Su Pisa ci siamo battuti per le bonifiche ed abbiamo richiesto ed ottenuto che anche il Comune di Pisa si costituisse parte civile nel processo come parte lesa per l'inquinamento dell'area ex Vacis che solo per questa parte è costato ai pisani 580mila E.
Buona lettura e grazie a Il Tirreno per l'ospitalità!Tutela ambientale, prevenzione, etica pubblica: cosa manca al dibattito pubblico sulla vicenda keu
All'indomani di alcuni importanti eventi processuali, penso sia fondamentale riprendere alcune riflessioni sulla vicenda KEU. Tale vicenda rischia di essere raccontata solo con la lente del processo, mentre le implicazioni ambientali sono scomparse dal dibattito pubblico. Sotto le nostre strade, però, il KEU c’è ancora. Per la SR 429 si parla di “messa in sicurezza”, cioè la copertura di tonnellate di materiale pericoloso, non la rimozione dei veleni e la domanda che continua a mancare è: cosa si sta facendo davvero, e con quali tempi, per rimediare a ciò che è successo e, soprattutto, per prevenire? Quali iniziative ha assunto la politica, oltre alle procedure minime imposte dall’emergenza? Quanto e come il Keu è ancora presente nei fanghi di depurazione del distretto conciario? Il keu può creare un inquinamento spesso invisibile, mescolato a materiali da costruzione, ed è quindi difficile da individuare e da rimuovere, provocando danni incalcolabili al suolo e alle falde, oltre al rischio sanitario. Le bonifiche sono costosissime, sono stati spesi oltre 15 milioni di euro, e complesse, come lo sono i monitoraggi ambientali e la gestione dei rifiuti rimosso. Chi paga tutto questo? La collettività. A Pisa conosciamo i costi di questa vicenda, viste le bonifiche che hanno interessato anche il nostro territorio. Non deve accadere mai più.
C’è poi un altro dato che dovrebbe far riflettere tutti: un processo con una fase preliminare durata cinque anni, per alcuni conclusasi con un non luogo a procedere. Anche qui, la politica non può e non deve voltarsi dall’altra parte. Le carenze di organico e di strutture nella giustizia in Toscana e l’intercorsa abolizione del reato di abuso d’ufficio hanno pesato come macigni sul processo, rimescolando le carte e allungando i tempi. E mentre in Italia il governo Meloni abolisce un importante “reato spia”, l’Europa approva una direttiva anticorruzione che chiede di punire le violazioni gravi nell’esercizio di funzioni pubbliche, imponendo di fatto un ripensamento di quella cancellazione, ai fini del rafforzamento della prevenzione e delle indagini sui reati contro la pubblica amministrazione.
Resta infine una decisione politica sbagliata, che non si può dimenticare, quella del Comune di Santa Croce sull’Arno di non costituirsi parte civile. Costituirsi parte civile non è un atto “contro qualcuno” prima del processo: è un gesto con alto valore civile, è il modo in cui una comunità dice che un danno ambientale e democratico la riguarda, e che intende stare nel processo per difendere l’interesse collettivo. Per fortuna lo hanno fatto altri enti e associazioni, ma rinunciare a quel segnale, in una vicenda che intreccia rifiuti, interessi e opacità, significa perdere un’importante occasione di presidio pubblico. Anche questa riflessione non va archiviata, perché sappiamo bene, da molteplici report istituzionali e indipendenti, che la Toscana non è esente da infiltrazioni criminali ed è essenziale che questi fenomeni si scontrino con comunità e istituzioni pronte ad attivare ogni anticorpo democratico e civile.
La Città delle Persone - Pisa La Città delle Persone - Pisa è con Emilia Lacroce - Consigliera comunale Pisa e altri 2.
