamento a settembre o ad anno educativo già iniziato. Il problema è che questa situazione era ampiamente prevedibile e che l'Amministrazione aveva il dovere di evitarla. Sindacati, famiglie e forze di opposizione avevano infatti segnalato nei mesi scorsi durante lo stato di agitazione il rischio di arrivare all'inizio dell'anno educativo senza un gestore definitivamente individuato.
Nonostante questi richiami, l'Amministrazione rischia di non poter garantire una prospettiva di programmazione organizzativa stabile nei tempi necessari. Per noi si tratta di una responsabilità politica importante, in quanto i tempi dell'affidamento e la stabilità del gestore in avvio e durante tutto l'anno educativo non sono aspetti burocratici, ma elementi essenziali per garantire qualità e stabilità del servizio educativo. L'organizzazione di preparazione dell'anno e la prospettiva temporale per chi lo effettua o per chi dovesse subentrare nella gestione sono elementi molto delicati. Significa creare le condizioni per assicurare ai bambini la continuità del percorso educativo, consentire al personale di lavorare con serenità e con motivazione e permettere alle famiglie di programmare l'organizzazione familiare con certezza nella conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Per questo" - concludono i consiglieri - "riteniamo che non sia sufficiente richiamare ciò che la legge consente. Una buona amministrazione dovrebbe fare in modo che un servizio così delicato per i più piccoli possa partire con un'organizzazione già definita e stabile, evitando incertezze che finiscono per ricadere su bambini, educatori e famiglie. Continueremo a seguire l'evoluzione della procedura e a vigilare affinché il servizio venga affidato nel più breve tempo possibile, garantendo trasparenza, qualità e continuità educativa." ... See MoreSee Less
Tanto ormai è appurato..che a questa giunta non interessa nulla di chi opera nei servizi educativi e per conseguenza logica della qualità del servizio offerto. Ormai gli asili sono visti solo come pubblicità elettorale di quanti posti offrono e di quanto tempo stanno aperti...tutto giusto se però si guarda non solo la cornice ma tutto il quadro in generale.
In questi giorni i pisani e i turisti hanno potuto apprezzare finalmente la riqualificazione di Piazza Manin, grazie alla realizzazione di un progetto, che pur con alcune criticità, ha comunque restituito dignità e fruibilità a quello che può essere considerato il biglietto da visita della nostra città.
Eppure, l’Amministrazione ha deciso ieri in Consiglio di raddoppiare le bancarelle, portandole dalle 6 previste a 12. Tutti i gruppi di minoranza si sono opposti con fermezza, ma inutilmente, a questa decisione.
Inoltre, è emerso un fatto grave. Durante la Commissione del 17 luglio, in merito alle dotazioni esterne di un bar già presenti nella piazza, ci era stata confermata la regolarità della concessione. Dagli atti richiesti il giorno dopo, e arrivati in Consiglio a discussione già iniziata, è risultato invece che la concessione è solo del 20 luglio. Un’informazione non veritiera fornita in sede istituzionale, oltre ad essere politicamente inaccettabile, sminuisce il ruolo di noi Consiglieri.
Ma come gruppo da sempre non ci limitiamo alla sola critica, e abbiamo portato proposte concrete:
1️⃣ Monitoraggio costante: chiediamo di monitorare attraverso relazioni in Commissione e confronto con tutti i soggetti interessati, l’impatto dell’aumento delle postazioni su decoro, fruibilità, accessibilità, sicurezza e flussi pedonali, pronti a chiedere correzioni se necessario.
2️⃣ Qualità dell’offerta: basta merce seriale e omologata. Vogliamo valorizzare l’artigianato e la cultura locale, con criteri stringenti al momento delle assegnazioni che premino l’attenzione verso i prodotti, i materiali, le filiere, la sostenibilità e l’impatto visivo e tutelino il valore storico del nostro territorio.
