Dopo i fatti di Milano sono risuonate potenti e responsabili le parole del Presidente Mattarella e il suo richiamo ad una analisi approfondita di quanto successo, anche in virtù del coinvolgimento di quelli che lui stesso ha chiamato "soggetti inediti", un coinvolgimento che ci obbliga ad ampliare il ragionamento imponendo interrogativi complessi. La violenza va sempre respinta, è certamente la premessa necessaria, ma ridurre quanto sta accadendo in questi giorni a un banale problema di ordine pubblico o di dinamiche violente da soffocare significa fare l'ennesima operazione di rimozione della realtà. Se chi amministra e chi ha a cuore la politica e la partecipazione si limita alla solita condanna rituale senza farsi domande sui perché, compie un atto di cecità irresponsabile. Nelle piazze di questi giorni non c'è solo un generico malcontento, c'è l'esplosione di una rabbia accumulata di fronte a un disagio sociale che non trova più luoghi di ascolto e di rappresentanza e che sta coinvolgendo ragazzi sempre più giovani, più facili da trascinare in modalità di protesta spesso sbagliate. Parliamo di generazioni travolte dalla precarietà lavorativa, dall'impossibilità di pianificare un futuro o di vederne in lontananza uno, spaventati dalla crisi che sta coinvolgendo in primis le loro famiglie, gravate da salari bloccati e da un costo della vita insostenibile. Parliamo dell'emergenza abitativa, del taglio continuo ai servizi pubblici, alla sanità, all'istruzione e alle politiche concrete e strutturate per i giovani. Quando l'unica risposta delle istituzioni a questo malessere diventa la sola scorciatoia securitaria la politica ha fallito. Apprendiamo con inquietudine che, se non fosse stato per il no di Mattarella, il Governo Meloni avrebbe dato all'esercito dei poteri di Polizia. Una risposta repressiva che non risolve le disuguaglianze sociali, le nasconde soltanto sotto il tappeto fino alla protesta successiva, che strizza l'occhio ai movimenti a destra dell'attuale governo per motivi di equilibri elettorali e che ci obbliga anche ad interrogarci su cosa succederebbe se al Colle non ci fosse Mattarella, baluardo autorevole contro questa torsione autoritaria, ma un Presidente compiacente. Pisa ha una storia e una vocazione di cittadinanza attiva, di cultura e di partecipazione. Da questa città e da questo Consiglio non può alzarsi solo la voce di chi chiede più pattuglie o divieti. Deve alzarsi una voce di verità: il disagio giovanile e sociale è il sintomo di una crisi profonda e della mancanza di risposte economiche e sociali. Dobbiamo abbandonare la narrazione emergenziale ed egemonizzata dal tema della militarizzazione, e farci portavoce, a partire dal nostro territorio, della necessità urgente di rimettere al centro l'agenda sociale: il diritto alla casa, la tutela del lavoro dignitoso, il sostegno al diritto allo studio e la riapertura di veri spazi di agibilità democratica per chi chiede di essere ascoltato. E una risposta ancora più strutturata meritano le manifestazioni, oscurate dalla narrazione delle violenze milanesi, di chi è stretto nella morsa di una situazione economica ormai devastante e che vede il proprio lavoro e la propria dignità messe in discussione a causa di politiche internazionali e nazionali irresponsabili. Serve un profondo lavoro di analisi e non sfuggire, nessuno di noi, a nessun livello, alla responsabilità di trovare risposte sociali strutturate. Chi usa la violenza e chi ne cavalca gli effetti distoglie l'attenzione pubblica da questa necessaria responsabilità e lascia spazio a chi vende banalità, come il solito professor Crepet, chiamato a Pisa per indicare la strada per affrontare i disagi dei più giovani e che oggi va sul giornale per proporre il coprifuoco per gli under 14, confermando lo sconfortante approccio paternalistico di chi pensa e propone che lo Stato si debba sostituire alle famiglie e ad un solido e strutturato supporto da trovare nel nostro tessuto sociale. Non è questa la strada, la risposta deve essere basata su una assunzione di responsabilità, su una analisi attenta e sulla creazione di interventi concreti, quanto urgenti. ... See MoreSee Less
I consiglieri comunali de La città delle Persone Paolo Martinelli, Emilia Lacroce e Carlo Modica, hanno spiegato in Aula comunale la loro contrarietà alla ricapitalizzazione di Patrimonio Pisa attraverso il conferimento di beni storici e strategici della città, come l'Ex Stazione Leopolda, l'Ex Stazione CPT di Piazza Sant'Antonio e l'Ex Mensa di Ospedaletto.