7 days ago
MONOPATTINI E SICUREZZA URBANA: NESSUNA SANZIONE NÉ CONTROLLI SULLA SOSTA SELVAGGIA, ECCO I DATI. La Città delle Persone - Pisa: "La micromobilità, importante contributo alla soluzione degli spostamenti, si rilancia anche garantendo sicurezza, regole nei contratti con i gestori, controlli, rimozioni rapide e costi a carico di chi non rispetta"
I consiglieri comunali de La città delle Persone Paolo Martinelli Emilia Lacroce - Consigliera comunale Pisa Gianluca Gionfriddo - "Gionfri" commentano la risposta dell’assessore Dringoli all’interrogazione da loro presentata sull’abbandono e la sosta irregolare dei monopattini in sharing, fenomeno che, per i consiglieri, “mette a rischio sicurezza stradale e incolumità, soprattutto di anziani, bambini e persone con disabilità, oltre a colpire decoro e vivibilità. Siamo favorevoli - proseguono - alla micromobilità. Monopattini e bike sharing possono essere una parte della soluzione, ma devono stare dentro regole chiare e controlli efficaci. Dalla risposta emerge però un dato politico: su molte domande cruciali non c’è stata risposta e tutto viene rinviato alle future modifiche del Codice della strada di maggio in cui si introdurranno gli obblighi di targa e assicurazione, senza alcuna iniziativa autonoma del Comune”.
In particolare, sottolineano Martinelli, Gionfriddo e Lacroce, non vengono forniti il numero di intimazioni ai gestori per rimuovere i mezzi, né eventuali riaddebiti ai gestori dei costi di rimozione e custodia, né quante rimozioni siano state effettuate dalla Polizia Municipale per conto del Comune, né se siano operative o in programmazione misure di mitigazione adottate in altre città come blocco della chiusura del noleggio fuori stallo, foto obbligatoria del posteggio, rimozione entro tempi certi e penali, né se sia stata fatta una ricognizione di buone pratiche adottate altrove.
"I numeri comunicati dicono che le sanzioni per sosta fuori dagli stalli non vengono di fatto effettuate, nel 2023 e 2024 non risultano infatti sanzioni per sosta su marciapiede, mentre nel 2025 sono solo tre: serve un salto di qualità” affermano i consiglieri.
“Le sanzioni effettuate nel 2025 dipendono invece dall'introduzione nazionale dell'obbligo del casco che ha portato ad un aumento da 5 nel 2023 e 9 nel 2024 alle 162 del 2025, comprensive anche di trasporto passeggeri"
La richiesta è netta: “Il Comune agisca subito, senza aspettare Roma: regole nei contratti con i gestori, controlli, rimozioni rapide e costi a carico di chi non rispetta. La mobilità leggera si promuove garantendo sicurezza per tutti, non lasciando marciapiedi, curve, strade e rotatorie ostaggio dell’abbandono”. ... See MoreSee Less
La Città delle Persone - Pisa La Città delle Persone - Pisa è con Emilia Lacroce - Consigliera comunale Pisa e altri 2.
1 week ago
CONGIUNTURA ECONOMICA PISANA: IN ASCOLTO DELLE IMPRESE PISANE, TRA INSTABILITÀ E TIMORI. Paolo Martinelli, capogruppo La Città delle Persone - Pisa: “PISA FACCIA SQUADRA PER UN RILANCIO SU TRANSIZIONE ENERGETICA E MOBILITA’ SOSTENIBILE.”
Venerdì la terza commissione consiliare del Comune di Pisa si è confrontata con l’Unione Industriale Pisana in merito al contesto economico e produttivo e al suo andamento. Tra i dati provinciali presentati di fine anno, nel raffronto dal 2019 al 2025, emerge un quadro chiaro relativamente alla produzione industriale, all’export delle imprese, alla situazione della cassa integrazione su dati inps e dell’occupazione su dati istat.
I dati rivelano un tessuto che stenta a rilanciarsi, riflettendo un’alternanza tra shock esterni, dovuti prima alla pandemia poi alle incertezze geopolitiche globali e alle guerre, e fasi di ripresa. Purtroppo i trend più recenti registrano negli ultimi tre anni un calo della produzione industriale derivante anche da fattori strutturali di rallentamento che dipendono oltre che all’instabilità dei mercati, dall’andamento demografico e dall’affermarsi di nuovi modelli di consumo differenti dalle manifatture tradizionali di cui il nostro tessuto economico si compone.
Sul fronte dell’export manifatturiero, Pisa non solo non riesce a spingere il treno della ripresa Toscana (che dal 2019 al 2025 registra +78% nonostante il primo calo pandemico), ma neanche a montare in carrozza, caratterizzandosi invece su un piano di stabilità che registra nello stesso intervallo un +10% trainato dal settore farmaceutico e da altri piccoli comparti. Un dato che sconta l’assenza di alcuni settori trainanti presenti in altre province toscane, ancora un basso livello di export del prodotto (cca il 30%), e la contrazione di settori tradizionali come moda e mezzi di trasporto col calo in particolare delle esportazioni verso Germania, Francia e USA.