Su questo secondo punto abbiamo registrato interesse anche nella maggioranza. Continueremo quindi a lavorare per armonizzare le esigenze economiche con la salvaguardia del decoro e della bellezza di Pisa. ... See MoreSee Less
Era l’occasione per fare una splendida aiuola depavimentando e dando una degna cornice ad un monumento così prezioso per tutto il mondo . Ci fu detto che la soprintendenza non lo permetteva ( il solito ente che permette il parcheggio nel vallo dello Scotto tanto per dire ) . In realtà le bugie hanno le gambe corte e nel giro di pochi mesi abbiamo capito a chi avrebbe dato noia quell’aiuola . Un’amministazione che ha perso ogni tipo di credibilità e ha scavato un solco incolmabile con tutta la popolazione. Una lezione da prendere in considerazione per tutti coloro che verranno dopo . Pisa ha voluto chiudere un periodo storico per gli stessi motivi per cui questa amministrazione ha perso tutti i cittadini che vorrebbe amministrare . Quando il confronto si interrompe , i cittadini provano a cambiare ( e non sempre in meglio ! )
Che disastro...un altra assurda isola di calore. Ma in quella piazza c'erano gli Alberi!!!
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“Dopo il taglio del nastro del Parco Urbano e Archeologico della Cittadella, va fatto un ragionamento serio sulla gestione. Serve una regia pubblica forte e trasparente, capace di tutelare l’investimento, garantire affidamenti chiari e costruire un’offerta culturale accessibile e di qualità”, dichiarano Paolo Martinelli, Emilia Lacroce e Carlo Modica, consiglieri de La città delle Persone.
“Il recupero dell’area non nasce oggi: è il coronamento di una visione avviata dalle precedenti amministrazioni, che con i fondi PIUSS avevano già restituito alla città la Torre Guelfa, gli Arsenali Medicei, gli Arsenali Repubblicani e le mura, oltre ad assumere l’area dal Demanio. Bene il completamento dei lavori e la fruibilità del verde grazie al PNRR, ma ora bisogna passare dalla festa alle domande.
Chiedendo l'accesso agli atti, abbiamo visto il Piano Economico Finanziario elaborato da CLES S.r.l. su Arsenali Repubblicani, ristorante/caffetteria e arena spettacoli. Lo studio ipotizza tre scenari: concessione unica dei tre siti a un privato; concessione parziale ad Arsenali e ristorante, con arena pubblica sostenibile solo tramite accordi con enti terzi; affidamento a società in house come stazione appaltante. Nei primi due casi i canoni andrebbero al Comune, nel terzo alla partecipata. “Ma resterebbero a carico del Comune oneri significativi e non quantificati: manutenzione straordinaria degli impianti degli Arsenali, manutenzione ordinaria e straordinaria dei 40mila mq di parco e area ludica, vigilanza e guardiania".
I consiglieri pongono dunque cinque nodi:
“ 1. Il PEF stima 30mila visitatori annui agli Arsenali con biglietti fino a 15 euro: cosa accade se ci si ferma ai 15mila visitatori dei musei statali cittadini?
2. L’arena, basata solo sulla bigliettazione, produrrebbe una perdita di 250mila euro l’anno: chi copre il costo?
3. Qual è l’impatto netto sul bilancio comunale tra costi pubblici e canoni?
4. Come si garantirà una governance partecipata con associazioni e quartiere, evitando un polo a prezzi turistici?
5. E quali misure su traffico, sosta e rumore per un’arena da 400 posti e attività continuative?
Porteremo queste domande nelle commissioni competenti.
La Cittadella deve restare un bene comune, con garanzie su fruibilità per i cittadini, adeguata manutenzione, sostenibilità economica e salvaguardia dell'investimento." ... See MoreSee Less
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È brutto triste impersonale! Non è adatto per bambini ne per noi adulti e neanche per nostri cani! Possiamo cambiare qualcosa?