“Siamo contrari a questa impostazione, perché il patrimonio pubblico non può essere trattato come una semplice posta di bilancio o come un insieme di immobili da mettere a reddito con approccio aziendalistico”, dichiarano i consiglieri.
La città delle Persone rivendica però un risultato importante ottenuto grazie al lavoro svolto in Commissione: l’inserimento formale dell’indirizzo di non alienabilità dell’ex Stazione Leopolda e dell’ex Stazione CPT.
“Grazie alle nostre sollecitazioni - spiegano - questi due beni non potranno essere ceduti a terzi. È un risultato concreto, ma non sufficiente: impedirne la vendita non garantisce automaticamente che vengano gestiti nell’interesse pubblico, così come vale anche per eventuali altri immobili”.
Il nodo, per Martinelli, Lacroce e Modica, è politico: “La Patrimonio Pisa è una società che opera secondo criteri di mercato e il rischio è che la logica economica finisca per prevalere sulla funzione sociale, culturale e urbana di questi spazi. Valorizzare davvero un bene pubblico non significa massimizzare la redditività dei canoni e le rendite: significa renderlo accessibile, creare servizi per le persone, spazi per giovani, anziani e associazioni, garantire socialità e coesione”.
Per questo La città delle Persone chiede indirizzi vincolanti su come verranno gestiti gli spazi, sulle tariffe e sull'accessibilità: “Questi immobili devono restare pubblici non solo nella proprietà, ma soprattutto nella funzione. Su questo continueremo a vigilare”. ... See MoreSee Less
LA MASSONERIA SI RITROVA IN SALA DELLE BALEARI, E IL COMUNE CONFERISCE IL PATROCINIO. Abbiamo appreso che la Sala delle Baleari, il luogo di massima rappresentanza istituzionale della città, ospiterà un evento commemorativo a cento anni dalla nascita del Professor Franco Franchi, massone Gran Maestro della Gran Loggia d'Italia, con tanto di saluto delle autorità.
Riteniamo profondamente inopportuno sia il patrocinio sia la concessione della Sala delle Baleari per l'evento.
Una sala comunale non dovrebbe diventare il luogo di celebrazione della Massoneria, realtà storicamente caratterizzata da reti di appartenenza e opacità incompatibili con l’idea di piena trasparenza delle istituzioni pubbliche che vogliamo difendere strenuamente.
Il punto non è vietare le iniziative private in contesti istituzionali, se di pubblica utilità e interesse, ma evitare che il Comune presti il proprio spazio e quindi il proprio prestigio istituzionale a una commemorazione che rischia di assumere il valore di una legittimazione pubblica. ... See MoreSee Less
Se i massoni fossero tutti delinquenti dovremmo rinnegare giusto per dirne due, Garibaldi - padre dell’Unità d’Italia - e Lando Conti, sindaco di Firenze ucciso dal BR. Oltre a Totò, Enrico Fermi, Mexico etc… Dai su…
Devono essere impazziti!!!!
Rispolveri l'allarme nazista della congiura pluto-gjudaico massonica?
Venerdì 30, ore 18, presso Uni.de A Pisa inizia il corso sull'epopea della Carboneria nell'Europa dell'800, per chi volesse imparare la Storia, aprirsi al Libero Pensiero, interiorizzare i Principi di Libertà, Uguaglianza e Fratellanza fra tutti.gli.esseri unani, concepire la necessità di combattere per la difesa del Creato che subisce, dal 1700 l'attacco del materialismo, del consumismo capitalistico e abbandonae l'ignoranza, l'egoismo del potere, i pregidizi che ammorbano il modo e creano i conflitti.