Aumenta la cassa integrazione, con la "Ordinaria" che dopo l’esplosione della pandemia ha continuato comunque a registrare, seppur in misura minore, dati significativi fino al 2024, lasciando poi spazio alla "Straordinaria" che segna il passo di un aggravio di alcune situazioni. L’occupazione pisana invece rimane sostanzialmente stabile proprio per il cordone di protezione degli ammortizzatori sociali messo in campo.
Dalla commissione è emerso in modo chiaro il timore delle imprese per l’incertezza congiunturale dovuta all'instabilità ed alle guerre, oltre che l’aumento del costo dell’energia che peggiora la competitività dell’export pisano, già gravato sui mercati rispetto agli altri paesi. Il cambio continuo degli scenari e la loro instabilità, inoltre, stanno portando ad affrontare la crisi senza la possibilità di tempi e certezze per predisporre strategie di ricollocazione sui mercati, col rischio ed i timori che comportano affrontare il presente giorno per giorno.
In questo scenario permane la continua, ed al momento inascoltata, richiesta delle imprese sullo sviluppo delle infrastrutture necessarie a collegare Pisa e la costa al centro della Toscana e sulla linea tirrenica, oltre che la consapevolezza dell’importanza di proseguire un rapporto quotidiano di collaborazione e dialogo con le università pisane per avvicinare lavoro e innovazione, formazione ed occupazione.
Pur consapevole delle difficoltà del momento, e forse proprio per questo, mi chiedo se non sia opportuno anche un rilancio fattivo di tutti i soggetti interessati, dalle istituzioni locali ed universitarie, alle imprese fin’anche al terzo settore, per la promozione di iniziative concrete e fattive volte ad una transizione economica ed energetica che permetta di sperimentare nuove opportunità di trasformazione verso un’economia che fa della sostenibilità un valore aggiunto di mercato. L’obiettivo diventerebbe quello di ritagliare per Pisa, nel contesto europeo, un ruolo virtuoso che tenti di rilanciare il tessuto economico pisano secondo un modello di emancipazione dalla dipendenza dei combustibili fossili, dall’oscillazione dei prezzi speculativi e dalla loro collocazione, attraverso la produzione e l’autoconsumo di energia rinnovabile.
L'intuizione di stringere un patto territoriale largo sulla sostenibilità qualche anno fa ci fu, e partì a Pisa proprio dagli industriali pisani, co-promuovendo la rete territoriale di ASVIS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile) con l’obiettivo di fare sistema tra istituzioni, imprese e terzo settore per la progressione negli obiettivi dell’agenda 2030 dell’Onu, anche alla luce della strada tracciata dall’Ue in tema di transizione economica ed energetica. Oggi il lavoro di alcune imprese si concentra su bilanci di sostenibilità, certificazioni per la parità di genere e sulla prossima introduzione relativa alla trasparenza retributiva.
Sebbene la congiuntura non aiuti e l’Europa dopo la strada tracciata inizi a sussultare, e forse proprio per questo, credo che il tempo sia maturo per spingere su trasformazione e riconversione energetica. Chissà che Pisa con i suoi saperi e competenze, creatività e potenziale relazionale, non possa arrestare per il nostro territorio un arretramento ed invertire culturalmente la rotta.
Anche il Comune di Pisa deve fare la propria parte. A partire dal condividere il confronto sull’utilizzo dei primi 9 milioni di euro di fondi ministeriali che arriveranno in città e destinati alla mobilità, per rimediare all’infrazione sulla qualità dell’aria in città che da decreto risulta scadente.
Sarebbe un primo grande banco di prova, quale opportunità collettiva di investimento per il sistema pisano per mettere a sistema, connettere e riunire allo stesso tavoli fare, saperi e prossimità. Abbiamo bisogno di lungimiranza. ... See MoreSee Less
Le Piazze non devono mai trasformarsi in luoghi di violenza ma restare spazi di incontro, partecipazione e confronto democratico.
Pisa è una città contro la violenza e non è accettabile alcun atto violento da parte di chiunque, senza alcuna distinzione politica. La violenza non è mai giustificata, in nessuna forma e da nessuna parte. Né ora né mai.