Credo sia doveroso guardare al futuro: se ogni parco necessita di manutenzione, una struttura appena realizzata (perché di un parco "costruito" si tratta, non di un ambiente spontaneo) ne richiede ancora di più. In quel progetto si riflette l'idea di cittadinanza di questa amministrazione: persone allineate, ordinate, impersonali. È un ordine nauseante, artificiale, che proietta l'idea di una società rigida su un’opera priva di anima. Richiama da vicino l’architettura sovietica, se non addirittura quella fascista: forme austere ideate per esercitare un controllo su una massa omologata. I grandi filari di alberi secolari incutono timore. Sono presenze imponenti, dotate di forte personalità e di una geometria naturale prepotente. È proprio questa maestosità che fa paura, ed è il motivo per cui si preferisce abbattere interi filari di alberi maturi senza poi ripiantare nulla, come avvenuto alla Cittadella. Nessun intervento di drenaggio (sull'esempio del Parco Nord di Milano) e nessuna preparazione del terreno adatta a ospitare alberi di prima grandezza. Un progetto vecchio ispirato ad una concezione vecchia . Un progetto che può essere modificato dai prossimi amministratori . Una base di partenza da rendere viva .
DUMAREY, A RISCHIO 35 POSTI.
MOZIONE UNITARIA DEL CONSIGLIO COMUNALE A TUTELA DEI LAVORATORI E DEL FUTURO INDUSTRIALE DEL TERRITORIO.
Dumarey, il Consiglio comunale di Pisa approva all’unanimità la mozione a tutela dei lavoratori e del futuro industriale del territorio
Il Consiglio comunale di Pisa ha approvato all’unanimità una mozione, sottoscritta da tutte le forze politiche, con la quale l’assemblea esprime piena solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori della Dumarey e chiede un impegno concreto delle istituzioni per salvaguardare l’occupazione e la continuità produttiva degli stabilimenti di San Piero a Grado e Fauglia.
L’approvazione unanime rappresenta un segnale politico e istituzionale forte: quando è in gioco il lavoro, il futuro di centinaia di famiglie e uno dei principali poli industriali del territorio, il Consiglio comunale ha scelto di parlare con una sola voce.
La mozione evidenzia la preoccupazione per la crisi che sta attraversando il settore automotive e per le difficoltà che stanno interessando Dumarey, con il ricorso ai contratti di solidarietà e il rischio di licenziamento di 35 lavoratrici e lavoratori in staff leasing. Una situazione che coinvolge complessivamente circa 850 addetti e che rischia di avere pesanti ripercussioni sull’intero sistema economico provinciale.
Con il documento approvato, il Consiglio comunale impegna il Sindaco e la Giunta ad attivarsi con urgenza nei confronti dell’azienda, della Regione Toscana e del Ministero delle Imprese e del Made in Italy affinché siano sospese le procedure di licenziamento, venga convocato un tavolo istituzionale sulla vertenza e sia presentato un piano industriale credibile, fondato su investimenti, nuove produzioni e garanzie occupazionali.
La mozione chiede inoltre di verificare l’attivazione degli strumenti previsti dalla normativa nazionale per il riconoscimento del territorio quale area di crisi industriale complessa, o comunque l’accesso alle misure di sostegno previste per le aree interessate da crisi industriali.
L’obiettivo condiviso da tutto il Consiglio comunale è chiaro: difendere il patrimonio industriale del territorio, tutelare competenze costruite in decenni di lavoro e impedire che la crisi si traduca in un ulteriore processo di deindustrializzazione della provincia di Pisa.
Il Consiglio comunale continuerà a seguire con la massima attenzione l’evoluzione della vertenza, sostenendo il confronto tra azienda, organizzazioni sindacali e istituzioni, nella convinzione che la salvaguardia dell’occupazione rappresenti una priorità assoluta per il futuro del territorio. ... See MoreSee Less
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Il primo riguarda la chiusura della strada dopo l’intervento dei Vigili del Fuoco per distacchi di intonaco dalla facciata di via Ulisse Dini 2, con ordinanza del 2 luglio e transenne a tutela della sicurezza.