Ecco l'assalto delle camicie nere a tutte le Logge massoniche italiane. Vorreste, per caso, emulare i fascisti?
Che spavento! L'anticlericale massone Carducci
Bakunin.. terribile massone!
Un grande massone
Saluti dalle migliaia di fratelli massoni e fratelli profani cubani che stanno morendo di fame per il vergognoso assedio all'isola di Cuba, assedio contro il quale le piazze italiane non protestano.
Pietro Gori Apostolo dell'Eguaglianza, Massone e.. ANARCHICO.
Il Gran Maestro Onorario del Grande Otiente d'Italia.
Altro pericoloso Massone . Lo riconosci?
Filippo Buonarroti, pisano e pericolosissimo Massone nonchè capo della Carboneria in Europa.
La Città delle Persone - Pisa La Città delle Persone - Pisa è con Emilia Lacroce - Consigliera comunale Pisa e altri 2.
6 days ago
PAROLE SOLTANTO PAROLE (ELETTORALI)...
I consiglieri comunali de La città delle Persone Paolo Martinelli, Emilia Lacroce e Carlo Modica intervengono dopo la bocciatura da parte della maggioranza dell’atto con cui chiedevano di riaprire il percorso per l’acquisizione dal Demanio delle aree intorno al Tribunale.
“Nel marzo 2023, a due mesi dalle elezioni, il sindaco Conti annunciava pubblicamente l’avvio di un’interlocuzione con il Demanio per arrivare all’acquisizione delle aree e ‘risolvere definitivamente’ la questione della sosta. Oggi, invece, la sua maggioranza boccia un nostro atto che chiedeva proprio di garantire quella prospettiva e assolvere a quella promessa”.
All’epoca lo stesso Sindaco sosteneva che, trattandosi di piazza e strade a uso pubblico nel cuore del centro storico, fosse necessario superare la proprietà demaniale per consentire al Comune di gestire direttamente l'area, contemperando le esigenze dei residenti con quelle del Tribunale.
“Noi abbiamo semplicemente chiesto di dare seguito a quella promessa”.
Per La città delle Persone “non può funzionare così: annunci alla vigilia delle elezioni e poi, passata la campagna elettorale, le parole volano via fino ad arrivare perfino al voto contrario, quando il Consiglio prova a rimettere il tema sul tavolo. Il Sindaco dica se quella promessa è definitivamente archiviata o se esiste ancora una volontà concreta di acquisire le aree dal Demanio e di risolvere il problema della sosta, tenendo conto del corretto equilibrio tra i residenti, che hanno notevoli difficoltà a vivere nel centro storico, e alcune funzioni pubbliche relative al tribunale”.PAROLE SOLTANTO PAROLE (ELETTORALI)...
I consiglieri comunali de La città delle Persone Paolo Martinelli, Emilia Lacroce e Carlo Modica intervengono dopo la bocciatura da parte della maggioranza dell’atto con cui chiedevano di riaprire il percorso per l’acquisizione dal Demanio delle aree intorno al Tribunale.
“Nel marzo 2023, a due mesi dalle elezioni, il sindaco Conti annunciava pubblicamente l’avvio di un’interlocuzione con il Demanio per arrivare all’acquisizione delle aree e ‘risolvere definitivamente’ la questione della sosta. Oggi, invece, la sua maggioranza boccia un nostro atto che chiedeva proprio di garantire quella prospettiva e assolvere a quella promessa”.
All’epoca lo stesso Sindaco sosteneva che, trattandosi di piazza e strade a uso pubblico nel cuore del centro storico, fosse necessario superare la proprietà demaniale per consentire al Comune di gestire direttamente l'area, contemperando le esigenze dei residenti con quelle del Tribunale.
“Noi abbiamo semplicemente chiesto di dare seguito a quella promessa”.