Siamo fortemente antifascisti e crediamo che i diritti non debbano mai essere sottomessi alla regola della forza, ma difesi attraverso strumenti democratici e pacifici, come quelli previsti dalla nostra Costituzione antifascista.
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Oggi siamo usciti con questo fondo di Emilia Lacroce - Consigliera comunale Pisa per La Città delle Persone - Pisa con una riflessione su TUTELA AMBIENTALE, PREVENZIONE, ETICA PUBBLICA: COSA E' MANCATO AL DIBATTITO PUBBLICO SULLA VICENDA "KEU".
Su Pisa ci siamo battuti per le bonifiche ed abbiamo richiesto ed ottenuto che anche il Comune di Pisa si costituisse parte civile nel processo come parte lesa per l'inquinamento dell'area ex Vacis che solo per questa parte è costato ai pisani 580mila E.
Buona lettura e grazie a Il Tirreno per l'ospitalità!Tutela ambientale, prevenzione, etica pubblica: cosa manca al dibattito pubblico sulla vicenda keu
All'indomani di alcuni importanti eventi processuali, penso sia fondamentale riprendere alcune riflessioni sulla vicenda KEU.
Tale vicenda rischia di essere raccontata solo con la lente del processo, mentre le implicazioni ambientali sono scomparse dal dibattito pubblico. Sotto le nostre strade, però, il KEU c’è ancora. Per la SR 429 si parla di “messa in sicurezza”, cioè la copertura di tonnellate di materiale pericoloso, non la rimozione dei veleni e la domanda che continua a mancare è: cosa si sta facendo davvero, e con quali tempi, per rimediare a ciò che è successo e, soprattutto, per prevenire? Quali iniziative ha assunto la politica, oltre alle procedure minime imposte dall’emergenza? Quanto e come il Keu è ancora presente nei fanghi di depurazione del distretto conciario? Il keu può creare un inquinamento spesso invisibile, mescolato a materiali da costruzione, ed è quindi difficile da individuare e da rimuovere, provocando danni incalcolabili al suolo e alle falde, oltre al rischio sanitario. Le bonifiche sono costosissime, sono stati spesi oltre 15 milioni di euro, e complesse, come lo sono i monitoraggi ambientali e la gestione dei rifiuti rimosso. Chi paga tutto questo? La collettività. A Pisa conosciamo i costi di questa vicenda, viste le bonifiche che hanno interessato anche il nostro territorio. Non deve accadere mai più.
C’è poi un altro dato che dovrebbe far riflettere tutti: un processo con una fase preliminare durata cinque anni, per alcuni conclusasi con un non luogo a procedere. Anche qui, la politica non può e non deve voltarsi dall’altra parte. Le carenze di organico e di strutture nella giustizia in Toscana e l’intercorsa abolizione del reato di abuso d’ufficio hanno pesato come macigni sul processo, rimescolando le carte e allungando i tempi. E mentre in Italia il governo Meloni abolisce un importante “reato spia”, l’Europa approva una direttiva anticorruzione che chiede di punire le violazioni gravi nell’esercizio di funzioni pubbliche, imponendo di fatto un ripensamento di quella cancellazione, ai fini del rafforzamento della prevenzione e delle indagini sui reati contro la pubblica amministrazione.
Resta infine una decisione politica sbagliata, che non si può dimenticare, quella del Comune di Santa Croce sull’Arno di non costituirsi parte civile. Costituirsi parte civile non è un atto “contro qualcuno” prima del processo: è un gesto con alto valore civile, è il modo in cui una comunità dice che un danno ambientale e democratico la riguarda, e che intende stare nel processo per difendere l’interesse collettivo. Per fortuna lo hanno fatto altri enti e associazioni, ma rinunciare a quel segnale, in una vicenda che intreccia rifiuti, interessi e opacità, significa perdere un’importante occasione di presidio pubblico. Anche questa riflessione non va archiviata, perché sappiamo bene, da molteplici report istituzionali e indipendenti, che la Toscana non è esente da infiltrazioni criminali ed è essenziale che questi fenomeni si scontrino con comunità e istituzioni pronte ad attivare ogni anticorpo democratico e civile.
Grazie al Tirreno per l'ospitalità. ... See MoreSee Less
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MONOPATTINI E SICUREZZA URBANA:
NESSUNA SANZIONE NÉ CONTROLLI SULLA SOSTA SELVAGGIA, ECCO I DATI.