Il secondo è la vicenda della volta, con criticità strutturali aperte dal 2021 e un intervento di ripristino ancora non definito tra proprietà privata e Soprintendenza. Prendiamo atto che il Sindaco si è mosso in questi giorni in seguito alla denuncia per sollecitare una soluzione già stimolata piu volte dagli uffici, ma è inaccettabile che da anni una situazione così delicata resti sospesa, con ricadute sulla vivibilità e sulla circolazione.
Il terzo problema è il degrado della strada, ora a fondo chiuso. Muri scritti, incuria, guamo e l'assenza di passaggio di persone rischiano di far peggiorare rapidamente la situazione.
Con la visita in loco ho chiesto alla Commissione e all’assessora Mancini di prendere atto della situazione e lavorare a un ordine del giorno condiviso che impegni l'amministrazione ad azioni rapide di decoro. Via delle Sette Volte, una delle strade più caratteristiche ed antiche della città, non può restare un vicolo dimenticato e su questo monitoreremo con grande attenzione. ... See MoreSee Less
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Nel corso del Consiglio comunale di giovedi il gruppo La città delle Persone ha presentato un question time per chiedere chiarimenti sullo stato della procedura di affidamento della gestione indiretta di 5 nidi d'infanzia comunali (Albero verde, San Biagio, San Rossore, Snoopy, Isola delle farfalle), gara a lotto unico di poco meno di 4 milioni di euro, sulle tempistiche per l'aggiudicazione definitiva del servizio.
"Da un monitoraggio della piattaforma Start risulta una indicazione di offerta anomala e con prescrizione - affermano i consiglieri Martinelli Lacroce e Modica - relativamente a quanto presentato dalla ditta risultata prima aggiudicataria nella classifica provvisoria con un ribasso economico dell'8%".
Dalla risposta dell'assessore Buscemi è emerso che la procedura è ancora in corso: l'operatore economico dispone come previsto per legge di 15 giorni di tempo per rispondere ai rilievi dell'Amministrazione nel procedimento di aggiudicazione dopodiché, fatta la propria istruttoria gli uffici in seduta pubblica renderanno note le conclusioni e procederanno con l'aggiudicazione.
L'assessore ha inoltre ricordato che la normativa consente il subentro del nuovo gestore anche nel corso dell'anno educativo e che il servizio si svolgerà senza soluzione di continuità in quanto il gestore in proroga è obbligato a garantire il servizio fino a nuova assegnazione e di eventuale subentro di altro soggetto.
"Una risposta che non ci soddisfa." - sostengono Martinelli, Lacroce e Modica - "II problema non è se la legge consenta un affidamento a settembre o ad anno educativo già iniziato. Il problema è che questa situazione era ampiamente prevedibile e che l'Amministrazione aveva il dovere di evitarla.
Sindacati, famiglie e forze di opposizione avevano infatti segnalato nei mesi scorsi durante lo stato di agitazione il rischio di arrivare all'inizio dell'anno educativo senza un gestore definitivamente individuato.
Nonostante questi richiami, l'Amministrazione rischia di non poter garantire una prospettiva di programmazione organizzativa stabile nei tempi necessari. Per noi si tratta di una responsabilità politica importante, in quanto i tempi dell'affidamento e la stabilità del gestore in avvio e durante tutto l'anno educativo non sono aspetti burocratici, ma elementi essenziali per garantire qualità e stabilità del servizio educativo. L'organizzazione di preparazione dell'anno e la prospettiva temporale per chi lo effettua o per chi dovesse subentrare nella gestione sono elementi molto delicati. Significa creare le condizioni per assicurare ai bambini la continuità del percorso educativo, consentire al personale di lavorare con serenità e con motivazione e permettere alle famiglie di programmare l'organizzazione familiare con certezza nella conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Per questo" - concludono i consiglieri - "riteniamo che non sia sufficiente richiamare ciò che la legge consente. Una buona amministrazione dovrebbe fare in modo che un servizio così delicato per i più piccoli possa partire con un'organizzazione già definita e stabile, evitando incertezze che finiscono per ricadere su bambini, educatori e famiglie.