Per La città delle Persone “non può funzionare così: annunci alla vigilia delle elezioni e poi, passata la campagna elettorale, le parole volano via fino ad arrivare perfino al voto contrario, quando il Consiglio prova a rimettere il tema sul tavolo. Il Sindaco dica se quella promessa è definitivamente archiviata o se esiste ancora una volontà concreta di acquisire le aree dal Demanio e di risolvere il problema della sosta, tenendo conto del corretto equilibrio tra i residenti, che hanno notevoli difficoltà a vivere nel centro storico, e alcune funzioni pubbliche relative al tribunale”. ... See MoreSee Less
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Dopo i fatti di Milano sono risuonate potenti e responsabili le parole del Presidente Mattarella e il suo richiamo ad una analisi approfondita di quanto successo, anche in virtù del coinvolgimento di quelli che lui stesso ha chiamato "soggetti inediti", un coinvolgimento che ci obbliga ad ampliare il ragionamento imponendo interrogativi complessi.
La violenza va sempre respinta, è certamente la premessa necessaria, ma ridurre quanto sta accadendo in questi giorni a un banale problema di ordine pubblico o di dinamiche violente da soffocare significa fare l'ennesima operazione di rimozione della realtà.
Se chi amministra e chi ha a cuore la politica e la partecipazione si limita alla solita condanna rituale senza farsi domande sui perché, compie un atto di cecità irresponsabile. Nelle piazze di questi giorni non c'è solo un generico malcontento, c'è l'esplosione di una rabbia accumulata di fronte a un disagio sociale che non trova più luoghi di ascolto e di rappresentanza e che sta coinvolgendo ragazzi sempre più giovani, più facili da trascinare in modalità di protesta spesso sbagliate.
Parliamo di generazioni travolte dalla precarietà lavorativa, dall'impossibilità di pianificare un futuro o di vederne in lontananza uno, spaventati dalla crisi che sta coinvolgendo in primis le loro famiglie, gravate da salari bloccati e da un costo della vita insostenibile. Parliamo dell'emergenza abitativa, del taglio continuo ai servizi pubblici, alla sanità, all'istruzione e alle politiche concrete e strutturate per i giovani.
Quando l'unica risposta delle istituzioni a questo malessere diventa la sola scorciatoia securitaria la politica ha fallito. Apprendiamo con inquietudine che, se non fosse stato per il no di Mattarella, il Governo Meloni avrebbe dato all'esercito dei poteri di Polizia. Una risposta repressiva che non risolve le disuguaglianze sociali, le nasconde soltanto sotto il tappeto fino alla protesta successiva, che strizza l'occhio ai movimenti a destra dell'attuale governo per motivi di equilibri elettorali e che ci obbliga anche ad interrogarci su cosa succederebbe se al Colle non ci fosse Mattarella, baluardo autorevole contro questa torsione autoritaria, ma un Presidente compiacente.
Pisa ha una storia e una vocazione di cittadinanza attiva, di cultura e di partecipazione. Da questa città e da questo Consiglio non può alzarsi solo la voce di chi chiede più pattuglie o divieti. Deve alzarsi una voce di verità: il disagio giovanile e sociale è il sintomo di una crisi profonda e della mancanza di risposte economiche e sociali.
Dobbiamo abbandonare la narrazione emergenziale ed egemonizzata dal tema della militarizzazione, e farci portavoce, a partire dal nostro territorio, della necessità urgente di rimettere al centro l'agenda sociale: il diritto alla casa, la tutela del lavoro dignitoso, il sostegno al diritto allo studio e la riapertura di veri spazi di agibilità democratica per chi chiede di essere ascoltato.
E una risposta ancora più strutturata meritano le manifestazioni, oscurate dalla narrazione delle violenze milanesi, di chi è stretto nella morsa di una situazione economica ormai devastante e che vede il proprio lavoro e la propria dignità messe in discussione a causa di politiche internazionali e nazionali irresponsabili.
Serve un profondo lavoro di analisi e non sfuggire, nessuno di noi, a nessun livello, alla responsabilità di trovare risposte sociali strutturate. Chi usa la violenza e chi ne cavalca gli effetti distoglie l'attenzione pubblica da questa necessaria responsabilità e lascia spazio a chi vende banalità, come il solito professor Crepet, chiamato a Pisa per indicare la strada per affrontare i disagi dei più giovani e che oggi va sul giornale per proporre il coprifuoco per gli under 14, confermando lo sconfortante approccio paternalistico di chi pensa e propone che lo Stato si debba sostituire alle famiglie e ad un solido e strutturato supporto da trovare nel nostro tessuto sociale.