La Città delle Persone - Pisa: "La micromobilità, importante contributo alla soluzione degli spostamenti, si rilancia anche garantendo sicurezza, regole nei contratti con i gestori, controlli, rimozioni rapide e costi a carico di chi non rispetta"
I consiglieri comunali de La città delle Persone Paolo Martinelli Emilia Lacroce - Consigliera comunale Pisa Gianluca Gionfriddo - "Gionfri" commentano la risposta dell’assessore Dringoli all’interrogazione da loro presentata sull’abbandono e la sosta irregolare dei monopattini in sharing, fenomeno che, per i consiglieri, “mette a rischio sicurezza stradale e incolumità, soprattutto di anziani, bambini e persone con disabilità, oltre a colpire decoro e vivibilità. Siamo favorevoli - proseguono - alla micromobilità. Monopattini e bike sharing possono essere una parte della soluzione, ma devono stare dentro regole chiare e controlli efficaci. Dalla risposta emerge però un dato politico: su molte domande cruciali non c’è stata risposta e tutto viene rinviato alle future modifiche del Codice della strada di maggio in cui si introdurranno gli obblighi di targa e assicurazione, senza alcuna iniziativa autonoma del Comune”.
In particolare, sottolineano Martinelli, Gionfriddo e Lacroce, non vengono forniti il numero di intimazioni ai gestori per rimuovere i mezzi, né eventuali riaddebiti ai gestori dei costi di rimozione e custodia, né quante rimozioni siano state effettuate dalla Polizia Municipale per conto del Comune, né se siano operative o in programmazione misure di mitigazione adottate in altre città come blocco della chiusura del noleggio fuori stallo, foto obbligatoria del posteggio, rimozione entro tempi certi e penali, né se sia stata fatta una ricognizione di buone pratiche adottate altrove.
"I numeri comunicati dicono che le sanzioni per sosta fuori dagli stalli non vengono di fatto effettuate, nel 2023 e 2024 non risultano infatti sanzioni per sosta su marciapiede, mentre nel 2025 sono solo tre: serve un salto di qualità” affermano i consiglieri.
“Le sanzioni effettuate nel 2025 dipendono invece dall'introduzione nazionale dell'obbligo del casco che ha portato ad un aumento da 5 nel 2023 e 9 nel 2024 alle 162 del 2025, comprensive anche di trasporto passeggeri"
La richiesta è netta: “Il Comune agisca subito, senza aspettare Roma: regole nei contratti con i gestori, controlli, rimozioni rapide e costi a carico di chi non rispetta. La mobilità leggera si promuove garantendo sicurezza per tutti, non lasciando marciapiedi, curve, strade e rotatorie ostaggio dell’abbandono”. ... See MoreSee Less
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IN ASCOLTO DELLE IMPRESE PISANE, TRA INSTABILITÀ E TIMORI.
Paolo Martinelli, capogruppo La Città delle Persone - Pisa: “PISA FACCIA SQUADRA PER UN RILANCIO SU TRANSIZIONE ENERGETICA E MOBILITA’ SOSTENIBILE.”
Venerdì la terza commissione consiliare del Comune di Pisa si è confrontata con l’Unione Industriale Pisana in merito al contesto economico e produttivo e al suo andamento.
Tra i dati provinciali presentati di fine anno, nel raffronto dal 2019 al 2025, emerge un quadro chiaro relativamente alla produzione industriale, all’export delle imprese, alla situazione della cassa integrazione su dati inps e dell’occupazione su dati istat.
I dati rivelano un tessuto che stenta a rilanciarsi, riflettendo un’alternanza tra shock esterni, dovuti prima alla pandemia poi alle incertezze geopolitiche globali e alle guerre, e fasi di ripresa. Purtroppo i trend più recenti registrano negli ultimi tre anni un calo della produzione industriale derivante anche da fattori strutturali di rallentamento che dipendono oltre che all’instabilità dei mercati, dall’andamento demografico e dall’affermarsi di nuovi modelli di consumo differenti dalle manifatture tradizionali di cui il nostro tessuto economico si compone.