Continueremo a seguire l'evoluzione della procedura e a vigilare affinché il servizio venga affidato nel più breve tempo possibile, garantendo trasparenza, qualità e continuità educativa." ... See MoreSee Less
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Tanto ormai è appurato..che a questa giunta non interessa nulla di chi opera nei servizi educativi e per conseguenza logica della qualità del servizio offerto. Ormai gli asili sono visti solo come pubblicità elettorale di quanti posti offrono e di quanto tempo stanno aperti...tutto giusto se però si guarda non solo la cornice ma tutto il quadro in generale.
In questi giorni i pisani e i turisti hanno potuto apprezzare finalmente la riqualificazione di Piazza Manin, grazie alla realizzazione di un progetto, che pur con alcune criticità, ha comunque restituito dignità e fruibilità a quello che può essere considerato il biglietto da visita della nostra città.
Eppure, l’Amministrazione ha deciso ieri in Consiglio di raddoppiare le bancarelle, portandole dalle 6 previste a 12. Tutti i gruppi di minoranza si sono opposti con fermezza, ma inutilmente, a questa decisione.
Inoltre, è emerso un fatto grave. Durante la Commissione del 17 luglio, in merito alle dotazioni esterne di un bar già presenti nella piazza, ci era stata confermata la regolarità della concessione. Dagli atti richiesti il giorno dopo, e arrivati in Consiglio a discussione già iniziata, è risultato invece che la concessione è solo del 20 luglio. Un’informazione non veritiera fornita in sede istituzionale, oltre ad essere politicamente inaccettabile, sminuisce il ruolo di noi Consiglieri.
Ma come gruppo da sempre non ci limitiamo alla sola critica, e abbiamo portato proposte concrete:
1️⃣ Monitoraggio costante: chiediamo di monitorare attraverso relazioni in Commissione e confronto con tutti i soggetti interessati, l’impatto dell’aumento delle postazioni su decoro, fruibilità, accessibilità, sicurezza e flussi pedonali, pronti a chiedere correzioni se necessario.
2️⃣ Qualità dell’offerta: basta merce seriale e omologata. Vogliamo valorizzare l’artigianato e la cultura locale, con criteri stringenti al momento delle assegnazioni che premino l’attenzione verso i prodotti, i materiali, le filiere, la sostenibilità e l’impatto visivo e tutelino il valore storico del nostro territorio.
Su questo secondo punto abbiamo registrato interesse anche nella maggioranza. Continueremo quindi a lavorare per armonizzare le esigenze economiche con la salvaguardia del decoro e della bellezza di Pisa. ... See MoreSee Less
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Era l’occasione per fare una splendida aiuola depavimentando e dando una degna cornice ad un monumento così prezioso per tutto il mondo . Ci fu detto che la soprintendenza non lo permetteva ( il solito ente che permette il parcheggio nel vallo dello Scotto tanto per dire ) . In realtà le bugie hanno le gambe corte e nel giro di pochi mesi abbiamo capito a chi avrebbe dato noia quell’aiuola . Un’amministazione che ha perso ogni tipo di credibilità e ha scavato un solco incolmabile con tutta la popolazione. Una lezione da prendere in considerazione per tutti coloro che verranno dopo . Pisa ha voluto chiudere un periodo storico per gli stessi motivi per cui questa amministrazione ha perso tutti i cittadini che vorrebbe amministrare . Quando il confronto si interrompe , i cittadini provano a cambiare ( e non sempre in meglio ! )
Che disastro...un altra assurda isola di calore. Ma in quella piazza c'erano gli Alberi!!!