Non è questa la strada, la risposta deve essere basata su una assunzione di responsabilità, su una analisi attenta e sulla creazione di interventi concreti, quanto urgenti. ... See MoreSee Less
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“Siamo contrari a questa impostazione, perché il patrimonio pubblico non può essere trattato come una semplice posta di bilancio o come un insieme di immobili da mettere a reddito con approccio aziendalistico”, dichiarano i consiglieri.
La città delle Persone rivendica però un risultato importante ottenuto grazie al lavoro svolto in Commissione: l’inserimento formale dell’indirizzo di non alienabilità dell’ex Stazione Leopolda e dell’ex Stazione CPT.
“Grazie alle nostre sollecitazioni - spiegano - questi due beni non potranno essere ceduti a terzi. È un risultato concreto, ma non sufficiente: impedirne la vendita non garantisce automaticamente che vengano gestiti nell’interesse pubblico, così come vale anche per eventuali altri immobili”.
Il nodo, per Martinelli, Lacroce e Modica, è politico: “La Patrimonio Pisa è una società che opera secondo criteri di mercato e il rischio è che la logica economica finisca per prevalere sulla funzione sociale, culturale e urbana di questi spazi. Valorizzare davvero un bene pubblico non significa massimizzare la redditività dei canoni e le rendite: significa renderlo accessibile, creare servizi per le persone, spazi per giovani, anziani e associazioni, garantire socialità e coesione”.
Per questo La città delle Persone chiede indirizzi vincolanti su come verranno gestiti gli spazi, sulle tariffe e sull'accessibilità: “Questi immobili devono restare pubblici non solo nella proprietà, ma soprattutto nella funzione. Su questo continueremo a vigilare”. ... See MoreSee Less
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Quindi bastava la nostra commissione per sbloccare in 24 ore la necessaria fase di pre-esercizio della ZTL stadio?
Ricapitoliamo:
- Commissione su nostro argomento 20 ottobre
- Uscita sulla stampa 21 ottobre
- Ordinanza della Polizia Municipale 22 ottobre
Siamo felici che la ZTL diventi pienamente operativa, se avessimo saputo che serviva il nostro contributo lo avremmo offerto anche prima.
Bastava chiedere... ... See MoreSee Less
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Abbiamo appreso che la Sala delle Baleari, il luogo di massima rappresentanza istituzionale della città, ospiterà un evento commemorativo a cento anni dalla nascita del Professor Franco Franchi, massone Gran Maestro della Gran Loggia d'Italia, con tanto di saluto delle autorità.
Riteniamo profondamente inopportuno sia il patrocinio sia la concessione della Sala delle Baleari per l'evento.
Una sala comunale non dovrebbe diventare il luogo di celebrazione della Massoneria, realtà storicamente caratterizzata da reti di appartenenza e opacità incompatibili con l’idea di piena trasparenza delle istituzioni pubbliche che vogliamo difendere strenuamente.
Il punto non è vietare le iniziative private in contesti istituzionali, se di pubblica utilità e interesse, ma evitare che il Comune presti il proprio spazio e quindi il proprio prestigio istituzionale a una commemorazione che rischia di assumere il valore di una legittimazione pubblica. ... See MoreSee Less
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Rispolveri l'allarme nazista della congiura pluto-gjudaico massonica?
Venerdì 30, ore 18, presso Uni.de A Pisa inizia il corso sull'epopea della Carboneria nell'Europa dell'800, per chi volesse imparare la Storia, aprirsi al Libero Pensiero, interiorizzare i Principi di Libertà, Uguaglianza e Fratellanza fra tutti.gli.esseri unani, concepire la necessità di combattere per la difesa del Creato che subisce, dal 1700 l'attacco del materialismo, del consumismo capitalistico e abbandonae l'ignoranza, l'egoismo del potere, i pregidizi che ammorbano il modo e creano i conflitti.