Sul fronte dell’export manifatturiero, Pisa non solo non riesce a spingere il treno della ripresa Toscana (che dal 2019 al 2025 registra +78% nonostante il primo calo pandemico), ma neanche a montare in carrozza, caratterizzandosi invece su un piano di stabilità che registra nello stesso intervallo un +10% trainato dal settore farmaceutico e da altri piccoli comparti. Un dato che sconta l’assenza di alcuni settori trainanti presenti in altre province toscane, ancora un basso livello di export del prodotto (cca il 30%), e la contrazione di settori tradizionali come moda e mezzi di trasporto col calo in particolare delle esportazioni verso Germania, Francia e USA.
Aumenta la cassa integrazione, con la "Ordinaria" che dopo l’esplosione della pandemia ha continuato comunque a registrare, seppur in misura minore, dati significativi fino al 2024, lasciando poi spazio alla "Straordinaria" che segna il passo di un aggravio di alcune situazioni. L’occupazione pisana invece rimane sostanzialmente stabile proprio per il cordone di protezione degli ammortizzatori sociali messo in campo.
Dalla commissione è emerso in modo chiaro il timore delle imprese per l’incertezza congiunturale dovuta all'instabilità ed alle guerre, oltre che l’aumento del costo dell’energia che peggiora la competitività dell’export pisano, già gravato sui mercati rispetto agli altri paesi. Il cambio continuo degli scenari e la loro instabilità, inoltre, stanno portando ad affrontare la crisi senza la possibilità di tempi e certezze per predisporre strategie di ricollocazione sui mercati, col rischio ed i timori che comportano affrontare il presente giorno per giorno.
In questo scenario permane la continua, ed al momento inascoltata, richiesta delle imprese sullo sviluppo delle infrastrutture necessarie a collegare Pisa e la costa al centro della Toscana e sulla linea tirrenica, oltre che la consapevolezza dell’importanza di proseguire un rapporto quotidiano di collaborazione e dialogo con le università pisane per avvicinare lavoro e innovazione, formazione ed occupazione.
Pur consapevole delle difficoltà del momento, e forse proprio per questo, mi chiedo se non sia opportuno anche un rilancio fattivo di tutti i soggetti interessati, dalle istituzioni locali ed universitarie, alle imprese fin’anche al terzo settore, per la promozione di iniziative concrete e fattive volte ad una transizione economica ed energetica che permetta di sperimentare nuove opportunità di trasformazione verso un’economia che fa della sostenibilità un valore aggiunto di mercato.
L’obiettivo diventerebbe quello di ritagliare per Pisa, nel contesto europeo, un ruolo virtuoso che tenti di rilanciare il tessuto economico pisano secondo un modello di emancipazione dalla dipendenza dei combustibili fossili, dall’oscillazione dei prezzi speculativi e dalla loro collocazione, attraverso la produzione e l’autoconsumo di energia rinnovabile.
L'intuizione di stringere un patto territoriale largo sulla sostenibilità qualche anno fa ci fu, e partì a Pisa proprio dagli industriali pisani, co-promuovendo la rete territoriale di ASVIS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile) con l’obiettivo di fare sistema tra istituzioni, imprese e terzo settore per la progressione negli obiettivi dell’agenda 2030 dell’Onu, anche alla luce della strada tracciata dall’Ue in tema di transizione economica ed energetica.
Oggi il lavoro di alcune imprese si concentra su bilanci di sostenibilità, certificazioni per la parità di genere e sulla prossima introduzione relativa alla trasparenza retributiva.
Sebbene la congiuntura non aiuti e l’Europa dopo la strada tracciata inizi a sussultare, e forse proprio per questo, credo che il tempo sia maturo per spingere su trasformazione e riconversione energetica.
Chissà che Pisa con i suoi saperi e competenze, creatività e potenziale relazionale, non possa arrestare per il nostro territorio un arretramento ed invertire culturalmente la rotta.
Anche il Comune di Pisa deve fare la propria parte. A partire dal condividere il confronto sull’utilizzo dei primi 9 milioni di euro di fondi ministeriali che arriveranno in città e destinati alla mobilità, per rimediare all’infrazione sulla qualità dell’aria in città che da decreto risulta scadente.
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Né ora né mai.
Siamo fortemente antifascisti e crediamo che i diritti non debbano mai essere sottomessi alla regola della forza, ma difesi attraverso strumenti democratici e pacifici, come quelli previsti dalla nostra Costituzione antifascista.
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