Ecco l'assalto delle camicie nere a tutte le Logge massoniche italiane. Vorreste, per caso, emulare i fascisti?
Che spavento! L'anticlericale massone Carducci
Bakunin.. terribile massone!
Un grande massone
Saluti dalle migliaia di fratelli massoni e fratelli profani cubani che stanno morendo di fame per il vergognoso assedio all'isola di Cuba, assedio contro il quale le piazze italiane non protestano.
Pietro Gori Apostolo dell'Eguaglianza, Massone e.. ANARCHICO.
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I consiglieri comunali de La città delle Persone Paolo Martinelli, Emilia Lacroce e Carlo Modica intervengono dopo la bocciatura da parte della maggioranza dell’atto con cui chiedevano di riaprire il percorso per l’acquisizione dal Demanio delle aree intorno al Tribunale.
“Nel marzo 2023, a due mesi dalle elezioni, il sindaco Conti annunciava pubblicamente l’avvio di un’interlocuzione con il Demanio per arrivare all’acquisizione delle aree e ‘risolvere definitivamente’ la questione della sosta. Oggi, invece, la sua maggioranza boccia un nostro atto che chiedeva proprio di garantire quella prospettiva e assolvere a quella promessa”.
All’epoca lo stesso Sindaco sosteneva che, trattandosi di piazza e strade a uso pubblico nel cuore del centro storico, fosse necessario superare la proprietà demaniale per consentire al Comune di gestire direttamente l'area, contemperando le esigenze dei residenti con quelle del Tribunale.
“Noi abbiamo semplicemente chiesto di dare seguito a quella promessa”.
Per La città delle Persone “non può funzionare così: annunci alla vigilia delle elezioni e poi, passata la campagna elettorale, le parole volano via fino ad arrivare perfino al voto contrario, quando il Consiglio prova a rimettere il tema sul tavolo.
Il Sindaco dica se quella promessa è definitivamente archiviata o se esiste ancora una volontà concreta di acquisire le aree dal Demanio e di risolvere il problema della sosta, tenendo conto del corretto equilibrio tra i residenti, che hanno notevoli difficoltà a vivere nel centro storico, e alcune funzioni pubbliche relative al tribunale”.PAROLE SOLTANTO PAROLE (ELETTORALI)...
I consiglieri comunali de La città delle Persone Paolo Martinelli, Emilia Lacroce e Carlo Modica intervengono dopo la bocciatura da parte della maggioranza dell’atto con cui chiedevano di riaprire il percorso per l’acquisizione dal Demanio delle aree intorno al Tribunale.
“Nel marzo 2023, a due mesi dalle elezioni, il sindaco Conti annunciava pubblicamente l’avvio di un’interlocuzione con il Demanio per arrivare all’acquisizione delle aree e ‘risolvere definitivamente’ la questione della sosta. Oggi, invece, la sua maggioranza boccia un nostro atto che chiedeva proprio di garantire quella prospettiva e assolvere a quella promessa”.
All’epoca lo stesso Sindaco sosteneva che, trattandosi di piazza e strade a uso pubblico nel cuore del centro storico, fosse necessario superare la proprietà demaniale per consentire al Comune di gestire direttamente l'area, contemperando le esigenze dei residenti con quelle del Tribunale.
“Noi abbiamo semplicemente chiesto di dare seguito a quella promessa”.
Per La città delle Persone “non può funzionare così: annunci alla vigilia delle elezioni e poi, passata la campagna elettorale, le parole volano via fino ad arrivare perfino al voto contrario, quando il Consiglio prova a rimettere il tema sul tavolo.
Il Sindaco dica se quella promessa è definitivamente archiviata o se esiste ancora una volontà concreta di acquisire le aree dal Demanio e di risolvere il problema della sosta, tenendo conto del corretto equilibrio tra i residenti, che hanno notevoli difficoltà a vivere nel centro storico, e alcune funzioni pubbliche relative al tribunale”. ... See MoreSee Less
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Può essere buona cosa . Quell’area , in mano a Pisamo poteva diventare un parcheggio multipiano !!